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Scuola IMIBERG

La premiazione

Gli studenti Imiberg primi classificati a ScienzAfirenze

Il progetto è durato tutto l’anno, è cominciato a settembre con l’uscita in montagna per fare rilievi e raccogliere dati e materiali ed è continuato a scuola con l’analisi e l’elaborazione dei dati, fino alla stesura della tesina finale e al montaggio di un breve video di sintesi

La Scuola Imiberg si è assegnata la diciannovesima edizione di ScienzAfirenze, la rassegna scientifica nazionale organizzata dall’associazione Diesse in collaborazione con Euresis e con la rivista Emmeciquadro.

I ragazzi coinvolti – Giulia Biffi, Francesca Arsuffi, Andrea Alamia, Pietro Bottazzi e Carlo Gelmi di 4^ ls e lsa – con il supporto dei professori San Martino e Brissoni, hanno presentato uno studio di Scienze della Terra sulla formazione delle rocce del monte Adamello dal titolo: “Cosa racconta una aureola di contatto? L’esempio dell’Adamello”.

Il progetto è durato tutto l’anno, è cominciato a settembre con l’uscita in montagna per fare rilievi e raccogliere dati e materiali ed è continuato a scuola con l’analisi e l’elaborazione dei dati, fino alla stesura della tesina finale e al montaggio di un breve video di sintesi.

Al progetto ha collaborato anche il prof. Zucali, docente di Geologia dell’Università degli studi di Milano, che ha accompagnato i ragazzi nelle uscite in montagna e ha supervisionato le analisi e l’elaborazione dei dati. Il progetto infatti è stata anche l’occasione di un PCTO in collaborazione con l’università stessa.

 

I ragazzi sono stati premiati per la qualità e la completezza del loro lavoro, come ripotano le motivazioni: “Un lavoro di scienze della terra articolato e complesso, avanzato per una classe quarta: osservazioni sul campo, analisi ed elaborazione dei dati, formulazione teorica. Il lavoro ha avuto obiettivi concreti: costruzione di una carta geologica aggiornata, confronto di misure, modellizzazione e conferma dell’ordine di grandezza del fenomeno in studio. Interessante il rapporto con l’università sia nella fase iniziale sia nella fase finale per la caratterizzazione quantitativa realizzata con strumenti informatici.
La relazione è scritta con linguaggio accurato e corredata da schemi, tabelle, classificazioni e di una documentazione fotografica molto buona”.

Al di là del premio, è stata un’esperienza impegnativa dalla quale studenti e docenti hanno ricavato molto, come testimoniano le parole che Pietro Bottazzi ha rivolto alla giuria: “Questa esperienza mi ha fatto crescere e mi ha fatto aprire ad una nuova dimensione per comprendere la bellezza della natura in modo diverso e più profondo, in una maniera che prima di questo progetto non avrei mai pensato. È proprio questa curiosità che mi ha spinto a contribuire al progetto, capire quello che abbiamo visto e analizzato sul campo mi ha reso molto soddisfatto e sono contento di aver dato il mio contributo. Sicuramente la prossima volta che andrò in montagna la percezione, la nuova consapevolezza che mi ha dato questo lavoro contribuirà allo stupore che mi dà il paesaggio, l’ambiente”.

Che dire? Complimenti!

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