Una raccolta firme contro la guerra presentata in Prefettura: “Lavoratori, prendete posizione”
Mercoledì mattina presidio dello Slai Cobas davanti in via Tasso per dire no al conflitto, all’aumento delle spese militari e contro il carovita. Caprini: “Primo passo verso una mobilitazione generale”
Bergamo. “No alla guerra, no all’aumento delle spese militari, no all’aumento del prezzo della benzina, bollette e carovita”.
Lo Slai Cobas di Bergamo ha presentato una mozione alla Prefettura con allegate 300 firme di operai raccolte in fabbriche importanti del territorio come Tenaris, Abb, Same e altre ancora.
“Un primo passo verso una mobilitazione generale contro la guerra”, la definisce il responsabile Sergio Caprini.
“Noi lavoratori condanniamo fermamente l’invasione imperialista di stampo neozarista di Putin nei confronti dell’Ucraina, così come l’azione guerrafondaia dei governi Usa/Nato-Italia volte a portare le truppe occidentali e basi militari ai confini russi usando l’Ucraina come cavallo di Troia e pedina di guerra”, si legge nel documento.
E ancora: “Siamo contro questa guerra tra banditi per il profitto dei padroni dell’energia e dell’industria bellica e per il controllo delle materie prime e delle vie geostrategiche”.
“Non pensiamo di fermare la guerra con le firme – dichiara Sebastiano Lamera, dipendente Tenaris -, ma crediamo sia necessaria una mobilitazione generale contro la guerra e contro i suoi effetti collaterali sull’economia del Paese. Questa iniziativa è partita dall’Ilva e noi l’abbiamo appoggiata perché pensiamo sia necessario che i lavoratori e soprattutto le organizzazioni sindacali prendano una posizione e scendano in campo con assemblee, manifestazioni per concludere con uno sciopero generale. Siamo contro lo scaricamento dei costi e degli effetti della guerra sui lavoratori e le masse popolari italiane, già duramente colpite dalla crisi e dalla pandemia”.
Quello che lo Slai Cobas vuole dare è un segnale al Governo: “I lavoratori vedono i riflessi del conflitto sia in fabbrica sia nella loro vita personale – continua Caprini -. In Tenaris ad esempio l’effetto della guerra si è tradotto con un aumento della produzione e con il conseguente aumento della flessibilità per gli operai, con turni anche nei giorni festivi. E sottolineo che queste condizioni aumentano il rischio di infortuni sul lavoro”.
Conclude: “Siamo una piccola organizzazione sindacale, ma nel nostro piccolo ci stiamo mobilitando per informare i lavoratori e cercare di far sentire la nostra voce. Le altre sigle sindacali dove sono?”.


