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Eterna Berté: strega il Creberg, poi saluta Gori: "Sei una bomba" - BergamoNews
Il concerto

Eterna Berté: strega il Creberg, poi saluta Gori: “Sei una bomba” fotogallery

Non sarà mai una signora, come cantava, perché è una stella. Immensa Berté che osa e si mette in gioco esplorando musicalità e testi di giovani autori, ricolora i suoi cavalli di battaglia dandogli nuova linfa, con una voce ed un'interpretazione che sono la vera cifra del suo essere immortale.

Bergamo. Che cosa contenga quella minuscola borsetta che si porta a tracolla non è dato sapere, forse la formula magica dell’immortalità. Perché Loredana Berté è tale. Lo si capisce subito dalla sua voce inconfondibile che ha portato martedì 26 aprile al Creberg di Bergamo il suo “Manifesto” tour, titolo anche dell’ultimo album di inediti.

Apre con “Dark Lady”, lei che si è sembra presentata come “Non sono una signora”. Saluta il pubblico e subito manda un saluto a Giorgio Gori: “È un sindaco eccezionale, l’ho conosciuto quando era general manager della Magnolia, era una persona speciale e lo è indubbiamente anche come sindaco: grazie di esistere Giorgio, sei una bomba!”. E aggiunge: “Bravi anche voi bergamaschi”.

Gli applausi la sommergono e Loredana ricambia il caloroso affetto del pubblico: “Siete la mia vita, la mia vita è qui sul palcoscenico. Ho annullato sei concerti e ho pianto. Vi ringrazio tutti che stasera siete venuti a sentirmi. Io vivo per voi, se non fossi venuta qui avrei continuato a cantare chiusa nel mio armadio”.

La minigonna svela gambe tonicissime, il gigante fiocco nero doma la chioma riccia Anni Ottanta che ora lascia posto ad una elegante coda di cavallo turchese. Accenna passi di danza sugli stivaletti bianchi, ammicca, sorride e si diverte. Non teme i confronti mentre sui grandi schermi alle spalle ci sono le immagini di lei quaranta anni fa. La sua voce e la sua grinta non temono confronti e ne è consapevole.

Venticinque canzoni in tutto nel suo spettacolo che ripercorrono parte della sua carriera, della sua vita e lasciano spazio alle nuove canzoni di “Manifesto”.

“Amici non ne ho”, “Il mare d’inverno”, “Non ti dico no”, “Lacrime in limousine”, “Cosa ti aspetti da me”, “Quelle come me”, “Movie” con il video originale di Andy Warhol del 1981 a New York.

Ammette che le sue canzoni sono una vera Treccani. Difficile darle torto passando in rassegna gli autori che le hanno riservato brani indelebili nella storia della canzone italiana: da Ivano Fossati a Gaetano Curreri, da J-Ax a Fedez passando da Luciano Ligabue.

Si commuove dedicando “Luna” alla sorella Mimì, Mia Martini, e il pubblico del Creberg è in piedi ad applaudirla.

C’è lo spazio anche per la guest star Aida Cooper che canta “Cambia un uomo” di Marco Mengoni.

Generico aprile 2022

 

Poi lo spettacolo riprende con “Un’automobile di trent’anni”, “Ho smesso di tacere”, “Persa nel supermercato”, “Io resto senza vento”, “Madre metropoli”, “Chi non muore si rivede”.

Quindi spazio alle sue perle: “Dedicato”, “Non sono una signora”, “Sei bellissima” fino a “Bollywood” che porta la firma di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari.
C’è spazio per “Figlia di…”, “Ninna Nanna”, “E la luna bussò” mentre si avvia alla chiusura dei bis con “In alto mare” dove la Berté prende in mano la telecamera e riprende la sua band.

Il pubblico è in delirio e si accalca sotto il palcoscenico. Le si inchina, saluta, ringrazia. Non sarà mai una signora, come cantava, perché è una stella: ringrazia tutto il suo staff e la sua band, nessuno escluso. Poi manda baci e si eclissa dietro le quinte accompagnata da un faro. Immensa Berté che osa e si mette in gioco esplorando musicalità e testi di giovani autori, ricolora i suoi cavalli di battaglia dandogli nuova linfa, con una voce ed un’interpretazione che sono la vera cifra del suo essere immortale.

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