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A Bergamo un 25 Aprile nel segno di Fenoglio: ecco perché - BergamoNews
Resistenza

A Bergamo un 25 Aprile nel segno di Fenoglio: ecco perché fotogallery

Angelo Bendotti, presidente dell’Isrec, spiega i motivi della scelta dei manifesti esposti in città

Bergamo. Sui muri della nostra città sono affissi in occasione di questo 25 Aprile, a cura dell’Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, una serie di manifesti dedicati all’opera di Beppe Fenoglio, per ricordare il centesimo anniversario della sua nascita.

L’affissione di manifesti è un modo per dialogare con la sensibilità storica della nostra comunità, che l’Isrec aveva già sperimentato a ottant’anni delle leggi razziste del 1938, invitando allora alcuni giovani grafici a misurarsi con la memoria del razzismo voluto dallo Stato fascista.

Questa volta però la scelta delle citazioni dalle opere di Fenoglio proposte ai grafici è diventata l’occasione per stimolare l’immaginario collettivo in modo inedito, attraverso sperimentazioni grafiche che invitano a una continua riflessione sulle forme della memoria.

Nessuno ha scritto di Resistenza meglio di Fenoglio, né fra gli storici né fra i letterati, fonte imprescindibile di prospettive e modi per interrogare gli ultimi venti della seconda guerra mondiale. Nessuno più di lui è riuscito a coniugare “in una qualità della scrittura che giudico suprema – così scriveva un altro grande scrittore come Luigi Meneghello – qualità impossibile di “definirla e perfino darle un nome”, “primo fra tutti la capacità di darci insieme il senso dello straordinario e del vero”.

Nelle sue opere, secondo Italo Calvino, “c’è la Resistenza proprio com’era, di dentro e di fuori, vera come mai era stata scritta, serbata per tanti anni limpidamente dalla memoria fedele, e con tutti i valori morali, tanto più forti quanto più impliciti, e la commozione, e la furia. Ed è un libro (Una questione privata) di paesaggi, ed è un libro di figure rapide e tutte vive, ed è un libro di parole precise e vere. […] Il libro che la nostra generazione voleva fare, adesso c’è, e il nostro lavoro ha un coronamento e un senso e solo ora, grazie a Fenoglio, possiamo veramente dire che una stagione è compiuta, solo ora siamo certi che è veramente esistita”.

 

angelo bendotti

 

Fenoglio aiuta a vedere e la sua opera è attraversata dalla vita della Resistenza anche di quella bergamasca.

E non dobbiamo sbagliarci – invita Elisabetta Ruffini, direttrice dell’Istituto che ha voluto questa esposizione – non è la letteratura che così assorbe l’esperienza vissuta fornendogli una gratificazione, una certificazione di grandezza, ma il vero che si dimostra essere lo straordinario per l’occhio che non si stanca di interrogare e mettere in discussione gli schemi del proprio guardare.

Per venti giorni i manifesti, realizzati da diciannove designer, restituiranno, attraverso diversi codici espressivi uno sguardo plurale su alcuni aspetti fondamentali della Resistenza descritta da Fenoglio, l’epopea da cui nacque l’Italia repubblicana. Un’epica senza alcuna concessione retorica, così come quella lotta era stata, evitando ogni amplificazione. Una letteratura morale verrebbe da dire, e civile, dedicata ad un’intera comunità.

A questa importante iniziativa, curata da Dario Carta e Donatella Rota, che l’Isrec ha realizzato insieme al Comune di Bergamo, all’AIAP e al Centro studi Fenoglio, seguiranno altri momenti di riflessione, nella speranza che si possa continuare a ricordare con intelligenza e sensibilità quel 25 Aprile che segna il momento più alto della nostra storia.

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