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Omicidio Campa, l'amico: "Martedì avevamo fatto il passaggio di proprietà della macchina" - BergamoNews
Il movente

Omicidio Campa, l’amico: “Martedì avevamo fatto il passaggio di proprietà della macchina”

Alla base del delitto ci sarebbero vecchi dissapori anche di natura economica e la vendita della Renault Clio rossa

Grumello del Monte. Una Renault Clio rossa. Questa la macchina, pare, all’origine della furia omicida di Hamedi El Makkaoui, il 24enne conosciuto da tutti come Luca Makka che avrebbe ucciso a martellate Anselmo Campa, 56enne imprenditore di Grumello del Monte. “E’ arrivata la piccola belva”, scriveva il ragazzo in un post sulla sua pagina facebook l’8 giugno 2017: un traguardo, una grande felicità dunque per il giovane che, a quasi cinque anni di distanza, ha litigato con il padre della sua ex fidanzata Federica anche per via della vettura che lui, l’imprenditore, pare avesse comprato proprio per Luca. All’origine delle discussioni tra il ragazzo, operaio di origine marocchina, nato a Castelli Calepio, e il Campa, la decisione dello stesso di vendere la macchina, di cui il 56enne era proprietario, ad un conoscente che frequenta il circolo Arci del paese. Una scelta che il giovane non avrebbe mai accettato, anche perché, così pare, era intenzionato ad acquistarla lui stesso, avendone pagato alcune rate. Dissapori di vecchia data, frutto di discordie anche per motivi economici e culminati, sembrerebbe, con la telefonata della serata precedente all’omicidio e definitivamente degenerati con la lite nell’appartamento di via Nembrini.

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“Campa mi aveva proposto di comprare la macchina – racconta l’amico del circolo -, e sulla trattativa non avevamo mai avuto nessun problema. Avevo deciso di acquistarla per mia figlia, che ne aveva bisogno. Era filato tutto liscio, ci eravamo messi d’accordo. Mi aveva anche concesso di provarla, come si fa di solito. Martedì avevamo trovato la quadra definitiva, tanto che ci eravamo trovati in agenzia per fare il passaggio di proprietà“.

Luca, come si faceva chiamare dagli amici, che per qualche tempo aveva lavorato nella ditta di Campa, era oggi dipendente di una azienda nel bresciano e aveva tenuto buoni rapporti con Federica, con la quale aveva anche convissuto per un periodo di tempo. Poi le loro strade si erano divise e lei, con una grande passione per i viaggi, aveva scelto di accettare un lavoro come animatrice turistica in un villaggio vacanze in Egitto, tanto che, al momento del delitto, si trovava sul Mar Rosso.

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