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Atalanta, se l’attacco funziona anche la volata si può fare meglio fotogallery

Con Muriel ,molto ispirato e Zapata tornato al gol (a tre reti in Serie A da Doni), assieme a Pasalic, il treno per l'Europa non è impossibile

Ha vinto la qualità. Perché, contro un Venezia tecnicamente povero, potevi stare comunque lì tutto il pomeriggio a cercare di fare gol, se non avesse riproposto le sue giocate da artista del pallone Luis Muriel, che ha messo piede in tutte le reti: dagli assist per Pasalic e Zapata al gol personale (e anche un palo…) per chiudere il conto.

Certo, quante volte l’Atalanta ha avuto il vero Muriel e, con lui, lo Zapata che conoscevamo?

Duvàn non faceva gol da cinque mesi, dalla vittoria a Torino contro la Juve di fine novembre e si sa quanto sia ed è sempre stato fondamentale, per l’attacco nerazzurro. Ora è tornato e sarà preziosissimo per la volata finale, magari ancora assieme a Lucho.

Inutile a questo punto fare calcoli sulla resistenza dei giocatori, o se è meglio tenere un attaccante da inserire in corso d’opera.

Ecco, il Boga di Venezia non va bene neanche se entra dalla panchina, visto la leggerezza con cui si è fatto soffiare il pallone che ha fatto partire l’azione del 3-1. Se invece quello che funziona meglio è il tandem colombiano, tanto vale insistere dall’inizio su Zapata e Muriel.

Non sono sicuramente una coppia inedita, giocano insieme anche nella loro Nazionale e possono benissimo coesistere. Magari ha sorpreso un po’ nel primo tempo vedere Zapata svariare tanto anche sulle fasce, lontano dall’area di sua competenza. Ma uno come lui sa quando deve farsi trovare pronto, oltre ad essere molto generoso per lavorare a beneficio della squadra e aiutarla a fare gioco, a salire.

Zapata ha lavorato ai fianchi, Muriel ci ha messo il suo genio, i suoi dribbling alla Ronaldo Fenomeno. E quando hai gli attaccanti che girano sei già a buon punto, puoi dormire tranquillo.

Chiaro che Gasperini non potrà mai essere rilassato, in fondo ha fatto anche un po’ piacere rivederlo agitato e polemico con l’arbitro, che per la verità non è sembrato molto equo sui cartellini, chissà perché solo ai nerazzurri. Con un giallo a Zapata maltrattato ma poi punito, solo lui, per le sue proteste.

Con il duo colombiano si è preso il suo spazio anche Pasalic che ha fatto da apripista alla festa, ricordando la tripletta dell’andata. Il Venezia gli porta fortuna, ma non sarà un caso se SuperMario ha segnato arrivando così in doppia cifra, per la prima volta da quando (nove anni fa) esordiva nell’Hajduk Spalato.

Pasalic nelle ultime partite era rimasto praticamente fuori, è rientrato dall’inizio e ha fatto gol, utilissimo per rompere il ghiaccio e anche la serie negativa di tre ko consecutivi.

Zapata sale invece a quota 66 in Serie A con l’Atalanta, a tre sole reti dal capocannoniere Doni, che in A ne ha fatti 69 pur non essendo un centravanti. C’è insomma anche questo record, che conterà relativamente ma può servire da ulteriore stimolo, anche se solitamente il Panterone non ha bisogno di grandi sollecitazioni per dare il massimo.

L’Atalanta di Venezia ha messo in vetrina i suoi diciottenni, Scalvini ancora bene sotto gli occhi del ct Mancini, Cissè impiegato nei minuti finali per fare da guastafeste nella difesa veneta. C’è sempre bisogno di energie fresche perché la Dea del primo tempo ha tenuto un andamento lento che non avrebbe portato lontano. Aveva già sofferto le accelerazioni del Verona e occorrerà fare molta attenzione mercoledì 27 contro il Torino, che un po’ ricalca l’idea del Verona.

Intanto i tre punti conquistati servono anche per togliere un po’ di negatività e ridare fiato alla squadra: aveva in mano l’Europa, adesso è tutto più complicato, ma l’Atalanta deve solo fare corsa su sè stessa. E se continua a fare gol, poi toccherà agli altri recuperare.

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