La testimonianza
|Da Bergamo a New York, studentessa del Lussana al lavoro per l’Onu: “Esperienza importante”
Lucrezia Finelli della classe 5^B racconta questa straordinaria opportunità
Bergamo. Una studentessa del liceo “Lussana” a New York City. Si tratta di Lucrezia Finelli della classe 5^B, indirizzo ESABAC, del Liceo Scientifico Statale “Filippo Lussana” di Bergamo, allieva del professor Giovanni Rota Sperti, che è volata a New York dal 23 al 29 marzo 2022, dopo aver vinto una borsa di studio dell’Associazione Diplomatici, una ONG partner ufficiale delle Nazioni Unite, con lo status consultivo nel Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell’ONU.
Per partecipare all’evento, Lucrezia Finelli ha dovuto affrontare una selezione durissima, che presuppone un’ottima conoscenza della lingua inglese e uno studio accurato di questioni internazionali. La studentessa ha poi intrapreso un percorso di formazione, realizzato attraverso un ciclo di lezioni di scienze internazionali e diplomatiche, con specifico riferimento alle strategie di negoziazione nelle relazioni internazionali. Quattordici incontri, a distanza, di due ore ciascuno, sono serviti per la fase di formazione generale, che si è svolta fra gennaio e marzo di quest’anno, con simulazione virtuale delle conferenze e degli incontri, tra 1 e 4 marzo. E ancora, la possibilità di accedere, a scopo formativo, ad una piattaforma on line, dove si possono trovare video, sintesi e approfondimenti sul contesto delle relazioni internazionali.
Dal 23 al 29 marzo, Lucrezia Finelli ha dunque potuto immergersi in questa esperienza di alto spessore culturale, a cui hanno partecipato 3.500 studenti provenienti da 119 Paesi diversi (mancavano, però, gli studenti russi e ucraini), seguendo, in presenza, le conferenze-dibattito organizzate presso il Marriott Marquis Hotel, in Times Square a New York, nel ruolo di rappresentante della Nuova Zelanda nella FAO.
“Gli incontri in presenza dovevano, in realtà, svolgersi nel Palazzo di Vetro del Segretariato delle Nazioni Unite a New York City – ha precisato la studentessa -. Purtroppo, a causa dell’attuale stato di guerra in Ucraina e dell’emergenza Covid, non è stato possibile utilizzare questa sede ufficiale per le conferenze”.
Il compito della Commissione, a cui ha partecipato Lucrezia Finelli, era riferito ad uno specifico ambito: quello di implementare sistemi alimentari sostenibili per garantire la sicurezza alimentare e il nutrimento per tutti (“Implementing sustainable food systems for delivering food security and nutrition for all”). Un ruolo svolto in coppia con un altro studente italiano, proveniente da un liceo veneto, che ha visto Lucrezia impegnata in un settore di politica e di diplomazia internazionale, all’insegna del problem solving. Dopo aver intrapreso un percorso di studio sulla Nuova Zelanda, il Paese da lei rappresentato durante le conferenze, la studentessa si è concentrata su questioni di politica estera e, in particolare, sul ruolo dell’agricoltura e sui legami economico-politici della Nuova Zelanda con altri Paesi.
Lucrezia, come si sono svolti i lavori di apertura a New York?
Nel primo giorno di Lavori, il 24 marzo, si è tenuta una cerimonia per gli studenti italiani, intitolata “Viva l’Italia”, seguita dalla cerimonia ufficiale di apertura delle conferenze. Abbiamo così potuto seguire gli interventi di importanti esponenti del mondo politico e diplomatico internazionale: l’ambasciatore Maurizio Massari, rappresentante permanente d’Italia delle Nazioni Unite, che stava organizzando, proprio in quei giorni, degli incontri per la situazione in Ucraina; il Ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio; Elena Bonetti, Ministra per le Pari opportunità e Famiglia. E ancora, gli interventi di Andrj Shevchenko, famoso campione di calcio ucraino, Francesco de Gregori, Marco Tardelli, Giovanni Malagò, Myrta Merlino, Salvatore Carrubba, Stefano Pistolini, Antonio Monda. Il tema trasversale era quello della “Connessioni”: ogni relatore ha potuto far emergere, nel suo specifico ambito di riferimento, una riflessione sul mondo che ci circonda e sugli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Quali interventi ti sono particolarmente piaciuti?
Personalmente, ho apprezzato in particolare l’intervento del giocatore ucraino, Andrj Shevchenko, che ci ha fornito una panoramica sulla drammatica situazione nel suo Paese, ma anche quello dell’ambasciatore italiano Maurizio Massari, che ci ha spiegato il contenuto dei lavori in corso, in quel preciso momento, presso l’Assemblea Generale dell’ONU”.
Come è stata organizzata l’attività assembleare, in qualità di rappresentate della Nuova Zelanda?
Il 25 e 26 marzo sono stati i giorni dedicati alle riunioni: dopo essermi espressa come delegata sulla posizione del Paese da me rappresentato, la Nuova Zelanda, rispetto al tema trattato, ho contribuito alla formazione di una coalizione di piccole isole, scrivendo, insieme ad altri Paesi, una risoluzione particolarmente incentrata sul tema del cambiamento climatico e delle biotecnologie, che è stata poi votata dall’Assemblea. Si è svolta, infine, la cerimonia di chiusura dei Lavori, che ha visto la partecipazione dell’ex Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, con una serie di importanti riflessioni sulla guerra in Ucraina e sul ruolo dei vari Paesi coinvolti nel conflitto, nonché sul ruolo dei social e delle nuove tecnologie, come strumento di connessione e di dialogo.
Una valutazione complessiva dell’esperienza? Sarà l’ambito diplomatico il tuo futuro professionale?
Nel complesso, l’esperienza è stata bellissima: ho incontrato e ho collaborato con persone di tutto il mondo e mi ha colpito come fossero tutti interessati a contribuire attivamente al cambiamento, ad essere protagonisti di trasformazioni reali. Insomma, l’atmosfera dominante era all’insegna del fare, dell’agire concretamente per risolvere questioni internazionali. Personalmente, è stato importante potermi esprimere su questioni che ci riguardano quotidianamente, per cercare delle possibili soluzioni: mettendomi nelle vesti di una diplomatica, ho capito che non è mai semplice, così come si crede, trovare delle soluzioni efficaci che mettano tutti d’accordo. Ogni Paese ha chiaramente i propri interessi, ma credo che sia comunque possibile collaborare e fare qualcosa di buono per tutti. Per quanto riguarda il mio percorso di studi, non credo che la mia scelta universitaria sarà rivolta alle scienze politiche o diplomatiche. In questo momento, sono più indirizzata verso ingegneria. Tuttavia, ricorderò sempre quest’esperienza, divertentissima e formativa, soprattutto perché mi ha insegnato che è sempre possibili vivere le istituzioni. Spesso la politica sembra distante dalla nostra vita (quanto meno questa è l’impressione che, credo, abbiano molti giovani), ma in realtà spetta a noi agire in prima persona, in ogni momento e in ogni occasione favorevole.


