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Da Mariupol a Seriate: "Le nostre case colpite dai missili, qui ci sentiamo al sicuro" - BergamoNews
Le storie

Da Mariupol a Seriate: “Le nostre case colpite dai missili, qui ci sentiamo al sicuro”

Le storie di mamme e bimbe arrivati nella cittadina bergamasca: la Sacra Famiglia di Comonte ospita 3 famiglie ucraine, un’altra in una casa sfitta. Partita anche la scuola di italiano: già 43 gli iscritti

Seriate. “Papà, papà”, lo ripete di continuo Marco Kutsei, 9 anni. Con la madre Liliia Leshchenko è arrivato a Seriate da Mariupol il 21 marzo. Primo giorno di primavera.

Per loro essere accolti qui è stato l’inizio di una nuova stagione. Peccato per quei ricordi e immagini tragiche che ricorrono chiudendo gli occhi. Se gli si chiede cosa sia la guerra il ragazzino risponde: “Esplosione, spari, sirene”. E poi richiama il padre Roman, il “mio eroe”, dice. Da settimane non ha più sue notizie. Liliia e Marco sono una delle tre famiglie accolte dall’Istituto Sacra Famiglia di Comonte grazie al progetto “#SeriateAccoglie”, promosso dall’Amministrazione comunale e dalla parrocchia del SS. Redentore, attraverso la Caritas parrocchiale.

L’iniziativa nasce per raccogliere e gestire al meglio, relazionandosi costantemente con la Prefettura di Bergamo, l’ospitalità delle famiglie ucraine che fuggono dalla guerra e chiedono accoglienza sul nostro territorio. A oggi sono 153 le persone accolte, per il 54% adulti, di cui il 79% donne, e per il 46% minori. In totale sono 64 nuclei familiari, per lo più composti da figli con madre e nonni ospitati da parenti o amici già inseriti da tempo a Seriate. La rete di accoglienza istituita dal progetto prevede diversi passaggi. Il primo è la formalizzazione dell’ospitalità presentandosi allo Sportello Unico del Cittadino.

Successivamente gli ucraini accolti vengono contattati dall’Ufficio dei Servizi sociali per l’accompagnamento nel disbrigo delle pratiche burocratiche, quali la compilazione del form sanitario di Ats e della domanda di appuntamento in Questura per il permesso di soggiorno. In contemporanea le assistenti sociali gestiscono i colloqui di “segretariato sociale” per raccogliere i bisogni dei profughi e incrociarli con le risorse attivate sul territorio. Le problematiche prevalenti sono per il 47% di natura economica, seguite dalla necessità di un alloggio per il 27% dei casi. Degli ucraini arrivati a Seriate il 6% presenta disabilità, l’8% problematiche sanitarie, il 4% è in stato di gravidanza.

“Ringrazio la madre generale Gianfranca Beretta delle Suore della Sacra Famiglia di Comonte per la disponibilità e l’accoglienza in favore degli amici ucraini che fuggono dalla guerra. È un forte gesto di sostegno e vicinanza delle suore, ringraziate per questo da tutta la comunità civile – dichiara il sindaco Cristian Vezzoli -. Seriate sta accogliendo tante persone in fuga dalla guerra con la speranza che finisca presto e torni la pace; nel frattempo il Comune e la Caritas stanno definendo e organizzando una serie di servizi per stare vicini agli amici ucraini nella soluzione di problemi anche pratici. Ringrazio anche le persone che con generosità hanno messo a disposizione appartamenti e camere per ospitare i profughi. Comune e Caritas garantiranno sostegno a queste persone e le affiancheranno nel loro gesto di solidarietà”.

Accolte 4 famiglie, 3 dalle suore di Comonte

Per fornire agli ucraini il necessario (cibo, vestiti, giochi, libri, farmaci ecc.) per una vita dignitosa, la Caritas parrocchiale coordina la raccolta fondi, per supportare i bisogni primari, e quella di generi alimentari e di vestiario. A questo si aggiunge l’accoglienza abitativa e l’accompagnamento, per facilitare l’integrazione nel tessuto della comunità. Chi ha la disponibilità di concedere gratuitamente un alloggio (appartamento o camere) può comunicarlo a seriate.caritas@gmail.com – 370.1555349. Il Comune censisce gli immobili a disposizione e ne verifica l’abitabilità, oltre a relazionarsi con i proprietari per constatare la loro disponibilità a definire concessioni di media durata.

A oggi sono 10 i seriatesi che offrono a titolo gratuito un appartamento sfitto, una stanza o una taverna della propria abitazione. Nell’ambito dei bisogni abitativi emersi dai colloqui con le famiglie ucraine e con le famiglie ospitanti, l’ufficio dei Servizi sociali, in collaborazione con l’Ufficio tecnico, valutata l’idoneità degli appartamenti disponibili, stabilisce eventuali abbinamenti per le situazioni che presentano caratteristiche d’urgenza e particolari fragilità. Sono partite 4 accoglienze: un nucleo familiare, composto da nonna, madre e 2 figli minori, di cui uno disabile, sarà accolto in un appartamento sfitto e concesso a titolo gratuito da una famiglia seriatese; 3 famiglie, composte ciascuna da madre e figlio, sono ospitate nella struttura delle suore della Sacra Famiglia di Comonte.

“L’accoglienza dei profughi ucraini è per noi missione evangelica, la guerra non deve lasciarci indifferenti – commenta madre Gianfranca Beretta, superiora generale dell’Istituto religioso-. Destinare una casa per accogliere è gesto paradigmatico. È un segno del nostro impegno nella chiesa. Accogliere l’altro vuol dire aprire le porte a Cristo. Il carisma lasciatoci dalla fondatrice Paola Elisabetta Cerioli è l’accoglienza verso gli ultimi e i più bisognosi di cure e affetti. In questo momento chi ha bisogno di aiuto sono loro, gli ucraini che scappano dalla guerra”.

Interpellate dalla Caritas, madre Beretta e la vicaria generale suor Chiara Rivola si sono rese disponibili ad accogliere tre famiglie. Liliia Leshchenko, 35 anni, e il figlio Marco Kutsei sono arrivati da Mariupol dopo tre settimane passate sotto le bombe. “L’immagine che ho negli occhi è di distruzione – racconta Liliia -. Una volta scappati da casa, colpita da un missile, ci siamo nascosti nei bunker, spostandoci in città di 20 chilometri in 20 chilometri”.

Poi la volta della partenza. Salita in macchina con il figlio in ventiquattro ore percorre 90 chilometri per arrivare a Berdjans’k. Liliia e Marco dormono in macchina, si spostano di altri 500 chilometri, poi prendono il treno che porta gli sfollati a Ternopil. Altre 16 ore di viaggio. E altre ancora, sino ad arrivare a Seriate, dove le accoglie la cognata, la sorella di Roman, di cui non si ha traccia da settimane.

Anche Anastasia Holikova, 35 anni, ed Egor, 11 anni, vengono da Mariupol. Sono partiti il 24 marzo, dopo aver vissuto in una cantina. Poi un prete gli ha aiutati a fuggire. Hanno preso i documenti e qualche indumento, l’indispensabile. Prima tappa Dnipro, poi Leopoli, poi l’arrivo a Seriate pochi giorni fa. “Se penso a Mariupol vedo una bella città che non c’è più”, dice Anastasia con le lacrime agli occhi. Per il figlio Egor “la guerra è spari e rumori forti. Gente uccisa. Se dovessi disegnarla su di una pagina metterei gente buona e gentile, sull’altra i cattivi. Vorrei che morissero, così capirebbero cosa significa soffrire”.

Anche Andrii, 8 anni, vorrebbe “disegnare i corpi di russi a pezzi”. È arrivato a Seriate da Kiev insieme a sua mamma Lidiia Kashyra, 37 anni. “Mia madre e mia sorella sono ancora in Ucraina, a Dnipro. Cercano di vivere giorno per giorno”, racconta Lidiia, il cui marito è a Kiev e spera di poterlo rivedere presto. E aggiunge: “Perché i russi ci hanno attaccato? È la prima domanda di tutti, ma non ha risposta. Qui dalle suore ci sentiamo al sicuro. C’è acqua calda, cibo, una casa dove stare. Grazie”.

Sentimento di gratitudine anche da parte di Anastasia e Liliia, il cui pensiero va ai bambini. “I nostri figli sono al sicuro. Giocano, vanno a scuola. Vederli tranquilli è una grande cosa”. Andrii, Marco ed Egor frequentano la terza, quarta e quinta della scuola primaria della Sacra Famiglia. A loro piace giocare a calcio e da grandi vorrebbero fare il calciatore, eccetto Marco, “io farei l’hockeista”, dice. Poi inizia a contare come fosse uno scacciapensieri.

Partito il corso di italiano: 43 iscritti

Ad aprile è partita anche la scuola di italiano, con lezioni al mattino. Sinora sono 43 gli iscritti, distribuiti su 4 classi, di cui 3 al Centro di Paderno (martedì, giovedì e sabato) e una in Villa Ambiveri (mercoledì e venerdì). Per garantire al meglio lo svolgimento delle lezioni si chiede l’attivazione del servizio di baby-sitting. Chi fosse disponibile può contattare la Caritas parrocchiale a seriate.caritas@gmail.com – 370.1555349.

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