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Bergamo, nelle Rsa crescono solo i posti a totale carico delle famiglie (92 euro al giorno) - BergamoNews
La panoramica

Bergamo, nelle Rsa crescono solo i posti a totale carico delle famiglie (92 euro al giorno)

Il report della Cisl: in aumento del 15% i posti "solventi", la cui retta non beneficia della quota a carico di Regione Lombardia. In provincia 2,72% di posti letto ogni cento anziani residenti, sotto la soglia minima

L’equazione è semplice: più la popolazione invecchia, più aumentano i bisogni di assistenza degli anziani. Ma la casa di riposo, si sa, non sempre è una soluzione a misura di portafoglio. Emerge ancora una volta dall’ultimo report della Federazione Nazionale Pensionati della Cisl, “Non autosufficienza e Rsa”, utile a fare il punto della situazione a Bergamo e in Lombardia.

Per esempio: se in provincia i posti “solventi” (la cui retta non beneficia della quota a carico di Regione Lombardia ed è a totale carico dell’ospite o dei suoi familiari) sono in continuo aumento, lo stesso non si può dire dei posti “contrattualizzati” (dove al contrario la Regione sostiene il 40-50% della retta). I primi sono passati da 844 a 979 unità tra il 2020 e il 2021, mentre i secondi sono stabili da un triennio a quota 5.437 (ma nel 2017 erano 5.461).

“È ormai prassi degli enti gestori decidere in piena autonomia le rette solventi superiori a quelle massime applicate, omnicomprensive di costi alberghieri e sanitari, generalmente giustificandole con alcune migliorie sui servizi alla persona ospite, soprattutto nella componente alberghiera” si osserva nel report. È anche vero, però, che nelle Rsa con un buon numero di posti letto in solvenza le liste d’attesa sono spesso limitate, se non innesistenti. Se il costo medio giornaliero di una retta, in provincia di Bergamo, è pari a 65,18 euro, per una retta solvente bisogna spendere in media 91,74 euro (+26,56 euro). È la differenza più marcata in Lombardia: segue l’Ats Valpadana (+25,10 euro), l’Ats Milano (+24,03 euro) e l’Ats Brescia (+23,47 euro).

Ma quanto costa vivere in una casa di riposo della Bergamasca? Da un minimo di 61 euro al giorno (prezzo medio) si va a un massimo di 69,03 euro. Tra il 2016 e il 2021, il prezzo medio delle rette minime è cresciuto del 12,19%, del 9,31% in quelle massime. Come sono cresciuti anche i bisogni di assistenza e i costi di gestione, ribattono dalle case di riposo.

C’è poi il capitolo, tutt’altro che secondario, inerente il numero di posti letto. A fronte di un indice di dotazione complessiva lombardo che dovrebbe essere di 2,82% ogni cento anziani residenti, il dato medio regionale è di 2,87% posti letto, ma ci sono 4 Ats che presentano una dotazione nettamente inferiore, compresa Bergamo. Nelle 66 Rsa del territorio monitorate sono 6.434 i posti autorizzati, a fronte di una popolazione over 65 composta da 236.605 persone: il 2,72%.

Il punto in Lombardia

“Nel 2020, le famiglie e i pazienti delle Rsa lombarde hanno speso il doppio di quanto abbia stanziato la Regione (un miliardo e 600 milioni di euro contro 860 milioni) e i soldi vanno a finanziare strutture che sono per la quasi totalità private (664 contro 48 pubbliche) e poco meno della metà non appartengono a proprietà Onlus – commentano dalla Fnp Cisl -. I posti letto contrattualizzati sono cresciuti di due sole unità rispetto allo scorso anno e sono calati di circa 700 rispetto a cinque anni fa, mentre i posti solventi sono aumentati di 385 unità in un solo anno. Infine, la media delle rette pagate dalle famiglie è cresciuta di un euro e mezzo al giorno e di quasi 7 in cinque anni”.

L’indagine ha anche provato a calcolare la spesa sostenuta da una persona ricoverata in una Rsa lombarda: circa 25 mila euro all’anno. “Moltiplicando questa cifra per il totale dei posti letto autorizzati (65.512), si può dedurre che la spesa complessiva annua in Lombardia a carico delle persone e famiglie ammonti a circa 1,6 miliardi di euro. Se si paragona questa cifra con la quota che paga la Regione (869,5 milioni di euro) il confronto è chiaro”.

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