I comuni più ricchi

La mappa dei “paperoni” bergamaschi: Mozzo scalza Gorle dalla vetta, Blello in coda – Tutti i dati dei paesi

In un anno dichiarati 434,6 milioni di euro in meno: il reddito medio passa dai 22.026,33 euro del 2019 ai 21.467,26 euro del 2020

Nell’anno del Covid i contribuenti bergamaschi hanno dichiarato 434,6 milioni di euro in meno rispetto al 2019: è quanto emerge dall’analisi dei dati delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate nel 2021 e riferite all’anno di imposta 2020, pubblicati dal Dipartimento delle Finanze.

Numeri in linea con un quadro nazionale che, a causa della crisi pandemica, ha presentato una contrazione del 7,8% del Pil in termini nominali, che sale al 9% in termini reali: un contesto economico negativo che si riflette su tutti gli aggregati statistici delle dichiarazioni fiscali, sia Irpef che Iva.

Complessivamente in Italia è stato dichiarato un reddito complessivo di oltre 865 miliardi di euro, in calo di 19,4 miliardi rispetto all’anno precedente: mediamente, dunque, il reddito degli italiani si è attestato a 21.570 euro (-1,1% dal 2019).

La Lombardia si conferma la regione con il reddito medio complessivo più elevato (25.330 euro), seguita dalla provincia autonoma di Bolzano (24.770 euro): la Calabria ha invece il reddito medio più basso, con 15.630 euro. Dati che confermano ancora una volta la distanza cospicua che rimane tra il reddito medio delle regioni centro-settentrionali e quello delle regioni meridionali.

Tutti i principali redditi medi accusano flessioni più o meno marcate: dal -11% dei redditi d’impresa, al -10% di quelli da partecipazione, 8,6% per il lavoro autonomo, mentre più contenuto è il calo dei redditi da lavoro dipendente (1,6%). Fa eccezione il reddito medio da pensione, in aumento del 2%.

Relativamente al numero di contribuenti, si registra un aumento del numero di pensionati (oltre 58.000 soggetti in più, +0,4%), effetto del meccanismo di “quota 100” (L. 26/2019) che ha anticipato temporaneamente il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. Diminuisce invece il numero di lavoratori dipendenti (circa 287.000 in meno); più in dettaglio, la flessione dei lavoratori a tempo indeterminato è dello 0,4%, mentre coloro che hanno contratti a tempo determinato diminuiscono del 3,8%.

Analizzando i contribuenti per fasce di reddito complessivo si osserva che circa il 27% dei contribuenti, che dichiara circa il 4% dell’Irpef totale, si colloca nella classe fino a 15mila euro; in quella tra i 15mila e i 70mila si posizione circa il 70% dei contribuenti, che dichiara il 67% dell’Irpef totale, mentre solo circa il 4% dei contribuenti dichiara più di 70mila euro, versando il 29% dell’Irpef totale.

La situazione a Bergamo

Anche Bergamo, come abbiamo visto in apertura, non fa eccezione: in un anno il reddito medio della popolazione, a fronte di una crescita di poco meno di 600 contribuenti, è calato di 559 euro passando dai 22.026,33 euro del 2019 ai 21.467,26 euro del 2020.

Le dichiarazioni fiscali ammontano a 17.176.601.551 euro, in netta contrazione dai 17.611.283.026 euro dell’ultima rilevazione.

Pur essendo all’interno della regione italiana dal reddito medio più elevato, la provincia di Bergamo ha redditi mediamente più bassi di quasi quattromila euro rispetto al totale lombardo.

Un dato al quale concorrono il picco di 29.777 euro di Mozzo, di 42 euro superiore al dato del 2019, è il minimo provinciale di Blello, con soli 13.635 euro, calato di 552 euro in un anno.

Se nel confronto anno su anno sono solo una ventina le realtà comunali che possono vantare un segno “più” alla voce reddito medio, c’è anche chi deve fare i conti con una fortissima contrazione: è il caso di Foppolo, dove in un anno è calato di 1.937 euro. Dall’altro capo di un’ipotetica classifica, invece, c’è Ornica che registra un +2.649 euro.

 

La mappa dei redditi

Nella mappa sottostante i Comuni in rosso hanno un reddito medio più basso della media provinciale: più ci si avvicina al bianco e successivamente al verde e più il reddito medio risulta uguale o maggiore del dato medio bergamasco.

Scorrendo sul Comune o cercandolo tramite l’apposito filtro si può conoscere l’esatto dato 2020, con la relativa differenza rispetto alla rilevazione del 2019.

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