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Atalanta in caduta libera: anche l'Hellas fa festa - BergamoNews
Top & flop

Atalanta in caduta libera: anche l’Hellas fa festa

Salvare qualche singolo giocatore in questo periodo davvero negativo, il peggiore in assoluto nell'era Gasperini, risulta sempre più arduo

L’Atalanta pare una macchina in discesa col freno rotto nella classifica di Serie A e viene sconfitto anche dal Verona (quattro ko in due settimane) nel posticipo della trentatreesima giornata.

Col morale sotto i tacchi, con le idee perse sempre più forse nel metaverso. Ormai non si salva più nulla. La gara contro il Verona era l’ennesima prova che avrebbe dovuto testare la reazione mentale e rabbiosa alla sconfitta precedente. A Reggio Emilia non si era riscattato il ko con il Napoli e si era detto fosse perché la testa era concentrata sull’Europa. Contro il Lipsia non c’è stata sta gran risposta e allora si è cercato di mettere anima e corpo per riagguantare le coppe tramite il campionato.

Contro i gialloblu è invece arrivato un altro tonfo pesante.L’Atalanta parte discretamente e ha subito due chances in contropiede con Malinovskyi e Zappacosta. Di fatto però i tiri verso lo specchio si esauriscono qui per almeno un’ora di gioco. L’Hellas inizia a palleggiare costruendo occasioni importanti come il palo di Faraoni e la traversa colpita nella parte superiore da Caprari su punizione.

La squadra di Gasperini inizia a sbagliare un’infinità di passaggi, inizia una ricerca ostinata di Zapata con lanci lunghi. Il colombiano inizialmente scappa a Gunter che lo stende due volte (manca all’appello una clamorosa espulsione al difensore scaligero, Piccinini grazia il giocatore), poi finisce preda facile della retroguardia veneta.

Alla Dea mancano idee e con il morale già non proprio al top arriva la stangata più forte: nel recupero del primo tempo Ceccherini insacca da pochi passi e il Verona va al riposo in vantaggio.

A inizio ripresa i nerazzurri hanno sempre più vita difficile nel trovare giocate pulite, la porta la vedono con il binocolo, mentre gli avversari in pochi passaggi arrivano davanti a Musso. È un’autorete di Koopmeiners a far calare il silenzio di tomba sul Gewiss Stadium e a infondere ulteriore entusiasmo agli uomini di Tudor, i quali vanno vicino allo 0-3 in almeno tre altre circostanze.

Scalvini riapre il punteggio con un colpo di testa perfetto, ma la rimonta non va in porto.

E ora che succede? In primis serve chiudere la stagione con dignità, come richiesto a gran voce dal condottiero di questi ragazzi. Anche perché sulla strada, tolto il Milan, non ci sono colossi estremi ed è francamente impensabile riproporre performance di questo tipo. Poi servirà mettersi a un tavolo e avviare un grande ragionamento.

Gasperini va confermato? Se esiste un progetto serio, se ci sono gli stimoli la risposta non può che essere sì. Altrimenti ovviamente sono aperte mille altre ipotesi. Per far ripartire un nuovo ciclo di gioie bisogna in primis ammettere che quello precedente è terminato. Prenderne atto è il primo vero passo. Servirà riflettere anche sui ruoli: a quanto trapela Sartori potrebbe molto probabilmente lasciare Bergamo. Una scelta che lascia molto perplessi, in quanto si va a perdere un grande figura che ha contribuito notevolmente all’escalation di questa Atalanta.

E a proposito di ruoli, non dovrà mancare di certo una discussione sullo staff medico. Per ripartire serviranno idee chiare (della società in primis), attaccamento e spirito di risalita.

TOP E FLOP

Salvare qualche singolo giocatore in questo periodo davvero negativo, il peggiore in assoluto nell’era Gasperini, risulta sempre più arduo. Da Musso, il quale perpetua nell’insicurezza sulle uscite, arrivando a Zapata che risulta spaesato e ancora fuori condizione in mezzo ci stanno tanti calciatori sottotono. Boga salta anche tre uomini con giocate sopraffine ma si incarta sempre sul più bello, Miranchuk entra e conferma la sua fragilità, sparendo per lunghi tratti di gara. Anche Koopmeiners da almeno quattro gare non è più lo stesso, anche lui caduto nell’annebbiamento generale.

Su Hateboer meglio stendere un lungo velo pietoso, mentre l’opposto di fascia sulla sinistra rende sempre poco, ma una volta spostato a destra è sicuramente più incisivo. Di Zappacosta infatti l’assist per la rete di Scalvini. Ecco è proprio il difensore classe 2003 a salvarsi e rappresenta la vera speranza in un momento in cui il ciclo è giunto alla fine.

Molti sottolineano come la Dea subisca troppi gol. In realtà non è proprio così, o meglio si è in linea su per giù con gli scorsi anni. Il problema vero è proprio, che balza all’occhio a chiunque abbia visto snche solo un paio di prestazioni di questa Dea, è semmai che i gol non si segnano più. Non è più l’Atalanta del miglior attacco e nemmeno quella delle rimonte puntuali; ora quando subisce una rete, la gara si incanala in un copione visto e rivisto in cui non si riesce praticamente mai a ribaltare il risultato. Prendere gol diventa una sentenza di sconfitta.

LE PAGELLE

Musso 5,5
Scalvini 6,5 (Pasalic SV)
Demiral 5,5 (Djimsiti 6)
Palomino 6
Hateboer 4 (Pezzella 6)
Koopmeiners 5
De Roon 5,5
Zappacosta 6-
Malinovskyi 6 (Miranchuk 5)
Boga 5,5 (Muriel 5)
Zapata 5

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