In cassazione

Abusò di una dipendente col ricatto del contratto fisso: condannato ristoratore della Val Seriana

Sei anni e mezzo, senza concessione delle attenuanti generiche, a un imprenditore 47enne titolare di un noto agriturismo

“Se ci stai, ti metto in regola”, le aveva promesso dopo averne abusato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei anni e mezzo, senza concessione delle attenuanti generiche, a un imprenditore 47enne titolare di un noto agriturismo della Valle Seriana.

Gli abusi risalgono al 2017. Un’aggressione certificata da un ricovero in ospedale con due mesi di prognosi. La donna, che tra l’altro aveva diverse difficoltà economiche e doveva mantenere figli piccoli, si stava cambiando nello spogliatoio del locale in cui lavorava come lavapiatti. L’uomo le era arrivato alle spalle e l’aveva assalita.

In tutti e tre i gradi di giudizio il 47enne ha provato a difendersi spiegando che si era trattato di “un gesto occasionale”, descrivendosi come “un onesto lavoratore e padre di famiglia sempre rispettoso delle regole”.

Confermato dalla Cassazione – con la sentenza 14958 depositata martedì dalla Terza sezione penale – anche il risarcimento del danno stimato in via equitativa in 45mila euro, somma ritenuta “congrua” dalla Corte di Appello “tenuto conto della sofferenza non solo morale ma anche fisica, in considerazione delle conseguenze” della violenza.

La vittima è stata sostenuta da assistenti sociali e personale medico nel suo percorso verso la denuncia.

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