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Discoteche: contro l'abusivismo estivo chiesto incontro urgente in Prefettura - BergamoNews
Ascom confcommercio bergamo

Discoteche: contro l’abusivismo estivo chiesto incontro urgente in Prefettura

Paolo Visinoni: "La concorrenza sleale rischia di affossare ulteriormente un settore che in due anni ha visto azzerare la propria attività"

Con l’arrivo dell’estate, i titolari delle sale da ballo di Bergamo e provincia temono l’insorgere di “discoteche abusive” e per questo chiedono un incontro urgente in Prefettura.

Gli imprenditori del settore salutano con favore la nuova legge regionale per sostenere e valorizzare la filiera delle imprese da ballo, che porterà a misure di sostegno per il settore, oltre al nuovo riconoscimento per le imprese storiche dell’intrattenimento con almeno 25 anni di storia.

I riflettori accesi sulle difficoltà del comparto, che genera in Lombardia un fatturato annuo di oltre 139 milioni di euro e che con la chiusura prolungata e forzata durante la pandemia ha visto perdere 600 lavoratori dipendenti e chiudere solo nel 2020 27 imprese, rappresentano l’occasione per sensibilizzare le autorità sul tema dell’abusivismo.

I rappresentanti del settore Ascom Confcommercio Bergamo hanno chiesto un incontro urgente in Prefettura, per intensificare i controlli, in vista della bella stagione, a contrasto del proliferare di vere e proprie “discoteche abusive” all’aperto.

“Con l’avvicinarsi della stagione estiva, la sensazione è che si vadano a moltiplicare le occasioni per ballare dappertutto, senza i requisiti di legge e il rispetto della sicurezza, a tutela in primis di chi partecipa a questi party- commenta Paolo Visinoni, presidente del gruppo Sale da ballo Ascom Confcommercio Bergamo-. La concorrenza sleale di tutte queste serate, organizzate in totale abusivismo e che ottengono consenso con il passaparola o campagne via messaggi e social, rischia di affossare ulteriormente un settore che in due anni ha visto azzerare la propria attività. Siamo ripartiti ottenendo un buon consenso da parte della clientela. La voglia di ballare non manca e non possiamo che dirci soddisfatti della ripresa, ma non possiamo tollerare che dopo tutti i nostri sforzi per resistere e restare sul mercato ci sia chi organizza serate danzanti senza averne alcun titolo”.

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