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Sorint.lab, con gradualità torna alla normalità con il remote working per i propri dipendenti - BergamoNews
Grassobbio

Sorint.lab, con gradualità torna alla normalità con il remote working per i propri dipendenti

Sono stati organizzati momenti di formazione e workshop ai Sircle Leaders – i responsabili dei vari team di lavoro - su alcune tematiche chiave come la comunicazione, l'ascolto e l'organizzazione del lavoro ibrido

Grassobbio. “Il lavoro ibrido apre un mondo di possibilità che abbiamo imparato a sperimentare in questi due anni: è una modalità nuova che possiamo spingere ancora di più per fare in modo che le persone si sentano a loro agio con questo nuovo modo di lavorare, ma che anche i clienti siano soddisfatti di come diamo loro il massimo del valore” dichiara Chiara Marilli, responsabile People di Sorint.lab.

“Continueremo a tenere sempre monitorata l’evoluzione della situazione perché siamo ormai parte di un mondo che continuerà a cambiare e trasformarsi.”
Le persone sono per Sorint.lab sempre al centro, pertanto, per gestire al meglio il cambiamento nell’organizzazione del lavoro, sono state intraprese diverse iniziative. Innanzitutto, sono stati organizzati momenti di formazione e workshop ai Sircle Leaders – i responsabili dei vari team di lavoro – su alcune tematiche chiave come la comunicazione, l’ascolto e l’organizzazione del lavoro ibrido. Ma non solo: anche gli spazi di lavoro delle varie sedi di Sorint sono stati riorganizzati non più come i classici uffici, ma pensando più a spazi di condivisione e di incontro a disposizione delle persone. Inoltre, è stata creata internamente anche un’app – chiamata ROOMENTA – che permette di prenotare le varie postazioni di lavoro e di recarsi quindi in sede in totale sicurezza.
In questo momento di transizione, le situazioni e gli stati d’animo delle persone sono spesso duplici: da un lato c’è la voglia, ma anche la necessità, dopo tanto tempo di rientrare in ufficio, per poter lavorare insieme.

Parallelamente, ci sono invece persone che per vari motivi si trovano ad essere in situazioni di fragilità, che si sentono più tranquilli a circondarsi di colleghi sottoposti a test per Sars Cov-19.
Per tutelare queste persone dall’8 marzo è stato istituito il Test Day: tutti i martedì le persone potranno fare il test ed accedere alla sede ritrovandosi quindi solo con persone con test negativo.
In questo contesto di lavoro ibrido gioca un ruolo centrale la mobilità internazionale, fortemente favorita ed incoraggiata dall’azienda che crede fermamente che le contaminazioni culturali siano un valore aggiunto e una fonte di arricchimento per le persone. Ed effettivamente molti sorintiani hanno accolto la sfida trasferendosi per periodi più o meno lunghi nelle sedi internazionali di Sorint, alcuni di questi proprio negli ultimi mesi.

Sorint.Lab apre una nuova Business Unit in Africa

Da Bergamo alla conquista del mondo. Potrebbe intitolarsi così il racconto dell’evoluzione di Sorint.Lab, azienda nata a Bergamo più di 35 anni fa, che dal 2007 ha iniziato un percorso di internazionalizzazione che la vede oggi presente a Londra, Madrid, Francoforte, Parigi, Wroclaw, Boston, San Diego, Douala. In tutto, compresa la sede di Bergamo e le filiali di Milano, Torino,
Padova, Palermo e Roma, la società di consulenza IT conta quasi 1000 persone provenienti da più di 30 Paesi, che parlano più di 20 lingue diverse, per un mix culturale che agevola un approccio
internazionale al business.

Nuova apertura in Camerun
La politica di crescita organica – senza quindi ricorrere ad acquisizioni e che non prevede la delocalizzazione, bensì l’apertura di nuove unità con lo scopo di aprire i mercati e raggiungere nuovi
talenti – è proseguita anche in un periodo così sfidante. Sorint.lab ha annunciato a inizio anno l’apertura di una nuova società del gruppo anche in Camerun, dove ha dato vita a Sorint.lab CMR:
un altro tassello che si aggiunge alle altre 13 unità già attive nel mondo. Questa nuova realtà internazionale permetterà di sviluppare nuove competenze da mettere al servizio dei clienti.

L’idea della Business Unit è nata da una persona di Sorint: Eric Michel Kouaye Ngakoueche, trasferitosi in Italia per studiare e che ora ha maturato un’esperienza di 15 anni nell’IT. Kouaye, in
Sorint da due anni come Senior Developer and Architect, nel suo team ricopre il ruolo di “talent handler”. Sorint è organizzata in gruppi di lavoro chiamati “Sircles” ed in ognuno di questi team sono presenti dei ruoli chiave con caratteristiche e scopi specifici per il corretto funzionamento del gruppo. Il “talent handler” nello specifico aiuta a intercettare e portare a bordo i nuovi talenti. Questo ruolo ha permesso a Eric di entrare in contatto con alcuni talenti in Camerun e da qui è nata l’opportunità di aprire anche questo ulteriore mercato internazionale.

“Eric è sempre rimasto in contatto con il suo Paese di origine e si è chiesto come avrebbe potuto contribuire a far crescere dei talenti che non hanno la possibilità di trasferirsi in Italia” ha spiegato
Luca Pedrazzini, Direttore Generale di Sorint.lab. “Seguendo la nostra politica di crescita organica, abbiamo deciso di aprire una nuova Business Unit basata a Douala che consentirà di aprire nuovi mercati e raggiungere altri talenti, proseguendo nello sviluppo di nuove competenze da mettere al servizio dei clienti. Lo scambio culturale, di esperienze e competenze, è fondamentale per la nostra realtà. Riusciamo ad attrarre talenti da tutto il mondo sia per lavorare in Italia che nelle sedi estere: in questo modo diamo la possibilità di far vivere esperienze internazionali di
arricchimento, sviluppo ed ispirazione alle nostre persone. Questo sottolinea come la diversità sia un valore per noi e come il fatto di coprire tutti i fusi orari sia importante per essere sempre vicino al cliente. Un percorso, quello dell’internazionalizzazione, che ci vedrà ancora protagonisti in futuro”.

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