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Caos parcheggi al palazzetto: "Qui le auto dei non residenti e a me i vigili dicono di cercare altrove" - BergamoNews

Lettere

Bergamo

Caos parcheggi al palazzetto: “Qui le auto dei non residenti e a me i vigili dicono di cercare altrove”

Una residente: "Pur trattandosi di una zona con rimozione forzata, il massimo che viene fatto è una multa di circa 30 euro"

La lettera di una nostra lettrice, Chiara Locatelli, che segnala la situazione dei parcheggi nella zona del Palazzetto dello Sport di Bergamo quando ci sono manifestazioni sportive.

Vorrei portare all’attenzione il disagio che tutti i giorni vivono i residenti di Bergamo città titolari di un contrassegno per parcheggiare negli spazi a loro riservati, sperando che la mia voce trovi ascolto per me e per i residenti che si trovano nella stessa situazione.

Mi riferisco in particolare alla zona di via Pitentino, nelle vicinanze del Palazzetto dello sport. Ogni volta che c’è una partita di pallavolo, basket o calcio, o qualsiasi altra manifestazione, il parcheggio è pieno di auto di persone non residenti che occupano illegittimamente un posto di cui non hanno diritto.

Pur trattandosi di una zona con rimozione forzata, il massimo che viene fatto è una multa di circa 30 euro che non risolve il problema che si ripresenta ciclicamente ad ogni manifestazione.

Fatta più volte notare questa incoerenza tra la cartellonistica di divieto di sosta e rimozione forzata e l’effettiva sanzione comminata, mi sono sentita più volte ripetere dagli agenti di polizia locale di turno che non possono farci nulla perché il carroattrezzi della città è solo uno e viene tenuto per le emergenze.

Penso che sarebbe sufficiente rimuovere un’auto una tantum per far girare la voce ed evitare la problematica.

Per di più, di fronte a una certa violazione del diritto dei residenti, mi sono sentita più volte dire dagli agenti di turno frasi del tipo:

– “Deve cercare parcheggio da un’altra parte” io?! Non chi parcheggia lì senza averne il diritto?

– “Deve essere contenta che ci siano manifestazioni di carattere internazionale” certo che sono felice del respiro internazionale della mia città ma questo è un discorso diverso e dopo 11 ore fuori casa non è normale avere l’incubo di aspettare 40 minuti per parcheggiare l’auto

– “Voi residenti vi lamentate sempre ma pagate poco per occupare suolo pubblico” non sono io a fare i prezzi e, comunque, pago sempre di più di quelli che parcheggiano senza essere residenti.

Sia ben chiaro, non mi sto lamentando perché non trovo parcheggio ma perché il parcheggio dove potrei lasciare l’auto è sistematicamente occupato da chi non ha il diritto di parcheggiare lì.

Sappiamo bene che vengono rilasciati più tagliandi di quelli che sono i posti disponibili e, sono ben cosciente, che per quello che paghiamo (circa 120 euro l’anno) non posso pretendere di avere il posto assicurato. Se i posteggi fossero sempre occupati da chi ha un tagliando residenti non avrei mai sollevato la questione e accetterei di parcheggiare altrove.

Quello che invece non accetto è chi, avallato nei fatti e nelle parole dalla Pubblica Istituzione, in piena libertà calpesta un diritto altrui.

Sono consapevole che stiamo parlando di un diritto meno rilevante di tanti altri che vengono quotidianamente violati, soprattutto in questo momento storico di conflitti, ma sono anche sicura che è dal rispetto di queste piccolezze che la società potrà diventare migliore.

Se non saremo in grado di accettare che la nostra libertà finisce dove inizia quella del prossimo, avremo fallito.

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