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Caro bollette dell'acqua nell'Isola, le associazioni attaccano i sindaci - BergamoNews
La denuncia

Caro bollette dell’acqua nell’Isola, le associazioni attaccano i sindaci

Acqua Bene Comune e Isola Bene Comune: "I primi cittadini non hanno vigilato a dovere creando un danno ai residenti. Uniacque ha applicato in modo illegittimo la retroattività, guadagnando più di 3 milioni di euro senza fornire alcun servizio"

Isola Bergamasca. “Riteniamo che alcuni sindaci dell’Isola non abbiano prestato la dovuta attenzione al tema del passaggio della rete idrica da Hidrogest a Uniacque, penalizzando così tutti i cittadini che sono stati costretti a subire rincari in bolletta che vanno dal 40 al 90%”.

Lo ha dichiarato il presidente dell’associazione Isola Bene Comune Pompilio Del Prato che, in collaborazione con l’associazione Acqua Bene Comune, ha organizzato una conferenza stampa “per denunciare quello che sembra una prepotenza politica verso cittadini utenti, costretti a subire ingiustificati aumenti di un bene pubblico come l’acqua”.

Grazie ad un lavoro di ricostruzione durato un anno e mezzo, le due associazioni hanno provato a capire “se le ragioni del “salasso”, operato nei confronti dei residenti di questa parte del territorio bergamasco, erano corrette e legittime dal punto di vista normativo, etico e legale”.

Ed hanno scoperto che, come spiega l’avvocato Luca Gamba “con Uniacque la tariffa è passata da 1,08 euro al metro cubo a 1,46 euro, in quanto è stata applicata la retroattività da gennaio 2019 a novembre dello stesso anno senza aver fornito alcun servizio, dato che la rete idrica era ancora gestita da Hidrogest. Tutto ciò ha fruttato a Uniacque un guadagno di 3 milioni e 200mila euro, senza contare che il passaggio per loro non ha avuto nessun costo”.

Di contro, per la gestione del servizio idrico integrato nella città di Bergamo, Uniacque paga alla Bergamo Infrastrutture, proprietaria della rete, 1,5 milioni di euro all’anno.

Le due associazioni denunciano inoltre il mancato avvicinamento graduale all’aumento del costo della tariffa. Documenti alla mano, l’avvocato pone degli interrogativi sulla legittimità dell’operazione, che ha poi avuto una pesante ricaduta sulle tasche dei cittadini dell’Isola bergamasca.

Il vicepresidente dell’associazione Acqua Bene Comune, Veniero Arrigoni, aggiunge: “Secondo sentenze, delibere e ricorsi al Tar, le tariffe non possono essere retroattive. Chi dovrebbe controllare, ovvero i sindaci che siedono alle assemblee di Hidrogest, Uniacque e Ato Bergamo, che è l’ufficio d’ambito che controlla e determina le tariffe, non ha vigilato a sufficienza e noi, che abbiamo chiesto spiegazioni in diverse occasioni, non abbiamo ottenuto risposte”.

acqua bene comune

Arrigoni si chiede: “Che vantaggio hanno avuto i cittadini dal passaggio da Hidrogest a Uniacque? Nessuno. Uniacque dalla vendita dei propri servizi ai comuni dell’Isola nel 2020 ha ricavato 18.267.466 euro, il 15,8% del totale. Gli utenti di questo bacino hanno pagato 5 milioni 751mila euro di bollette, più di 8 milioni se si contano i 3 milioni e rotti di retroattività. Si fa presto a calcolare il guadagno dell’azienda e qualcosa non torna, se paragonato a quello di Hidrogest, che solitamente chiudeva i bilanci in pareggio o con un margine di ricavo minimo, considerato che entrambe sono società pubbliche”.

Anche sul fronte investimenti i cittadini non sono per niente contenti: “Il totale degli investimenti da parte di Uniacque dal 2018 al 2023 è di 121.737.068 euro, nella zona dell’Isola è di 6.365.560 euro, a fronte di un ricavo che supera gli 8 milioni nel 2019-2020. Questo ci fa dedurre che, in pratica, siamo la banca di qualcun altro”.

Ciò che le due associazioni chiedono è un lavoro comune per cercare di porre rimedio a questa situazione: “L’acqua è un bene primario, è necessaria per vivere, bisogna fare rete per cercare di recuperare il maltolto, ovvero i 3 milioni e 200mila euro, denaro che è stato chiesto ai cittadini peraltro nel periodo più drammatico che Bergamo ha vissuto a causa del Covid”.

Interpellata per una replica, Uniacque ha preferito non esprimersi: “Riteniamo di non avere nulla da aggiungere alle posizioni già espresse da Arera – Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente, e dall’Ufficio d’Ambito di Bergamo circa le tematiche segnalate”.

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