Quantcast
Pasqua a Bergamo, tornano gli stranieri: occupate il 62,3% delle camere d’albergo - BergamoNews
Turismo

Pasqua a Bergamo, tornano gli stranieri: occupate il 62,3% delle camere d’albergo

Dopo la frenata registrata nel primo trimestre dell’anno, in particolare dopo l’inizio del conflitto russo-ucraino, per le prossime festività - le prime senza restrizioni da due anni a questa parte - il comparto torna a registrare segnali positivi

Bergamo. Una Pasqua di speranza per il turismo. Dopo la frenata registrata nel primo trimestre dell’anno e, in particolare dopo l’inizio del conflitto russo-ucraino, per le prossime festività pasquali – le prime senza restrizioni da due anni a questa parte – il comparto torna a registrare segnali positivi. Anche a Bergamo.

Samuel Palacio Lama, membro del Consiglio di Presidenza Confesercenti Bergamo e responsabile Assohotel spiega che “il livello di occupazione per il fine settimana di Pasqua è buono per la Provincia di Bergamo in generale, attestandosi al 62,3% ma con una proiezione molto importante che arriva al 78,8% sommando le strutture alberghiere e para alberghiere. Analizzando le modalità di prenotazione attuale, soprattutto nelle ultime ore, si potrebbe ipotizzare di arrivare anche a più del 90%, indipendentemente dalla tipologia di albergo e le sue stelle. Questi dati confermano un trend positivo registrato già nei fine settimana del mese di Marzo, con il picco del 25 che ha registrato una percentuale pari all’87,7%. Numeri che fanno ben sperare per il periodo estivo. Rispetto alla provenienza dei flussi, più del 50% è di nazionalità italiana, ma si nota un aumento di stranieri soprattutto provenienti da Regno Unito e dalla Germania”.

Tra Giovedì Santo e il lunedì di Pasquetta il sistema ricettivo italiano dovrebbe registrare 4,7 milioni di pernottamenti. A viaggiare saranno essenzialmente gli italiani (74% delle presenze), ma è previsto un buon recupero della domanda estera, principalmente europea, con oltre 1,2 milioni di pernottamenti stimati, il 26% del totale secondo un’indagine di Assoturismo, condotta dal Centro Studi Turistici di Firenze presso un campione di 1.304 strutture ricettive sul territorio nazionale, che per i giorni delle festività hanno registrato un significativo volume di prenotazioni.

Anche se il contesto internazionale rimane ancora segnato dagli effetti della guerra in corso in Ucraina, la Pasqua 2022 potrebbe rivelarsi un momento positivo per l’industria turistica italiana, che tuttavia non potrà attenuare la delusione per i mediocri risultati dei mesi invernali. Ancora lontani anche i numeri della Pasqua 2019, che aveva registrato 6,1 milioni di pernottamenti: a mancare, rispetto ad allora, soprattutto le presenze straniere (-1,6 milioni), ma è da sottolineare che nel 2019 la vicinanza tra la Pasqua (caduta il 21 aprile) ed il 25 aprile aveva portato ad un aumento rilevante dei viaggiatori. Per quest’anno, invece, le aspettative delle imprese sull’occupazione media della loro disponibilità si attestano al 62,4% delle camere, con percentuali che per alcune destinazioni non si registravano da tempo.

In generale si dovrebbe registrare un buon dinamismo della domanda su tutto il territorio nazionale, ma i risultati migliori sono attesi per le regioni del Centro Italia (67,8%) e del Nord Ovest (62%), mentre continua a soffrire il sud (52,4%), in cui rimane vuota quasi una stanza su due. Il flusso maggiore di visitatori è atteso nelle città d’arte, con un tasso di occupazione del 75,8%, ma valori interessanti risulterebbero anche per le località dei laghi (69,7%) e del termale (67,4%). Sotto la media nazionale le località della montagna (48%).

Per quanto riguarda gli stranieri, le presenze si concentreranno soprattutto nelle località lacuali, dove i viaggiatori esteri saranno responsabili del 52,8% dei pernottamenti, mentre toccheranno il minimo nelle località marine (15%). Le richieste di prenotazioni arrivano soprattutto dai turisti tedeschi, svizzeri e austriaci nelle località dei laghi e della campagna/collina, francesi e britannici in particolar modo nelle città d’arte, ma anche verso le località di montagna. C’è anche qualche statunitense, praticamente l’unico rilevante mercato extraeuropeo indicato dagli imprenditori, che si concentrerà soprattutto nelle città d’arte. Praticamente non pervenuto, invece, il turismo da Europa dell’Est, Russia e Asia orientale (Cina, Corea e Giappone).

 

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI