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L'esperienza

La Donizetti Revolution dà spazio e voce ai giovani: si alzano e “urlano” alla platea il loro disagio

Diversi gli istituti superiori di città e provincia coinvolti: chi per la realizzazione di video, chi per l'intervento "live" durante la serata. Un percorso che li ha appassionati a fondo: quattro giovani, musulmani, non hanno voluto rinunciare nemmeno durante il Ramadan

Che “rivoluzione” sarebbe se tutto rimanesse ben inquadrato nei canoni tradizionali di un’opera? Se al timone c’è Francesco Micheli, statene certi, la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

È stato così anche per la Donizetti Revolution vol. 8, andata in scena nella serata di mercoledì 6 aprile al Teatro Donizetti di Bergamo, appuntamento annuale che dà il via alle attività 2022 dedicate al compositore bergamasco e che svela al pubblico in modo originale il programma del festival Donizetti Opera che quest’anno si svilupperà attorno al “fil rouge” del rapporto tra giovani e adulti, tra allievi e maestri.

E allora non poteva mancare l’elemento giovane nemmeno alla Donizetti Revolution, che ha portato in scena il mezzosoprano Annalisa Stroppa, il soprano Fan Zhou, la pianista Hana Lee e alcuni altri ospiti, fra i quali Paolo Fabbri e Riccardo Frizza.

Nel programma sono stati coinvolti diversi istituti scolastici superiori della provincia di Bergamo, nell’ambito del progetto di PCTO – Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento: il Liceo “Edoardo Amaldi” di Alzano Lombardo, il Liceo Classico “Paolo Sarpi” e il Liceo “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo, l’ISIS “Oscar Romero” di Albino e l’ISIS “Zenale e Butinone” di Treviglio, l’IIS “Lorenzo Federici” di Trescore Balneario hanno creato alcuni contributi video che sono entrati a far parte dello spettacolo.

Ma non solo: un gruppo di 40 studenti, provenienti dalla Scuola d’Arte Applicata “Andrea Fantoni”, dal Liceo Classico “Paolo Sarpi” e dall’IPIA “Cesare Pesenti” – preparati da Silvia Lorenzi del team didattico della Fondazione – ha avuto un ruolo tutt’altro che marginale all’interno della serata.

Emozionatissimi sin dal pomeriggio di mercoledì, durante le prove gli studenti sono stati catechizzati dal direttore artistico Francesco Micheli sull’importanza e il significato della prova generale: “Ora manca una parte fondamentale, il pubblico – li aveva avvisati – Vedrete poi stasera come cambierà l’energia nell’aria“.

Nel gruppetto di studenti, seduti nelle prime file della platea, anche quattro ragazzi musulmani che da qualche giorno stanno osservando il Ramadan: nonostante i divieti che osservano, non hanno voluto rinunciare a un appuntamento molto dispendioso dal punto di vista fisico, che li ha visti protagonisti.

A loro, ai giovani, è stata data l’opportunità di poter urlare al resto della platea la difficoltà di questi ultimi anni, tra pandemia e la minaccia di una guerra mondiale: prove durissime per le quali “si sono sentiti naufragare”, che sono state accomunate al “temporale” del melodramma “Chiara e Serafina”, che fu il debutto del giovane (tema che ritorna nuovamente) Gaetano Donizetti alla Scala nel 1822.

Ma tutto il percorso che ha portato alla grande serata di mercoledì è stato per loro motivo di grande crescita personale: “Per noi è stata la prima esperienza così in grande con il teatro – ammettono Chiara Nozza e Ludovica Boschi, del Liceo Sarpi  – Una passione che avevamo già, ma è stato un ottimo stimolo che ci ha aiutato a coltivarla ancora di più. È un’esperienza che consiglieremmo decisamente a tutti i nostri coetanei”.

Per tutti loro è stata, in definitiva, una grandissima opportunità. Lo ripetono in coro anche Beatrice Tallarini e Mirko Beccati del Fantoni: “Un’esperienza particolare, da provare”.

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