Teatro donizetti

Donizetti Revolution: il teatro diventa l’arena di dialogo per genitori e figli

Per far comunicare mondi agli antipodi serve una zona neutra, un punto di incontro in cui vige la libertà di espressione. Quale miglior luogo del teatro?

È così che la Donizetti Revolution vol. 8, serata che ha segnato l’avvio delle attività ufficiali 2022 dedicate a Gaetano Donizetti, organizzate dalla Fondazione Teatro Donizetti, si è trasformata in una grande arena in cui generazioni diverse hanno dialogato tra loro, senza filtri o imbarazzi.

Per un confronto con risultati effettivi servono mediatori all’altezza. Francesco Micheli, direttore artistico del DO Festival, ha dimostrato di avere tutte le caratteristiche che servono. Lo stesso vale per il padrone di casa, il signor Gaetano Donizetti, che sa come mettere a proprio agio le parti in causa: musica, relax e la migliore delle armi per sciogliere il ghiaccio, una sana risata.

È in quel momento, nello star bene collettivamente, che il dialogo può avere inizio. A questo è stato aggiunto un pizzico di raffinatezza, portata in scena da Annalisa Stroppa, mezzosoprano che sarà la protagonista di La Favorite, una delle produzioni della rassegna 2022, il soprano Fan Zhou (allieva dell’Accademia Teatro alla Scala) e la pianista Hana Lee.

Nella serata, ideata da Francesco Micheli in collaborazione per la drammaturgia con il giornalista Alberto Mattioli, non sono mancati colpi di scena e l’arrivo di alcuni altri ospiti, fra i quali Paolo Fabbri, il cui lavoro di ricerca rende possibile la messa in scena delle opere donizettiane, e Riccardo Frizza, direttore musicale del festival, in video da New York. Il musicista bresciano salirà sul palco del Metropolitan per dirigere la Lucia di Lammermoor dal 23 aprile al 21 maggio.

Oltre alla musica, protagonisti della festa targata Fondazione Teatro Donizetti, sono stati le ragazze e i ragazzi di diversi istituti scolastici superiori della bergamasca, fra cui il Liceo Amaldi di Alzano Lombardo, il Liceo Sarpi e il Liceo Manzù di Bergamo, l’Istituto Romero di Albino e l’Istituto Zenale e Butinone di Treviglio, il Liceo Federici di Trescore Balneario. Un gruppo di 40 studenti, provenienti dalla Scuola d’Arte Applicata Andrea Fantoni, dal Liceo Paolo Sarpi e dall’IPIA Cesare Pesenti, hanno avuto un ruolo drammaturgico nella serata, interpretando la voce collettiva dei giovani di oggi.

L’esperienza di alternanza scuola-lavoro trascorso in teatro, sotto la guida del team didattico del festival nell’ambito del PIC – Piano Integrato della Cultura da parte di Regione Lombardia (“Cantiere Teatro – Young Education Program del Teatro Donizetti), ha portato alla luce alcuni video, proiettati durante lo spettacolo, in cui gli studenti hanno raccontato le trame delle tre opere in scena al Donizetti Opera Festival 2022: La Favorite, L’Aio nell’imbarazzo, Chiara e Serafina.

Nella scoperta delle trame e degli intrecci ci si rende conto di una grande verità: nell’opera c’è ogni sfumatura possibile della natura umana. Amore, odio, gelosia, paura: ogni persona, a prescindere dalla generazione di appartenenza, può trovare un punto di contatto. Quell’elemento che fa dire: “anche io ho provato questo”.

Nel giovane Gaetano potremmo trovare noi stessi o il nostro compagno di banco. Duecento anni fa era un ragazzo di venticinque anni quando si ritrova a debuttare alla Scala con “Chiara Serafina”, opera straordinariamente innovativa e come tale non compresa dal pubblico di allora. Un fiasco totale. Come si sarà sentito Gaetano nei confronti del proprio papà e maestro Mayr? Il timore di deludere i genitori accomuna ogni figlio mai esistito.

Ne “L’aio nell’imbarazzo” c’è la paura di un padre per un mondo che non è quello che vorrebbe, pieno di insidie. In “La Favorite” c’è il più grande dei tabù, il sesso. Se è vero che i tempi sono cambiati, è altrettanto vero che l’imbarazzo dei genitori nell’affrontare il re degli argomenti con i propri figli. Il compito del teatro è dare il la, rompere i muri di incomunicabilità ed entrare nelle vite delle persone.

Se ragazze e ragazzi possono trovare un amico in un giovane vissuto duecento anni fa, non rimane che chiedersi: cosa farebbe Donizetti se fosse un musicista della generazione Z? Probabilmente scriverebbe un’opera innovativa a ritmo di musica elettronica. La serata si è conclusa tra luci ad intermittenza ballando con le note di Il Romantico, tra gli artisti coinvolti per la creazione di LUOperaRave, l’opera inedita che inaugurerà il Donizetti Opera Festival.

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