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All'abbazia di Pontida 13 orfani ucraini coccolati da 70 volontari - BergamoNews
Solidarietà

All’abbazia di Pontida 13 orfani ucraini coccolati da 70 volontari video

Sono bambini dai 4 ai 7 anni. L'abate dom Giordano Rota: "Tantissima disponibilità da parte di tutta la comunità. Si fanno i turni per preparare pranzo e cena"

Pontida. All’abbazia di Pontida ci sono 13 piccoli ospiti, bambini ucraini dai 4 ai 7 anni che in queste mura hanno trovato rifugio dopo un lungo viaggio dal loro orfanotrofio alle porte di Mariupol.

Sono arrivati lo scorso 20 marzo, stanchi e spaventati, ma sono stati accolti da un cartellone colorato di benvenuto preparato per loro dai bambini dell’oratorio e dai sorrisi di tutta la comunità, che ha subito aperto le braccia donando tempo, vestiti, giocattoli e tutto ciò che poteva servire loro per sentirsi a casa.

A prendersi cura dei piccoli, oltre all’educatrice ucraina, alla figlia dodicenne di lei e a una collega italiana, c’è una squadra di 70 volontari.

“Quando abbiamo annunciato l’arrivo dei bambini abbiamo chiesto aiuto ai volontari storici che si sono attivati raccogliendo un’adesione incredibile da parte di tutta la comunità – spiega dom Giordano Rota, abate del monastero di San Giacomo in Pontida -. Circa 70 persone hanno dato la loro disponibilità per occuparsi della preparazione dei pasti, mezzogiorno e sera e anzi, qualcuno si lamenta perché viene chiamato poco. Siamo rimasti davvero colpiti da tanta generosità. Ci sono arrivati moltissimi vestiti per questi bambini, tanto che alla fine abbiamo dovuto dire basta alle donazioni”.

In cucina, per il turno del pranzo, ci sono Bianca, che di esperienza in questo ambito ne ha parecchia, Irene e Claudia, al suo primo giorno come volontaria.

“Ci siamo dati subito da fare per accogliere i piccoli e per farli stare bene – racconta Bianca -. All’inizio erano spaesati, ma a due settimane dal loro arrivo si cominciano ad abituare al nuovo contesto e ai nuovi ritmi. Sono bambini solari, nonostante tutto ciò che hanno passato. Sorridono e cercano il contatto, vogliono essere abbracciati e noi non ci sottraiamo. Anzi, io da nonna cerco anche di viziarli un pochino, perché le nonne questo fanno”.

Alla colazione pensa l’educatrice: “Al mattino mangiano tanto, la loro colazione è diversa dalla nostra: latte con dentro la pastina, wurstel, frutta – spiega Bianca -. Per i pasti invece seguiamo un menu prestabilito. Sono bambini in età prescolare, quindi hanno gusti semplici”.

“Le patate ci sono sempre, poi prepariamo scaloppine, pasta, verdura, delle belle minestre – dice Claudia -. E come tutti i bambini amano molto la pizza”.

I piccoli si svegliano intorno alle 8.30, fanno colazione e poi si dedicano ad attività che sono simili a quelle che si svolgono all’interno delle scuole materne perché, come spiega don Giordano “nel loro Paese iniziano la scuola primaria all’età di 8 anni”. Poi pranzano, si riposano o giocano fino alle 16, nuove attività fino alle 19, quando si presentano nel refettorio per la cena. Tempo libero fino alle 21 e poi tutti a nanna. “Nel pomeriggio cominciano anche ad uscire, vanno a fare delle passeggiate con l’educatrice oppure giocano in oratorio, tra di loro e con i bambini di Pontida”, racconta l’abate.

I piccoli dormono nella foresteria dedicata ai gruppi: “Sono spazi che non vengono utilizzati molto – spiega don Giordano -, quindi siamo stati contenti di metterli a disposizione dei bambini. Tant’è che potranno fermarsi tutto il tempo che sarà necessario, qui sono al sicuro e stanno bene, sono ben accuditi e noi siamo felici di ospitarli. Anzi, quando sarà il momento di separarci sarà doloroso per tutti perché questi piccoli fanno già parte della nostra grande famiglia”.

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