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L'onorevole bergamasca

Accoglienza Ucraina, Carnevali (Pd): “L’esperienza di Rota Imagna in Parlamento”

L'onorevole Carnevali: “Chiesto al ministro Bianchi di considerare le situazioni straordinarie”

“L’audizione di mercoledì 30 marzo con il ministro dell’Istruzione Bianchi relativa all’accoglienza scolastica degli studenti ucraini è stata l’occasione per esporre l’esperienza di Rota Imagna – afferma l’onorevole Elena Carnevali, capogruppo PD in commissione affari sociali -. Un caso emblematico di straordinaria capacità di solidarietà tra amministrazioni, forze sociali e Istituzioni coinvolte per far fronte all’accoglienza di oltre 90 minori, ma che rappresenta le difficoltà che ci si incontrano nell’ urgenza di accoglienza e la garanzia di investire sul diritto allo studio, alla salute e socialità”.

Sono stimati tra i 24/29 mila i minori presenti in Italia di cui 8000 inseriti nelle scuole. Oltre al milione di euro messo a disposizione con ordinanza per la primissima inclusione scolastica, il Ministero attende la riprogrammazione attuata con preceduta d’urgenza dei Fondi europei FAMI e lo sblocco degli importi non utilizzati (2014-2020) nel fondo per l’asilo e la migrazione, precedentemente stanziati per altri scopi, di 420 milioni di euro di sostegno aggiuntivi.

“La Lombardia è la regione più coinvolta nell’accoglienza dei minori con il 22 per cento del totale, e di questi il 10 per cento nella provincia di Bergamo. L’esperienza di Rota Imagna e degli altri comuni coinvolti che il ministro ha conosciuto anche direttamente per voce della dirigente scolastica è sicuramente da supportare consapevoli che oltre all’inserimento scolastico fino al termine della scuola, serve prevedere continuità educativa e sociale sia nei mesi estivi, sia di mediazione e di supporto psicologico. Servono quindi risorse aggiuntive che consentano a Stati Membri UE e alle regioni di utilizzare le risorse del Fondo Europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo (FSE) anche per l’emergenza Ucraina. Mentre le quote disponibili “CARE”, che ammontano a 50 milioni di euro, verrebbero assegnate sulla base dei dati sulla maggiore presenza di profughi e dove c’è il numero più alto di bambini, alle istituzioni scolastiche, per progetti anche in condivisione con gli enti locali e terzo settore, di inserimento anche linguistico”, aggiunge Carnevali.

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