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Lirica

Il festival

Donizetti Opera, il direttore Micheli: “Il giovane Gaetano aveva dubbi sul futuro” fotogallery video

Presentato a City Life a Milano il Donizetti Opera 2022, un festival sensibile alle preoccupazioni delle nuove generazioni

Due anni di pandemia ancora in corso e la guerra in Europa hanno reso ancora più certa l’incertezza delle nostre vite. Quel gigante, apparentemente insormontabile, che pone dubbi altrettanto grandi a giovani e giovanissime.

Che cosa c’entra tutto questo con l’arte e con la musica? “Tantissimo”.

Francesco Micheli, pone una domanda e subito dopo dà una risposta con la sua arma più potente: l’amore per Gaetano Donizetti.

Dal quarantasettesimo piano della Torre Allianz, grattacielo progettato dall’architetto giapponese Arata Isozaki nel cuore di Citylife a Milano, viene svelato il programma del Donizetti Opera Festival 2022, la rassegna internazionale programma dalla Fondazione Teatro Donizetti dedicata al grande compositore.

Dal 17 novembre al 4 dicembre 2022 Bergamo diventa “mondiale” grazie all’ottava edizione del festival che porterà in città visitatori, giornalisti e artisti da ogni dove.

“In questi anni abbiamo cercato di perseguire un obiettivo: cercare di fare dell’eredità donizettiana un bene contemporaneo – introduce il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, dopo i saluti iniziali di Giacomo Campora, amministratore delegato di Allianz Spa –. Il festival è riuscito a conquistare anche un pubblico nuovo, fatto dai giovani ai quali è dedicata questa ottava edizione”.

“In otto edizioni il festival è cresciuto di anno in anno. Siamo reduci da due edizioni molto importanti e diverse tra loro. Quella 2020 in piena emergenza sanitaria e quella del 2021, con il 35% degli spettatori provenienti dall’estero”, commenta Giorgio Berta, presidente della Fondazione Teatro Donizetti.

“Dopo due anni complessi, segnati dalla chiusura e ristrutturazione del Teatro Donizetti, simbolo della città. Quest’anno il festival sarà dentro e fuori dai teatri”, aggiunge Massimo Boffelli, direttore generale della fondazione.

Giorgio Gori
Il Sindaco Giorgio Gori

La musica di Gaetano esce dai templi sacri dell’arte diffondendosi in un mondo cambiato troppo e velocemente, segnando le vite delle persone stravolte dai recenti eventi.

“Il cambiamento è l’unica certezza, oggi come 200 anni fa – esclama Francesco Micheli -. Nel 1822 il giovane Gaetano Donizetti debutta al Teatro alla Scala con l’opera Chiara e Serafina, affacciandosi verso un mondo incerto, pieno di tracolli, di mutamenti”.

“Chiara e Serafina”, scelta per il Progetto #Donizetti200, sarà uno dei titoli in programma al DO 2022. Titolo mainstream di questa edizione è “La favorite”, in scena con un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti in coproduzione con l’Opèra National de Bordeaux. Sul podio Riccardo Frizza, direttore musicale del festival, e un cast da eccezionale. Ritornano al festival Javier Camarena e Florian Sempey, mentre a vestire i panni della protagonista, Lèonor de Guzman, sarà Annalisa Stroppa, cantante nata e cresciuta al confine tra Brescia e Bergamo arrivata a calcare i palchi più prestigiosi al mondo.

Entrambi i titoli vedranno la collaborazione del Coro dell’Accademia teatro Alla Scala. “Giovani che diventano adulti e adulti che cercano di costruire un mondo migliore per i giovani. Questo è il mondo che è importante progettare e in cui credere in questo momento. Qual è il nostro punto di riferimento? Il giovane Gaetano che apprende dalla vita stessa la strada per costruire il proprio mondo”, aggiunge il direttore artistico.

Su questo spirito nasce la collaborazione per il terzo titolo in programma, “L’aio nell’imbarazzo”, che vedrà sul palco Alex Esposito e gli allievi della Bottega Donizetti, il progetto della Fondazione Teatro Donizetti dedicato ai talenti del futuro. A vestire i panni del protagonista, il marchese Giulio Antiquati, sarà Alessandro Corbelli, baritono tra i più celebri interpreti rossiniani e mozartiani.

Al trio di opere donizettiane si aggiunge LU OpeRAve, una nuova creazione in cui la musica di Donizetti incontra l’elettronica e le nuove tendenze. Ispirata alla Lucia di Lammermoor, sarà la sorpresa di questa edizione in arrivo.

Assente alla conferenza è Riccardo Frizza, lontano dall’Italia nel nome di Gaetano Donizetti: “Colgo l’occasione per ribadire il mio impegno in favore di Donizetti, salutando i partecipanti alla conferenza stampa da New York, dove attualmente sono impegnato in una nuova produzione di Lucia di Lammermoor – ha detto in video -. Questa occasione sarà resa ancor più importante dall’arrivo a New York del manoscritto”.

“L’autografo di Lucia di Lammermoor non è un oggetto da museo da contemplare. È un oggetto vivo”, ha concluso Paolo Fabbri, a cui è affidata la sezione scientifica della Fondazione Teatro Donizetti, un team di esperti e studiosi il cui lavoro è fondamentale per la sopravvivenza del festival e la preservazione del patrimonio donizettiano.

Donizetti Opera 2022
Giacomo Campora, amministratore delegato di Allianz Spa

IL PROGRAMMA

I tre weekend del festival Donizetti Opera 2022 si apriranno (17 e 24 novembre, 1 dicembre) con una nuova creazione LU OpeRave in cui la musica di Donizetti incontra l’elettronica e le nuove tendenze. Il titolo richiama la più celebre delle opere di Donizetti, Lucia di Lammermoor alla quale gli autori di questo nuovo progetto sperimentale si sono ispirati. Lo spettacolo, che si svolgerà in un luogo cittadino non convenzionale da scoprire nei prossimi mesi, con spazio alla convivialità e il pubblico parte integrante dell’azione. LU OpeRave è uno sviluppo di Mixopera vol. 1, EP di elettronica ispirato alla musica di Donizetti con la partecipazione di alcuni musicisti raccolti intorno all’etichetta Fluidostudio e pubblicato a fine 2021 su tutte le piattaforme di streaming (Spotify, iTunes, Amazon Music, YouTube Music). Fra gli artisti coinvolti in questa creazione ci sono alcuni degli interpreti presenti nell’EP come Protopapa, il romantico, H.E.R. Il libretto è dei Maniaci d’amore. La regia e la coreografia sono di Mattia Agatiello che porta in scena la sua Fattoria Vittadini; fra le voci David Blanke il soprano Laura Ulloa, allieva della Bottega nel 2021.

Due i titoli che saranno messi in scena al Teatro Donizetti: un grand-opéra della maturità del compositore, La favorite (1840), e il melodramma giocoso giovanile L’aio nell’imbarazzo (1824).

Il Teatro Sociale è invece da sempre “la casa” del progetto #Donizetti200, che quest’anno ospiterà una tappa importante, l’opera che segnò il debutto (non felice) del compositore bergamasco al Teatro alla Scala, e che dopo quelle rappresentazioni del 1822 è stata praticamente dimenticata e mai più eseguita: Chiara e Serafina, ossia Il pirata.

Fondamentale come sempre, nella stesura del programma festivaliero e nella scelta delle edizioni o nella ricostruzione filologica di esse, è l’attività di studio e ricerca sull’eredità e la codifica dell’identità musicale operistica di Donizetti, affidata alle cure della sezione scientifica della Fondazione Teatro Donizetti, diretta da Paolo Fabbri.

Donizetti Opera 2022

Per La favorite (Teatro Donizetti 18 e 27 novembre, 3 dicembre) nell’edizione critica a cura di Rebecca Harris-Warrick, edita da Ricordi con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti, ci sarà sul podio il direttore musicale del festival Riccardo Frizza alla guida dell’Orchestra Donizetti Opera. Lo spettacolo – un nuovo allestimento in coproduzione con l’Opéra National de Bordeaux – è firmato da Valentina Carrasco con il suo team composto per le scene da Carles Berga e Peter van Praet (quest’ultimo anche Lighting designer), Silvia Aymonino (costumi) e Massimiliano Volpini (coreografia). In prima all’Opéra di Parigi nel 1840, oggi possiamo dire che La favorite è l’opera “figlia” dell’Ange de Nisida, riscoperta e messa in scena in prima assoluta a Bergamo nel 2019. Il cast di rilievo affianca interpreti come il mezzosoprano Annalisa Stroppa (Léonor), il tenore Javier Camarena (Fernand), il baritono Florian Sempey (Alphonse XI), e ancora Evgeny Stavinsky (Barthazar), Edoardo Milletti (Don Gaspar) e Caterina Di Tonno (Inès). Il Coro sarà costituito dagli elementi del Coro Donizetti Opera e da quelli dell’Accademia Teatro alla Scala diretti da Salvo Sgrò.

L’aio nell’imbarazzo (Teatro Donizetti 20 e 26 novembre, 2 dicembre), rappresentato a Roma nel 1824, è uno dei primi grandi successi di Donizetti: opera buffa sul modello rossiniano dove affiora però già lo scavo psicologico delle grandi commedie della maturità del bergamasco. Presentato nella nuova edizione critica di Maria Chiara Bertieri per la Fondazione Teatro Donizetti, è il titolo della Bottega Donizetti, la bottega rinascimentale dove il basso-baritono bergamasco Alex Esposito trasmette sapere teatrale e tecnica vocale ai giovani cantanti selezionati in tutto il mondo.

A loro è affidato L’aio nell’imbarazzo, con la presenze dello stesso Esposito – che per l’occasione torna eccezionalmente a una vocalità che lo ha caratterizzato all’inizio della carriera – nella parte del titolo; e con un altro maestro carismatico come Alessandro Corbelli nei panni di don Giulio, il padre che tiene segregati i figli in casa per paura delle donne. Dirige l’Orchestra Donizetti Opera un altro giovane come Vincenzo Milletarì, la regia è firmata dal direttore artistico del Festival, Francesco Micheli, le scene di Mauro Tinti, i costumi di Giada Masi, la drammaturgia di Alberto Mattioli. Il Coro del Festival si presenterà con il nuovo direttore, il celebre Bruno Casoni.

La riscoperta di questo del festival 2022 è senz’altro Chiara e Serafina (Teatro Sociale 19 e 25 novembre, 4 dicembre), il titolo del progetto #Donizetti200, mai più in scena dopo il 1822. Il Festival le offre la prova d’appello in una produzione con l’Accademia Teatro alla Scala – con la quale prosegue il pluriennale e fruttuoso rapporto di collaborazione – i cui allievi dei corsi di perfezionamento formeranno la compagnia di cantanti, il Coro (diretto da Salvo Sgrò) con uno chaperon come Pietro Spagnoli (docente dei corsi di perfezionamento della stessa Istituzione milanese) nella parte di Don Meschino. Sul podio Sesto Quatrini; regia, scene e costumi di Gianluca Falaschi; la drammaturgia è di Mattia Palma; l’orchestra Gli Originali prosegue la sua esplorazione donizettiana sugli strumenti d’epoca. A questo titolo saranno legate anche una serie di attività per le scuole che saranno presentate successivamente.

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