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Elezioni del pubblico impiego: il 5, 6 e 7 aprile si vota anche al Comune di Bergamo - BergamoNews
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CGIL Bergamo

L'appuntamento

Elezioni del pubblico impiego: il 5, 6 e 7 aprile si vota anche al Comune di Bergamo

Enrico Togni, RSU CGIL: “Pandemia e nuove assunzioni metteranno i nuovi delegati di fronte a sfide impegnative. Importante partecipare al voto”

Il 5, 6 e 7 aprile prossimi si voterà per rinnovare i rappresentanti sindacali dei dipendenti in tutto il pubblico impiego: una grande prova di democrazia che permetterà a tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici di scegliere liberamente la propria rappresentanza sul posto di lavoro.
“Queste elezioni arrivano dopo due anni durissimi dovuti alla pandemia – spiega Enrico Togni, RSU Funzione Pubblica CGIL – e durante gli attuali attriti internazionali che prefigurano per il prossimo futuro scenari cupi.
Il Comune di Bergamo negli ultimi 4 anni ha vissuto e sta vivendo un rinnovamento nel personale, grazie ad un piano di assunzioni attivato dal 2018 ed ancora in atto. Il piano coinvolge diversi e vari servizi e comporta un naturale “svecchiamento” della macchina comunale che dovrà trovare un’adeguata ed equa rappresentanza anche nella figura delle nuove RSU elette.
L’assunzione di giovane personale, spesso alla prima esperienza lavorativa all’interno di un ente locale, evidenzia ancora di più il compito sociale che il rappresentante sindacale dovrà assumere. Solo così si può infatti garantire una trasparenza ed equità nella divulgazione delle informazioni, ad oggi povera e carente e spesso dettata da rapporti personali instaurati nel tempo. E’ auspicabile prevedere nei confronti dei “neoassunti” la presentazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro illustrandone i diritti e doveri previsti, erroneamente dati per scontati ed invece poco conosciuti (permessi, le responsabilità disciplinari, indennità, lavoro straordinario, reperibilità etc).
I delegati eletti dovranno garantire la riattivazione di un circuito di partecipazione e predisposizione all’ascolto attraverso una maggiore presenza nei luoghi di lavoro, necessaria per conoscere e meglio rappresentare le richieste ed aspettative dei lavoratori
In seconda battuta la nuova RSU sarà chiamata ad un impegno molto importante: non solo dare applicazione ad un nuovo CCNL, ma soprattutto ricostruire il rapporto con i lavoratori, rimettendo al loro voto le decisioni che li riguardano più da vicino quale, ad esempio, la sottoscrizione dei contratti decentrati.
Per prima cosa ribadiamo con forza la validità dell’attuale accordo che disciplina l’istituto della flessibilità, figlio dei contratti nazionali: i principi generali su cui si fonda non possono e non devono essere messi in discussione.
Sappiamo bene che la maggiore flessibilità comporta una riduzione dell’utilizzo dello straordinario, una migliore risposta alle esigenze di conciliazione vita e lavoro e anche un miglioramento del servizio reso al cittadino, perché permette di organizzare l’accesso in base agli impegni degli uffici. L’orario flessibile funziona, e funziona bene. Ha sempre funzionato bene.
Intestardirsi nel volerlo modificare, con una scelta ormai anacronistica, porta solo conflitto, disamoramento e disinteresse della cosa pubblica, oltre ad un inevitabile arretramento delle condizioni organizzative.

La prima applicazione del nuovo CCNL deve garantire che il nuovo sistema di classificazione riconosca la professionalità acquisita, e che la riconosca attraverso la progressione tra aree, solo con procedure valutative: per il prossimo futuro a tutto il personale presente deve essere data una reale prospettiva di progressione verticale e di sviluppo di carriera, in tutte le aree.
Il nostro obiettivo è valorizzare le professionalità già presenti, dare il giusto riconoscimento economico al lavoro svolto e ai percorsi di crescita professionale, riuscire a coinvolgere nelle progressioni economiche orizzontali sempre più lavoratori e ottenere un congruo numero di progressioni verticali.

Dobbiamo poi sfruttare tutte le potenzialità dello smartworking, una leva per digitalizzare la pubblica amministrazione e per avvicinarla alle esigenze degli utenti (anche virtualmente).
Sarà necessario ricorrere ad una stretta correlazione tra valutazione della performance individuale e la propria struttura per evitare storture presenti, studiare ed approntare strumenti/accordi per disciplinare temi delicati quali le festività infrasettimanali, per normare le attività prestate in giornata festiva.

Infine nella Polizia Locale dovremo batterci affinché, per gli agenti, si possa ottenere il giusto riconoscimento giuridico ed economico alla luce dei compiti istituzionali ricoperti, nonostante una legge obsoleta e inadatta. Per le educatrici dei nidi, infine, ribadiamo l’esigenza di una riclassificazione a fronte dei nuovi titoli e delle nuove e aggiuntive professionalità richieste”.

 

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