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La guerra in Ucraina pesa sull’export dell'agroalimentare bergamasco - BergamoNews
Camera di commercio

La guerra in Ucraina pesa sull’export dell’agroalimentare bergamasco

Le esportazioni agroalimentari, che rappresentano il 6,2% delle esportazioni complessive del 2021, valgono 1.079 milioni di euro, confermando Bergamo come seconda provincia esportatrice dell’agroalimentare lombardo

Bergamo. Nel secondo semestre 2021 l’agroalimentare lombardo mostra segni di rallentamento. La redditività delle aziende agricole ha registrato una battuta d’arresto a seguito dei continui aumenti dei costi dell’energia e di produzione, tra cui spiccano soprattutto macchinari agricoli, imballaggi di cartone e plastica e bottiglie di vetro. Se peraltro l’indice sintetico di fatturato cumulato ha registrato una crescita nel semestre ciò si spiega in parte con l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli e con il forte rincaro dei mezzi di produzione. Questo il quadro che emerge dall’ultimo studio semestrale sulla congiuntura agricola lombarda, condotto da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia.

Simili i risultati a livello nazionale, dove l’Istat, dopo due trimestri di crescita, ha calcolato nel terzo trimestre una variazione congiunturale negativa (-1,0%) del valore aggiunto in agricoltura. Questo risultato si deve leggere a fronte di un quadro di crescita tendenziale del Pil pari al 4,0% nel terzo trimestre e al 6,4% (stima preliminare) nel quarto trimestre.

L’andamento specifico dell’agro-alimentare a Bergamo si basa sui dati disponibili a livello provinciale, che si riferiscono alle esportazioni, alla produzione lattiero-casearia, alla demografia di impresa e all’occupazione.

Le esportazioni agroalimentari, che rappresentano il 6,2% delle esportazioni complessive del 2021, valgono 1.079 milioni di euro, confermando Bergamo come seconda provincia esportatrice dell’agroalimentare lombardo. Il 2021 registra un aumento sia rispetto all’anno 2020 (+6,1%) che al 2019 (+5,8%). Questa variazione positiva risulta frutto di due dinamiche contrastanti: la crescita dell’industria alimentare e delle bevande (+7,5%) e il decremento del settore primario (-3,8%).

Il primo settore – che ha visto un aumento della produzione e del fatturato sostenuti da una crescita degli ordini interni ed esteri – ha beneficiato dell’andamento particolarmente positivo degli oli e grassi vegetali e animali (+24,6%), della carne lavorata (+16,8%), degli altri prodotti alimentari (+10,4%) e delle bevande (+9,5%); il secondo settore, invece, ha risentito del crollo dei prodotti delle colture permanenti (-39,2%) e della silvicoltura (-6,8%).
Confrontando con lo stesso periodo del 2019, entrambe le componenti hanno comunque superato i livelli pre-Covid: il settore primario ha riportato una crescita del 12,5% e l’industria alimentare e delle bevande un incremento del 6,4%. Questa crescita delle esportazioni va letta però anche in relazione alla dinamica dei prezzi che, a livello regionale, ha riportato aumenti significativi.

Generico marzo 2022

Tabella 1 – Export per categoria merceologica, valori in euro del 2021 (provvisorio) e variazioni percentuali su base annua rispetto al 2020 e al 2019, Bergamo. Elaborazione su dati Istat.

Rispetto alla destinazione, il 61,2% dell’export agroalimentare bergamasco si concentra in 10 Paesi. Tra questi, gli Stati Uniti hanno la quota maggiore (15,3%). A seguire si trovano Francia (11,0%), Paesi Bassi (6,8%), Germania (9,1%), Spagna (6,5%), Svizzera (3,7%), Austria (1,5%), Russia (1,4%), Polonia (1,4%) e Cina (1,2%).

Generico marzo 2022

Grafico 1 – Quote percentuali dell’export agroalimentare verso i primi 10 Paesi e verso il resto del mondo, 2021 provvisorio, Bergamo. Elaborazioni su dati Istat.

I dati disponibili a livello provinciale sulla produzione lattiero-casearia indicano un miglioramento degli allevamenti bergamaschi. Le consegne di latte, nel terzo trimestre cumulato 2021, sono cresciute del +4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando la tendenza crescente in atto negli ultimi anni. I dati provinciali si posizionano comunque lievemente al di sotto della media lombarda (+4,9%). Anche la produzione bergamasca di Grana Padano continua a crescere (+2,3% rispetto all’anno scorso), confermando Bergamo come capofila in termini di incremento percentuale e come quarta provincia, dopo Mantova, Brescia e Cremona, nella produzione del formaggio duro DOP.

Gli altri comparti produttivi non dispongono di dati provinciali. La situazione regionale registra risultati molto differenti a seconda delle caratteristiche interne e del canale di distribuzione cui sono destinati i prodotti finiti. Le carni bovine hanno avuto un andamento degli affari complessivamente positivo grazie alla riduzione dell’offerta di carni estere e alla graduale ripresa del canale Ho.Re.Ca. Positivo anche l’andamento delle carni suine, anche se desta preoccupazione la contrazione dei prezzi a fronte dell’aumento dei costi di produzione. Il cerealicolo registra un indice sintetico di andamento degli affari in lieve aumento a causa di un rialzo delle quotazioni di mais, frumento duro e frumento tenero, dettato dall’aumento di costi produttivi e da manovre speculative sulle merci agricole. Il vitivinicolo ha avuto un buon terzo trimestre grazie alla ripresa della ristorazione e del turismo e al discreto livello di vendite nella GDO, ma nell’ultimo trimestre dell’anno sono emerse forti criticità derivate dall’aumento dei costi produttivi.

Circa la demografia di impresa, a Bergamo le imprese attive nell’agricoltura, silvicoltura e pesca sono lievemente aumentate negli ultimi due trimestri dell’anno. Il terzo trimestre ha segnato, infatti, un +1,9% e il quarto un +1,6%. La crescita, che interessa peraltro anche il totale delle imprese attive bergamasche, conferma la tendenza crescente che si era riscontrata nel secondo trimestre 2021. In Lombardia, invece, la variazione su base annua si mantiene sempre in negativo anche se, rispetto agli anni precedenti, la diminuzione risulta ridotta. L’incremento delle imprese agricole a Bergamo e la minore variazione in Lombardia si potrebbero spiegare con il minore numero di cessazioni registrato negli ultimi due anni, dovuto probabilmente anche alle misure economiche messe in campo dallo Stato per fronteggiare la crisi economica scatenata dalla pandemia.

Generico marzo 2022

Grafico 2 – Variazione tendenziale trimestrale su base annuale delle imprese attive nell’agricoltura, silvicoltura e pesca, Bergamo e Lombardia, 2016-2021. Elaborazione su dati Infocamere.

Infine, a livello occupazionale gli ultimi dati disponibili – relativi al terzo trimestre 2021 – sulle comunicazioni obbligatorie relative a rapporti di lavoro dipendente, elaborati dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Bergamo, offrono un quadro preciso della situazione territoriale. Nel terzo trimestre le assunzioni nel settore primario riportano un incremento tendenziale del +16,7% rispetto all’anno scorso e del +20,7% rispetto al 2019. I dati delle cessazioni nello stesso periodo superano del +25,5% il dato del 2020 e del 28,3% quello del 2019.

carlo mazzoleni

Commenta i risultati il presidente Carlo Mazzoleni: “Come per gli altri settori economici, anche nell’agroalimentare a destare preoccupazione sono specialmente i forti aumenti dei costi energetici e di produzione, che stanno erodendo la redditività delle aziende agricole orobiche, e le dinamiche inflative che in parte dipendono dal primo aspetto. La guerra, inoltre, amplificherà la scarsità di offerta di alcune materie prime, che già da alcuni mesi stavano condizionando l’economia mondiale”.

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