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Bergamo e 5 paesi collegati da 15 bus elettrici: per il progetto Atb 80 milioni dal Pnrr - BergamoNews
Si chiama ebrt

Bergamo e 5 paesi collegati da 15 bus elettrici: per il progetto Atb 80 milioni dal Pnrr

In Consiglio comunale la presentazione del percorso di 29,2 chilometri e 24 fermate intelligenti, con corsie preferenziali

Bergamo. Un consiglio comunale straordinario, voluto dalle minoranze, per discutere le tre informative relative al eBRT, ovvero il trasporto pubblico a sede preferenziale che collegherà la stazione di Bergamo con i poli della conoscenza, il raddoppio della linea Ponte-Montello e il treno per Orio.

A presentare il progetto eBRT (Bus rapid transit), iniziativa legata all’adozione di autobus elettrici a corsia preferenziale, finanziato integralmente dal PNRR con una quota di 80 milioni di euro, è stato Gianni Scarfone, attuale direttore di ATB, che l’ha definito win-win: “La prima istruttoria del progetto è stata fatta nel periodo tra maggio e giugno e recepito dal PNRR, con un finanziamento pari ad 80 milioni.

Si tratta di una prospettiva strategica, volutamente intesa con l’amministrazione comunale che prevede la trasformazione della flotta Atb con la sostituzione degli attuali autobus con quelli elettrici e a metano, diesel free che arriveranno nel periodo 2025-2027, e di due nuove infrastrutture, la At2 e il eBrt. Un disegno di carattere nazionale, approvato anche dal Ministero che ha dato via libera al finanziamento, decisivo per aumentare la mobilità sostenibile, per raggiungere il 40% di share modale, obiettivo peraltro delle città europee. Il progetto del eBrt non corre su ferro, anche se, al contempo, assolve ad una funzione analoga alle due linee tranviarie e si integra con i progetti di Ferrovie dello Stato.

I due elementi che stanno alla base del eBrt sono, da un lato, il piano urbano volto a creare una mobilità sostenibile per realizzare un contesto di area metropolitana cittadina e, dall’altro, continuare a sostenere i dettami del “Il Sentiero dell’innovazione”, progetto di cui il eBrt fa da asse portante, voluto da Camera di Commercio, Provincia, comune, diocesi e università”.

“Direi che siamo alla fase conclusiva. Questo è il momento di stipulare un protocollo d’intesa con la Conferenza dei Servizi, successiva sarà la fase di progettazione definitiva che si svilupperà nell’ultimo quadrimestre 2022 e per tutto il 2023 e, ad acquisita progettazione, partirà la gara per realizzazione infrastruttura e l’acquisizione degli autobus di 18 metri. Stiamo raccogliendo informazioni da parte dei comuni interessati, quelli lungo i quali correranno gli autobus, come ad esempio Dalmine, la cui amministrazione ha già portato le sue valutazioni. Nella fattispecie, gli autobus avranno una una velocità elevata, l’80% del tracciato sarà in sede riservata, che non andrà a sostituire la carreggiata adibita ai mezzi privati, ed è allo studio il tema del superamento delle rotonde. Saranno mezzi con prestazioni elevate, in grado di viaggiare a circa 25 km all’ora, velocità appunto garantita dalle corsie preferenziali, come avviene già oggi sulla T1 sulla tratta Bergamo-Albino”.

All’ingegner Liliana Donato, direttore di Atb dal 1 luglio del 2022, il compito di spiegare concretamente il percorso dei eBRT: “Il percorso individuato è stato presentato al Ministero e prevede l’attraversamento di 6 comuni: Bergamo, Lallio, Dalmine, Osio Sotto e Sopra e Verdellino, con 24 fermate previste, 21 in senso opposto, con un percorso di andata e ritorno di 29,2 km. Si sta parlando di una flotta di 15 autobus da 18 metri ciascuno, elettrici. Il percorso tipo di un autobus lo vedrà partire dalla stazione di Bergamo, percorrendo via Papa Giovanni, via Paleocopa, via San Giorgio, per raggiungere il polo dell’università in via dei Caniana, via Moroni, il quartiere del Villaggio degli Sposi, e i comuni di Lallio, Dalmine, Osio Sopra, Osio Sotto e la stazione di Verdellino, ove sarà presente una stazione di ricarica. Il percorso correrà su una linea preferenziale, contestualmente al traffico privato. Ogni autobus subirà una carica intermedia, durante il turno. Lungo il percorso marceranno anche autobus più piccoli, di 10 metri, che collegheranno il Kilometro Rosso con quello del eBrt”.

La simulazione fatta dalla società Sistematica, che ha approfondito la tematica del flusso del traffico, è stata presa in esame con rilievi effettuati sul traffico di gennaio e senza considerare la presenza della bretella che collegherà il paese di Stezzano con il casello di Dalmine.

L’analisi è stata fatta, in particolare, sulla materia dell’attraversamento: “L’autobus correrà su un binario preferenziale che consentirà l’attraversamento della rotonda fermando così il traffico privato. I passeggeri avranno a disposizione pensiline intelligenti, smart. Il progetto prevede inoltre l’impiego di mezzi con un alto livello di servizio, con un impatto atmosferico e acustico migliore rispetto all’attuale, con un rapporto costi-benefici e di manutenzione e servizio positivi, una razionalizzazione dei costi e una percezione del trasporto pubblico migliore lungo”.

Lega all’attacco non tanto sull’idea, quanto sull’impatto dell’opera in termini di congestionamento del traffico, chiusura delle rogge, eliminazione dei parcheggi, costi di gestione e realizzazione di una corsia preferenziale.

Enrico Facoetti (Lega) ha puntato l’attenzione sulla “non condivisione del progetto con la Regione e sulla scelta delle corsie preferenziali che comportano l’eliminazione dei parcheggi, specialmente in via Caniana, la copertura delle rogge di via Moroni, i problemi di viabilità di Largo Tironi, del Villaggio degli Sposi, a fronte anche degli interventi previsti sul Parco Ovest”.

Un intervento sostenuto anche da Luisa Pecce (Lega) che ha richiamato anche all’importanza di discutere “ogni passo da fare all’interno della commissione consiliare competente”. Viabilità compromessa anche per il quartiere di San Tomaso, come ha spiegato Alessandro Carrara (Lega): “Il progetto lascia zone d’ombra come ad esempio i parcheggi di via Caniana o l’impatto della corsia preferenziale sul traffico delle ore di punta. Manca inoltre uno studio sulle conseguenze che il progetto avrà sui quartieri: si parla anche di semafori dedicati ai pullman con un chiaro aumento delle emissioni, tratti di carreggiata tombinati ed eliminazione di alberi e verde pubblico”.

L’alternativa è proposta da Sonia Coter (Movimento 5 Stelle): “Il rischio, per un progetto già finanziato, è quello di commettere dei passi falsi, poiché sconta la predilezione del trasporto su strada su un asse viario già congestionato. Mi sento di proporre l’alternativa di un ponte costruito sul binomio ferrovia-navetta e mi auspico che qualunque passo venga valutato in sede di commissione dedicata”.

Un ordine del giorno che è stato bocciato così come quello presentato dalla minoranza. 

 

 

 

 

 

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