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Arrivati i 115 orfani ucraini scampati alla guerra: alloggiano a Rota Imagna, Bedulita e Pontida - BergamoNews
Il viaggio

Arrivati i 115 orfani ucraini scampati alla guerra: alloggiano a Rota Imagna, Bedulita e Pontida

Locatelli e Facchinetti, sindaci di Rota e Bedulita: "Una gara di solidarietà straordinaria. I cittadini hanno davvero superato loro stessi"

Rota Imagna. Sono arrivati all’oratorio di Palosco e da lì hanno raggiunto Rota Imagna, Pontida e Bedulita, dove rimarranno almeno per 5 giorni di autosorveglianza, dopo essere stati sottoposti ai tamponi. Il viaggio della speranza dei 115 orfani ucraini scampati alle bombe e alla guerra è finito con l’accoglienza in terra bergamasca: un lungo peregrinare dall’orfanotrofio di Berdiansk, una città ucraina attualmente occupata dai russi, che ha consentito loro di giungere a destinazione con 8 accompagnatori e un tutore legale, la vice direttrice dell’istituto. Bambini figli di nessuno, senza famiglia, arrivati nella nostra provincia senza nemmeno un cambio, senza nemmeno un vestito pulito da indossare.

“Siamo partiti giovedì sera alle 21.30, dopo che ci era arrivata la telefonata in cui ci informavano che l’associazione “Zlaghoda” di Curno aveva bisogno di volontari per recuperare, in Polonia, i bambini che scappavano dal bunker dell’orfanotrofio – racconta Sergio Cascio, vigile del fuoco in pensione, 56 anni tra un mese, partito alla garibaldina con Alberto Nava, Angelo Foresti, Franco Parietti e Omar Picotti, quattro amici che, insieme a lui hanno macinato 3600 chilometri di viaggio -. Abbiamo affrontato un viaggio incredibile, fermandoci solo una volta, senza mai riuscire a dormire, con due pullman da 56 posti e tre da 9. Insieme a noi, i 115 bambini, due traduttrici ucraine e i loro accompagnatori. Siamo partiti come privati cittadini, con il solo desiderio di aiutare gli altri, di fare qualcosa per chi in questo momento ne ha davvero bisogno. Certo, siamo stremati, anche perché prima di salire sui pullmini, eravamo impegnati a raccogliere cibo, medicinali, beni di prima necessità e vestiti per i piccoli, gli stessi abiti che ora indossano, perché non avevano con loro nemmeno l’intimo per cambiarsi. Un’impresa davvero incredibile, per la quale devo ringraziare la protezione civile di Telgate“.

Generico marzo 2022

Arrivati in oratorio a Palosco, i bambini hanno fatto la doccia a turno, hanno mangiato, poi giocato. “Ora i bambini vengono divisi per gruppi e accompagnati, i più piccoli, quelli di 5-6 anni, a Pontida, quelli più grandi tra Bedulita e Rota Imagna. A Rota, un centinaio, verranno ospitati all’hotel Posta“.

Un gruppo di circa 18 bambini raggiungeranno appunto Bedulita, comune della Valle Imagna: “Devo davvero ringraziare la mia comunità per la gara di solidarietà che si è creata in meno di 5 giorni da quando abbiamo avuto la notizia dell’arrivo dei ragazzi – racconta Roberto Facchinetti, sindaco del paese e presidente della Comunità Montana -. Tantissime mamme, papà e nonni hanno davvero fatto l’impossibile per aiutarci nell’accoglienza: hanno concorso a pulire e sistemare la scuola materna, ora in disuso, causa carenza di bambini, dove dormiranno i giovani, a portare cibo, coperte, lenzuola, vestiti e tutto il necessario per farli sentire in un luogo sicuro e protetto. Uno dei simboli della nostra terra è l’Arlecchino e i nostri letti lo dimostrano (ride ndr): non ce n’è uno uguale agli altri. Un’azienda di Curno, poi, ci ha regalato dieci reti. La risposta c’è stata e per questo devo ringraziare tutti. Certo, non è e non sarà mai casa, ma noi ce l’abbiamo messa tutta”.

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La situazione è in divenire e bisogna essere pronti a gestire l’emergenza: “Di fondamentale c’è il tema della scuola e quello dell’eventuale prolungamento della permanenza: sul primo penso che la strategia migliore sia quella di far fare la Dad ai ragazzi, per consentire loro la continuità dell’istruzione, valutando un eventuale inserimento nei nostri plessi scolastici, se la situazione lo riterrà opportuno. Sull’altro, il fatto che sto cominciando a pensare che potrebbe essere buona cosa chiedere ai miei cittadini che hanno case chiuse o sfitte di metterle a disposizione dei profughi. E’ chiaro che molto dipenderà dall’evolversi della situazione e dal numero di profughi che raggiungeranno la nostra provincia”.

Bedulita è e rimane a disposizione: “Assolutamente sì. Ringrazio Gianbattista Brioschi, presidente del Distretto di Bergamo, per quanto sta facendo. Sono in stretto contatto con lui, ci sentiamo spesso e so che in questi giorni sta davvero facendo tutto il possibile per aiutare chi scappa dalla guerra a trovare una sistemazione che, anche se temporanea, possa ritenersi degna”.

E, ad accoglienza avvenuta, ci sarà un biefing tra i sindaci della Valle, il Prefetto Enrico Ricci e Brioschi: “Ci consulteremo, ad accoglienza avvenuta, sul da farsi – racconta Giovanni Locatelli -, sindaco di Rota Imagna. Devo dire che i miei cittadini, ancora una volta, mi hanno sorpreso: c’è stata una gara di solidarietà pazzesca, peraltro in pochissimo tempo. Tutti vogliono contribuire ad aiutare, tutti vogliono dare una mano. I bambini che raggiungeranno l’hotel Posta faranno il tampone lunedì e poi staremo a vedere per quanto tempo si fermeranno. Nel frattempo, per qualunque esigenza, potranno far conto sulla rete di volontariato presente in paese. Per questa ragione, anche per coordinare al meglio gli aiuti, come ad esempio la raccolta di vestiti, abbiamo deciso di utilizzare il numero di Whatsapp che abbiamo creato qualche anno fa, in questo modo, a tutti i cittadini censiti, arriveranno informazioni precise e puntuali sul luogo della raccolta e soprattutto su cosa sarà meglio portare. Molto dipenderà infatti dall’età e dal numero dei bambini che ospiteremo, dalle loro esigenze”.

 

 

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