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Ho spiegato ai miei bimbi chi era Mario Signori

Abbiamo un quadro in salotto, che ormai per abitudine passa inosservato. Signori era un pittore bergamasco che i bisnonni di Greta e Giulio conoscevano e apprezzavano, per cui per noi risulta un’eredità e ci ricordano uno scorcio di famiglia

Sto facendo qualche riflessione personale dopo un fortuito incontro con una mamma che è venuta a casa nostra per ritirare sua figlia dopo la merenda pomeridiana. Per la prima volta qualcuno ha riconosciuto una tela di Mario Signori appesa in salotto e mi sono particolarmente stupita.

Chissà quanti di noi abbiamo qualche quadro, disegno, acquarello sulle pareti di casa. Comprati, ereditati, regalati da qualcuno? Ma anche semplicemente i disegni dei nostri figli che applichiamo ovunque; sul frigorifero, in cameretta, in taverna, incorniciati e messi da qualche parte. E poi? Poi fanno talmente parte della nostra quotidianità che non li consideriamo più di tanto, eppure se sono stati messi lì, in casa, in quel posto, c’è un motivo di base.

In questo caso specifico, Signori era un pittore bergamasco che i bisnonni di Greta e Giulio conoscevano e apprezzavano, per cui per noi risulta un’eredità e ci ricordano uno scorcio di famiglia.

Ovviamente ci piacciono moltissimo i suoi lavori e con il suo tratto materico, i suoi colori, i suoi astrattismi che rendono la casa moderna ed accogliente, come possono farsi dimenticare? Eppure capita, perché è l’ovvietà dell’abitudine, per cui passa tutto inosservato e su questo sto riflettendo.

Il discorso è prettamente personale e sentimentale, ma questo artista ha ricevuto riconoscimenti, ha esposto i suoi quadri in diverse mostre, rimanendo certamente di nicchia, ma con un talento riconosciuto ed amato. Noi l’abbiamo esposto in casa, ma i miei figli poco sanno e poco si interessano del suo operato proprio perché banale, secondo loro scontato.

Quindi ho preso al balzo l’occasione per spiegare a loro, futuri proprietari di queste opere d’arte, perché ne dovranno avere cura e gli ho dato giusto due informazioni utili su chi fosse questo pittore.

Partiamo dal presupposto che essendo un bergamasco, sono particolarmente coinvolta ed i miei figli lo sanno. Ha frequentato l’Accademia Carrara, viveva e lavorava a Zandobbio, ma le sue origini provengono da Albino.

Nel 2013 mi ricordo perfettamente quando fu organizzata un’esposizione antologica di Mario Signori presso l’Ex Chiesa della Maddalena in via Sant’Alessandro, piccola e curata, intima ed emozionante. Purtroppo non hanno vissuto quella esperienza i miei bambini, d’altronde Greta aveva 2 anni e Giulio non era ancora previsto. Ma posso affermare che possono sempre sfogliare il catalogo della mostra e riconoscono i suoi tratti, i suoi colori, la sua tecnica, le sue Bretagne.

Non solo, si chiedono come sia possibile passare da paesaggi definiti, a lavori così scarabocchiati, passategli il termine. Effettivamente ha creato tele con soggetti precisi, per poi realizzare dipinti astratti, con quella tempera in rilievo che adoro e che dona un senso tridimensionale e per cui viene un gran voglia di toccare quella pennellata.

Non siamo esperti, io ed i miei piccoli, ma ci sembra che il rosso ed il giallo siano sempre protagonisti tra i colori da lui usati e c’è un quadro, piace a Giulio, in cui lui vede una maschera di Carnevale veneziana, ma credo dovrebbe essere lava di un vulcano.

Se qualcuno avrà voglia di spulciare qualche link su Mario Signori, guardare qualche immagine dei suoi quadri, apprezzare la sua innata propensione all’Arte, come così i professionisti del settore hanno dichiarato, sappiate che era un bravo pittore bergamasco e merita almeno una piccola parantesi della nostra quotidianità.

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