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“Fedeltà”: storia moderna di una relazione difficile con Michele Riondino e Lucrezia Guidone - BergamoNews

Cinema

La recensione

“Fedeltà”: storia moderna di una relazione difficile con Michele Riondino e Lucrezia Guidone

Un matrimonio all’apparenza felice inizia a dissolversi quando la fedeltà del marito è messa in dubbio ed entrambi i coniugi sono tentati dai desideri

Titolo originale: Fedeltà

Regia: Andrea Molaioli e Stefano Cipani

Durata: 45’ circa per 6 episodi

Genere: Drammatico, sentimentale

Interpreti: Michele Riondino, Lucrezia Guidone, Carolina Sala, Leonardo Pazzagli, Maria Paiato, Maurizio Donadoni

Programmazione: Netflix

Valutazione IMDB: 6.4/10

Carlo (Michele Riondino) e Margherita (Lucrezia Guidone) sono da anni una coppia felice: lei è un’architetto prestato con successo al mondo delle vendite immobiliari, mentre lui è professore universitario di grande competenza. I due stanno insieme da molto tempo e all’apparenza potrebbero sembrare spensierati e appagati dal loro matrimonio, ma grattando un pelo la scorza esterna della relazione si scopre che in realtà i due sono risucchiati in un vortice oscuro di futili vendette, segreti troppo a lungo taciuti e fraintendimenti che, col passare dei mesi, stanno logorando il loro amore, se così si può ancora chiamare.

Miniserie di sei episodi prodotta da Netflix e tratta dall’omonimo romanzo di Marco Missiroli vincitore del Premio Strega giovani, “Fedeltà” è la nuova storia tutta italiana che da quasi un mese regna nei piani apicali delle classifiche nostrane.

Conducendo una narrazione in cui il leit motiv sembra essere quello del rapporto dei due protagonisti con il concetto stesso di “Fedeltà”, all’inizio valore fondante dato per scontato da entrambi ma successivamente triste utopia da sacrificare alla prima occasione, Molaioli e Cipani creano un racconto sfiancante e tristemente desolante, in cui due coniugi un tempo felici rinunciano ad affrontare dei dissapori quotidiani che passo dopo passo, gradino dopo gradino, li conducono in una gabbia dalle pareti sempre più asfissianti.

In questo il motore della storia è rappresentato da un’altra coppia di personaggi, uniti da un triste destino: quello di far vacillare una coppia troppo orgogliosa per mostrarsi fragile. Sofia e Andrea, la prima giovane studentessa di Carlo mentre il secondo fisioterapista che tratta Margherita per problemi vari, da un lato rappresentano un vero e proprio diavolo tentatore per i nostri protagonisti, mentre dall’altro sono solo un naturale proseguimento di tutti quei piccoli dissapori mai chiariti dalle controparti nel corso degli anni.

Sfruttando la forte sinergia venutasi a creare tra Michele Riondino e Lucrezia Guidone, la serie abbandona il sentimentalismo più spicciolo in favore di una storia che parla direttamente alle coppie senza mai premere troppo sul pedale dell’acceleratore.

Fedeltà

La cornice in cui i due si muovono è Milano, città eterna che ben si sposa con il concetto ambivalente, positivo e autentico corrisposto ad uno tanto negativo quanto artificioso, su cui la serie si fonda.

Ce la faranno Margherita e Carlo a salvare una relazione che ora più che mai è sul punto di esaurire ogni sua energia vitale?

È corretto parlare di “colpevoli” e “innocenti” all’interno di dinamiche così intimamente condivise?

Soprattutto: può ancora esistere il concetto di fedeltà o la nostra società ci ha ormai condannati a rapporti sempre più superficiali in cui il rispetto dell’altro è pura utopia?

Queste e molte altre questioni saranno sollevate durante sei episodi che sarà impossibile non consumare famelicamente, concludendo la storia con un finale che promette di creare molta discussione.

Battuta migliore: “A chi dobbiamo la nostra fedeltà? Agli altri o a noi stessi?”

 

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