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L'iniziativa

Da Bergamo alla Polonia per salvare i profughi ucraini che scappano con cani e gatti

Un convoglio organizzato si dedicherà al salvataggio delle famiglie che nel dramma della guerra non hanno voluto abbandonare i propri animali: grazie a una deroga italiana al regolamento comunitario potranno fare ingresso nel Paese anche senza documentazione veterinaria

Bergamo. A pochi giorni dall’inizio della guerra in Ucraina una foto ha fatto il giro del mondo: una donna, sulle scale mobili della metropolitana, portava il suo cane di grossa taglia sulle spalle.

Nel dramma dell’offensiva russa, a suon di bombe e missili, sono tanti i cittadini che negli attimi concitati della fuga non ci hanno pensato due volte a portare con sé i propri animali domestici, fino ai confini con Romania, Ungheria, Slovacchia o Polonia.

Una scelta di cuore, che ha portato questi Paesi a concedere una deroga alla rigida regolamentazione continentale sulla circolazione degli animali d’affezione: a loro si è aggiunta anche l’Italia, che ha concesso l’ingresso sul territorio nazionale anche senza la necessaria documentazione sanitaria. In caso contrario, i profughi avrebbero rischiato di dover abbandonare i propri animali.

Sulla scia di questa decisione da Bergamo è nato un comitato spontaneo di cittadini subito supportato dalla garante per la tutela degli animali del Comune di Bergamo Paola Brambilla che presto si è dato veste formale e ha preso il nome di APP, Animal Protection and Peace.

Coordinato dalla ex presidente dell’Enpa locale Mirella Bridda, venerdì 18 marzo i volontari organizzati e formati, con un convoglio attrezzato adeguatamente, partiranno alla volta del confine tra Polonia e Ucraina per portare assistenza alle famiglie in fuga con animali e portarle in Italia.

L’iniziativa è decollata in pochissimo tempo, raccogliendo il supporto del Comune di Bergamo, di Ats Bergamo, dell’Ordine dei Veterinari di Bergamo, di quello dei Farmacisti di Bergamo (tutti hanno assicurato sostegno professionale) e perfino della Regione Slesia polacca, punto di arrivo della spedizione in quanto qui si concentrano gli arrivi dei profughi.

Al momento la loro destinazione finale è Przemysl: un’indicazione provvisoria, soggetta a possibili modifiche repentine data l’evoluzione rapida del conflitto.

Della spedizione “umanimalitaria” faranno parte un’ambulanza e un pulmino della Croce Rossa, due ambulanze veterinarie, 4 o 5 furgoni pieni di cibo e materiale di prima necessità, un pullman gran turismo per trasportare i profughi e tre autoveicoli specifici per i viaggi a lunga tratta degli animali: a bordo una ventina circa di persone, tra veterinari, volontari ed equipe medica.

Sostengono e partecipano con uomini e mezzi all’operazione anche Action Project Animal e Leidaa Nazionale.

profughi ucraini cani
Una bimba col suo cane, dopo aver varcato il confine con la Romania

“L’operazione è molto strutturata e non solo frutto dell’emotività – spiega Mirella Bridda – Viste le tante iniziative già organizzate, volevamo puntare su qualcosa di più specifico per le famiglie che stanno lasciando l’Ucraina in compagnia dei propri animali. Tante volte un cane e un gatto è l’unica cosa che rimane a questa gente che scappa dalla guerra, siamo a conoscenza di persone che hanno rinunciato a vestiti o una valigia in più per portarsi il proprio amico a quattro zampe, unico legame che rimane loro della vita passata. Invito davvero tutti a riflettere su questo aspetto e a valorizzare il rapporto uomo-animali, per comprendere quanto possa essere prezioso in questa fase”.

Il viaggio passerà da Austria, Slovacchia e Polonia, Paesi con i quali la spedizione è già entrata in contatto per avvisare del passaggio, comunicando targhe dei veicoli e documenti delle persone a bordo.

Lo stesso accadrà al ritorno, perché grazie ai buoni rapporti col governo polacco il personale di frontiera informerà già i profughi con animali della possibilità di trasferirsi in Italia: chi accetterà l’opzione, verrà registrato con tutti i documenti necessari e che saranno comunicati immediatamente ad Ats e Questura in modo da velocizzare le operazioni di riconoscimento arrivati a Bergamo.

Il tragitto di ritorno servirà anche ai veterinari per una visita generale agli animali, solo poi da completare con un “pit stop” all’Ats di Borgo Palazzo, dove si stanno già preparando le dosi vaccinali per i quattro zampe.

“Con noi verranno anche due psicologi specializzati in psicologia dell’emergenza e un traduttore ucraino – aggiunge Bridda – Grazie a loro ci stiamo attivando per creare uno sportello per assistenza post trauma qui in Italia: non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarli al loro destino”.

Di fondamentale importanza, dal lato legislativo, l’iniziativa italiana di concedere l’ingresso dei profughi con gli animali: “Si evita così l’abbandono, in una situazione già tragica – sottolinea l’avvocato Paola Brambilla – La Convenzione Internazionale di Strasburgo regola molto rigidamente la circolazione degli animali di affezione, per evitare traffici abusivi: in questo caso si dà la possibilità di entrare sul suolo nazionale anche senza i documenti sanitari, poi le loro posizioni verranno sanate una volta in Italia con quarantena e chippatura. Dare questa informazione normativa proprio sul confine ucraino è importantissimo, perché la maggior parte di chi fugge è partita ad occhi chiusi senza sapere della possibilità di poter raggiungere Paesi sicuri con i propri animali. C’è poi un secondo aspetto della nostra missione, che è quello di sensibilizzare cittadinanza e associazioni caritatevoli perché accettino i cittadini ucraini che scappano con gli animali d’affezione, non costringiamoli a un secondo abbandono: noi stiamo lavorando per trovare stalli temporanei, per risolvere qualsiasi imprevisto. Tutto il Comune di Bergamo vuole sostenere questo progetto. Si affianca ovviamente alle iniziative delle altre associazioni animaliste che si sono spese per mandare aiuti e che ringraziamo di cuore. Vogliamo mettere in rete la disponibilità diffusa che è una delle caratteristiche più preziose del nostro territorio”.

A brevissimo saranno comunicate tutte le necessità della missione, con una raccolta fondi per coprire le spese vive.

Nel frattempo chi vuole può però iniziare a donare cibo, farmaci, antiparassitari e attrezzature per cani e gatti sono già stati attivati alcuni punti di raccolta:

  • Animalia, via Borgo Palazzo 219, Bergamo
  • Dog Catering, via don Milani 59/61 Cividate al Piano
  • Lazzaretto, il sabato mattina dalle 9 alle 14, Cella 35 Cella Gev
  • Ortopedia Gavardini Rapetti, via Camozzi 120 Bergamo
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