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Bergamo, 130 milioni di investimenti, più costi per l’illuminazione e sale il costo della Tari

L’assessore Sergio Gandi: “La raccolta dei rifiuti costerà tra i 5 e i 15 euro in più a famiglia”

Bergamo. L‘aumento della Tari, delle spese energetiche per l’illuminazione pubblica e il record di investimenti. Questi i tre nodi salienti del Bilancio di previsione del 2022, approvato in giunta giovedì mattina, e presentato da Sergio Gandi, vice sindaco e assessore al Bilancio. Un’analisi previsionale che è stata depositata giovedì e che vedrà la sua approvazione definitiva in sede di Consiglio comunale la prima settimana di aprile.

Uno sforzo importante quello previsto per il 2022 che vede sul piatto la cifra di 130 milioni e 369 mila euro, frutto, per la maggior parte dei fondi del PNRR (36 milioni): “Si tratta di una cifra record alla quale possiamo attingere grazie ai fondi PNRR e alla nostra capacità di intercettare finanziamenti- ha spiegato Gandi – visto anche il lavoro del nostro ufficio di progettazione europea. In questo modo, mettiamo molta benzina nel motore della città, delineando in gran parte la strategia di sviluppo della Bergamo del futuro, una città dinamica, che riesce a ricucire gli “strappi” urbanistici ancora presenti al proprio interno, riempiendoli di funzioni forti e attrattive, indispensabili nella costruzione di una città viva, policentrica e capace di attirare giovani ed energie nuove. Gli investimenti significano anche lavoro e opportunità per il comparto edilizio del territorio, non dimentichiamolo”.

Un traguardo importante che, rispetto al trend dell’anno passato, vede un incremento di 61.478euro rispetto al bilancio di previsione dell’anno scorso (con uno scarto di 6189 mila euro rispetto al dato reale di 62.702 euro), che sta a significare non solo la volontà di continuare ad investire in infrastrutture e opere pubbliche, migliorie per il comparto sociale ed educativo e per la sicurezza – ma anche il desiderio di mantenere uno standard elevato, garantendo così l’eccellenza dei servizi in un momento storico in cui i fondi Covid sono praticamente finiti e i dividenti delle partecipate sono nulli.

“Cinque volte gli investimenti fatti ad esempio a Monza, città speculare alla nostra per quanto riguarda il numero di abitanti – ha continuato Gandi. Questo per far capire lo sforzo fatto dall’amministrazione che ha scelto di non abbassare la qualità dei servizi offerti ai suoi cittadini e di continuare a lavorare, al contrario, per portare Bergamo nel futuro”. Grande soddisfazione e grande spinta per continuare a fare sempre meglio: “Non abbiamo lasciato indietro nessuno. Anzi, abbiamo voluto continuare a guardare avanti, direi oltre, per vincere la sfida del domani”.

Si vedono quindi gli effetti del PNRR, con un’esplosione del valore degli investimenti messi in programma dal Comune di Bergamo: supera i 130milioni di euro il valore della quota di investimenti prevista per il 2022, con i fondi del Next Generation EU a pesare per oltre 36milioni di euro per il solo anno in corso. Il comune di Bergamo si impegna in questo modo a pianificare e realizzare la rinascita della città dopo la crisi pandemica, scommettendo sulla rigenerazione di molti spazi cittadini, come l’ex carcere di Sant’Agata o piazzale Visconti, per fare due esempi, su progetti ambiziosi, come la nuova GAMeC, il primo lotto di Casa Suardi, il completamento del centro piacentiniano e così via, e sul maquillage di molte aree della città pensato in vista dell’appuntamento 2023 con la Capitale italiana della Cultura.

E mentre da un lato restano identiche alcune aliquote come l’Irpef, stazionaria allo 0,8 %, aumenta il gettito dell’Imu (da 40.350.000 a 46.700.000 grazie a 6000.000 recuperati dall’evasione), quello delle entrate extra tributarie, ovvero le multe, calcolato in un milione in più, cala il contributo dell’imposta di soggiorno che si spera di recuperare con il grande evento “Bergamo Brescia Capitale della Cultura” del 2023, come i dividenti che subiranno una leggera flessione in negativo pari a -110.000. Tema quest’ultimo interessante, considerata la strategia d’intervento dell’amministrazione di vendere i titoli, in particolare di A2A, per trovare i finanziamenti necessari, stimati in 118 milioni, per finanziare le spese di progettazione delle opere finanziate dal PNRR che andranno, appunto, messe a terra entro il 2026. 118 milioni che, appunto, vanno a sommarsi ai 134 e rotti previsti per il Piano triennale dei lavori pubblici (2022-2024). Questa partita ne vedrà utilizzati 81,57 mila solo per l’anno in corso e 129mila interamente sborsati dal comune stesso.

Sul piatto della bilancia, però, anche l’aumentano della Tari e delle spese legate all’efficientamento energetico.

La Tari

L’unico effetto previsto sui cittadini di Bergamo riguarda la tariffa per la raccolta dei rifiuti, la TARI, che torna ai livelli del 2015 per effetto di un leggero adeguamento al rialzo – mediamente tra gli 0,48 e 1,37 euro al mese a famiglia. Si tratta, concretamente, di un aumento del 5,3% che porterà i cittadini, a seconda delle variabili previste dal calcolo, a sborsare, annualmente tra i 5 e i 15 euro in più. Un rialzo dovuto ad un incremento dei servizi per la pulizia urbana e la raccolta dei rifiuti e alle nuove prescrizioni di ARERA, l’autorità di regolazione per energia, rete e ambiente. Un adeguamento della tariffa contenuto, quindi, grazie anche all’aumento della quota di raccolta differenziata in città, salita di 3 punti percentuali nel solo 2021 e attestatasi alla quota record per Bergamo di 76,7%. A giustificare la voce l’incremento della raccolta differenziata del centro nel periodo estivo, del servizio punti di raccolta olio esausto, del servizio Ecovan, del monitoraggio rispetto al Servizio di Aprica da parte del personale del Servizio Ecologia anche in previsione della gara per la definizione del nuovo gestore al 2023, nonché l’attività di adeguamento della qualità del Servizio Tributi alla luce della nuova delibera di ARERA; i nuovi servizi accessori allo spazzamento delle aree cimiteriali; l’intensificazione delle attività finalizzate alla diminuzione dei danni derivanti dalla presenza dei piccioni e l’incremento della quota degli insoluti messa a carico del piano finanziario e non della fiscalità generale del bilancio. Ma la voce più significativa è il servizio di ritiro degli ingombranti porta a porta che consentirà ai cittadini di evitare di raggiungere la stazione di via Voltara. Sale il costo della tassa sui rifiuti anche in virtù dell’investimento necessario per la realizzazione del nuovo centro di raccolta dei rifiuti e del nuovo centro del riuso  e degli interventi per supportare la raccolta differenziata in città in occasione delle manifestazioni organizzate per il 2023.

L’aumento delle spese energetiche 

Fanno da contraltare infatti le incognite, previste alle voci del bilancio di parte corrente, legate ai rincari dei prezzi dell’energia e dei carburanti, con i tanti interrogativi connessi al conflitto in corso in Ucraina. Sarà infatti di 800.000 euro l’incremento delle spese del comune per far fronte all’illuminazione pubblica e ai rifiuti, ovvero 1,07 milioni in più rispetto all’anno scorso: 2,65 i milioni previsti nel 2021, 3,45 quelli per l’anno in corso. “Un tema sul quale urge chiaramente un intervento significativo da parte del Governo – ha spiegato Corrado Viscardi, il responsabile dell’area economico finanziaria -, perché è chiaro che, nel contesto di una situazione già particolarmente critica, ora certamente aggravata dal conflitto in Ucraina, qualcosa va fatto, e velocemente”.

Più fondi a sicurezza, politiche sociali, educazione, scuola e infanzia

E se da un lato l’obiettivo è la tenuta dei conti, dall’altro, comunque, non manca l’attenzione per i servizi rivolti alle fasce più deboli della cittadinanza, tanto da trovare un considerevole segno + nel conteggio delle spese correnti, favorendo il mantenimento dei livelli quantitativi e qualitativi già proposti. L’attenzione è rivolta in particolare all’incremento dei servizi educativi e assistenza ai disabili, all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, all’apertura di spazi decentrati a Colognola, Redona, Grumello del Piano, Lazzaretto, in previsione anche Celadina e Bergamo Alta, alla domiciliarità per anziani per contrastare la solitudine degli anziani, con la creazione di nuovi servizi di custodia sociale a Colognola e Bergamo Alta, alla nascita dell’Hub di Comunità, con spazi di solidarietà alimentare (come nel quartiere di Malpensata, Carnovali e San Tomaso) e alla volontà di aumentare il numero infermieri di Comunità (già previsti a Santa Lucia e Redona).

Le politiche sociali e educazione, scuola e infanzia si prenderanno, insieme, il pacchetto di maggioranza delle spese correnti dell’anno, con un complessivo 57% dell’intero ammontare (rispettivamente 28 e 29%) e con un incremento di 789.050 euro e 942.190 euro. Aumento anche alla voce sicurezza con un + 43.800, alle politiche del territorio (+28.540 euro) e servizi generali (+210.840 euro).

Ripresa anche delle assunzioni per un totale di 34,45 milioni di euro con una flessione, in negativo, per il 2023 e una stabilizzazione per il 2024.