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La leggenda di Belle e la Bestia al Creberg: “Un musical per credere nell’amore” - BergamoNews
A cura di

Fiera di Bergamo

Il regista cattaneo

La leggenda di Belle e la Bestia al Creberg: “Un musical per credere nell’amore”

Stasera, mercoledì, al Creberg teatro di Bergamo: il regista Luca Cattaneo racconta il musical tratto da una favola famosissima

Un amore antico, un legame tra sorelle, un rapporto padre-figlia intenso. È l’amore in tutte le sue sfaccettature il vero protagoniste del musical La leggenda di Belle e la Bestia sarà in scena al Creberg Teatro Bergamo stasera, mercoledì 9 marzo, alle 21.

“Lo spettacolo, liberamente ispirato alla favola di Jeanne-Maire Leprince De Beaumont, vuole essere un messaggio di forza e di speranza – spiega Luca Cattaneo, autore e regista dello spettacolo – Se si crede in un amore, questo ritornerà sempre”.

Belle, una ragazza forte e intraprendente, si ritrova ad affrontare molte prove difficili a causa di un maleficio. Lei e il suo compagno, trasformato in una bestia, si dimenticano l’uno dell’altra. Riusciranno a spezzare il maleficio?

Una favola molto conosciuta in una nuova veste. Di cosa parla la vostra leggenda?

Anche le fiabe più antiche posso diventare nuove e attuali. Parla di un amore tra sorelle, del padre per la famiglia e non solo del rapporto romantico tra Belle e la Bestia. Ci sono tanti amori che tornano nello spettacolo e che fanno da motori conduttore della vicenda. Noi abbiamo voluto a raccontare la vicenda in modo diverso, aggiungo novità, cambiando qualche intreccio, inventandoci una storia che potesse essere una leggenda. Perché l’amore stesso possa diventare una leggenda, anche quello che viviamo tutti i giorni.

Come è il rapporto tra Belle e la Bestia?

Ricorda un rapporto già vissuto. Nella nostra versione della storia, la maledizione che colpisce i protagonisti fa dimenticare a questi di essere innamorati l’uno dell’altra. Come tutti gli amori già vissuti, portano con sé consapevolezza e conoscenza, che è nascosta a Belle e La bestia. È quindi un rapporto maturo che tornerà ad essere tale quando si spezzerà il maleficio.

La protagonista sembra essere una donna forte e intraprendente, è così?

Esattamente. Non è una principessa ma una ragazza fiera e matura. È un personaggio reale. Il pubblico vedrà sul palco una donna vera in cui immedesimarsi.

In questo spettacolo al limite il fantastico fino a farlo diventare realtà. Come è possibile?

Ci sono molti trucchi del mestiere. L’amore si spinge al limite per diventare realtà sempre, anche nella vita di tutti i giorni. Accade tutte le volte che proviamo a immaginarci un amore. Lo stesso accade a Belle: vivrà nel suo castello senza averne la consapevolezza a causa del maleficio, che confonderà il vero dalla fantasia.

Il legame tra sorelle è un altro dei temi affrontati nel musical. Come viene rappresentato?

Il rapporto tra Belle e Clotilde viene vissuto in modo diverso dai due personaggi. Belle, pur essendo la sorella minore appare più matura e vive il legame con la sorella con il dovere di doversi occupare di una sorella meno cresciuta e un po’ gelosa. La bontà e la genuinità di belle porteranno Clotilde a rendersi conto di ciò che conta davvero nella vita.

Come vengono raccontati i personaggi attraverso le musiche?

Le musiche raccontano la scena, in cui emergono quelli che sono i sentimenti dei personaggi. In due ore di spettacolo le canzoni stesse non sono dei semplici momenti musicali ma degli attimi che narrano tante cose. Ad esempio, lo stato d’animo del personaggio, il dialogo difficoltoso tra due personaggi a causa di un’incomprensione. La musica è un momento di suspence che si integrano con il testo dello spettacolo e la narrazione.

Il successo di questa produzione dipende da un buon lavoro di squadra, quante persone lavoro al musical?

Circa quaranta persone. Tutte persone coinvolte a pieno nel progetto fin dall’inizio e suddivise in base alla mansione. Per cui sono nati il reparto sartoria guidato dalla costumista Silvia Pedretti, quello di scenografia coordinato da Fabrizio Cattaneo, la direzione tecnica è stata affidata a Dario Belardi mentre io mi sono occupato della direzione artistica e della regia. Le musiche originali del musical sono state composte da Enrico Galimberti e le coreografie sono Angelo Di Figlia. E poi ci sono i macchinisti, gli addetti a foto e video, gli specialisti del trucco. Una grande squadra è fondamentale quando si vuole dar vita a un musical e a una tournée nazionale.

Questo spettacolo è sia per grandi che per piccoli. Secondo lei sono gli adulti che portano a teatro i bambini o viceversa?

È difficile rispondere a questa domanda. Sicuramente quando sarò genitore non mancherò di portare mio figlio a teatro per vivere una bella esperienza, che sia drammatica o di fantasia come nel nostro caso. Sicuramente la miscela di applausi che riscontriamo ci fa capire che grandi e piccoli non si sono pentiti di essere venuti a teatro.

Qual è la morale di questa storia?

Non mollare mai. Perché se si crede in qualcosa, in questo caso in un amore, anche dopo mille difficoltà, alla fine si riesce a superare ogni difficoltà. Il nostro è un messaggio di speranza e tenacia: la forza di Belle la porterà a ritrovatore la sua felicità. Come si suole dire, la fortuna aiuta gli audaci.

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