Informazione Pubblicitaria

Salute

Il tema

Allergia primaverile: come diagnosticarla

L’allergia è una risposta anomala del sistema immunitario scatenata dal contatto con sostanze estranee all’organismo che comunemente sono innocue

Per alcuni è già arrivata. Per altri arriverà a breve, complici le fioriture di piante e alberi che iniziano a farsi sentire. Per i circa 10 milioni di italiani (poco meno del 20% della popolazione) che soffrono di allergia, la primavera fa rima con starnuti, bruciore agli occhi, prurito. Un problema che, se non identificato e gestito in modo efficace, può avere importanti ripercussioni sulla vita di tutti i giorni e sullo svolgimento delle normali attività. Ma come si fa a riconoscere se si è davvero allergici e a cosa in particolare? E quali strategie si possono mettere in atto per limitare e prevenire i fastidi? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Stefania Milani, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica, Responsabile del Servizio di Allergologia del Policlinico San Marco di Zingonia e di Smart Clinic, struttura del Gruppo San Donato all’interno de “Le Due Torri” di Stezzano e di Oriocenter.

Dottoressa Milani, innanzitutto cosa si intende per allergia?
L’allergia è una risposta anomala del sistema immunitario scatenata dal contatto con sostanze estranee all’organismo che comunemente sono innocue. Nelle persone ereditariamente predisposte, le allergie causano sintomi, infiammazioni e patologie a carico di differenti organi e apparati (polmone, pelle, occhi e naso). Chi è predisposto, quando viene a contatto con sostanze estranee normalmente innocue (gli allergeni), produce con molta facilità e in grande quantità un tipo di anticorpi, le immunoglobuline E (IgE), che scatenano le reazioni allergiche. L’allergia è quindi una condizione in cui il sistema immunitario riconosce una sostanza estranea normalmente innocua (allergene) come se fosse un agente aggressivo da cui difendersi, scatenando una violenta reazione infiammatoria.

Quali sono i sintomi più comuni dell’allergia?
Dipende dal tipo di allergia. In generale, comunque le più comuni manifestazioni sono lacrimazione, starnuti, prurito al naso e agli occhi, naso che cola, congestione delle mucose nasali e affaticamento respiratorio fino al l’asma. In alcuni casi può anche dare origine a manifestazioni cutanee come orticaria con prurito generalizzato.
Ma in che modo si può capire se si tratta davvero di allergia?
La certezza può essere ottenuta solo con un’adeguata visita dallo specialista che indicherà quali test cutanei (prick test) o esami del sangue siano necessari. Questi test, cosiddetti allergometrici, vengono prescritti ed effettuati dallo specialistica allergologo e costituiscono valido e consolidato mezzo diagnostico. Inoltre sono di facile, veloce e sicura esecuzione. Minimamente invasivi sono ben tollerati anche dai bambini.

Si nasce allergici o lo si diventa?
In tutte le forme di allergia esiste una predisposizione genetica, ma i sintomi possono manifestarsi anche nel corso degli anni.

Cosa si può fare per risolvere il problema?
Il primo trattamento consiste nel ridurre il più possibile il contatto con l’allergene o gli allergeni responsabili della manifestazione allergica. Per le fasi acute è utile la terapia farmacologica prevalentemente a somministrazione topica ovvero locale (colliri, spray nasali, devices per la cura dell’asma). Una classe di farmaci usata sono anche gli antistaminici che riducono il rilascio di istamina nel sangue e alleviano la maggior parte dei sintomi, in particolare prurito, starnuti o lacrimazione, ma sono meno efficaci nei confronti della congestione nasale che deve essere trattata con steroidi sempre topici. Gli antistaminici che vengono assunti per via orale, possono dare sonnolenza, effetto collaterale che con i preparati di ultima generazione è stato in parte superato. Per risolvere in modo più duraturo il problema, invece, efficace è l’immunoterapia specifica (comunemente chiamata vaccino), trattamento che consente di insegnare gradualmente al sistema immunitario dei soggetti allergici a tollerare gli allergeni che per sua natura non tollera. È bene sottolineare che è molto importante curare la rinite allergica (non solo togliere i sintomi) poiché, se non curata, può portare a complicanze quali poliposi nasale, sinusite cronica, asma bronchiale e sindrome delle apnee notturne (noti fattori di rischio per infarto cardiaco e ictus cerebrale).

PER SAPERNE DI PIÙ
Prick test
Il prick test è un test cutaneo fondamentale nella diagnosi di molti tipi di allergia. Vediamo come si esegue. Si applica una goccia delle sostanze che si sospettano possa causare allergia (allergene) sulla superficie interna dell’avambraccio e la si fa penetrare nel primo strato della cute tramite l’infissione di una lancetta (strumento dotato di una piccola punta acuminata). Nell’arco di 30 minuti, cioè il tempo di rilascio dei mediatori dai mastociti cutanei (le cellule del sistema immunitario che intervengono nelle reazioni allergiche) sul braccio comparirà un pomfo, cioè una zona gonfia e arrossata di dimensioni variabili. In genere la risposta a un allergene è giudicata positiva (e quindi il soggetto è allergico) quando il pomfo relativo ha un diametro di almeno un quarto del diametro del pomfo di riferimento.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI