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Museo City, Ghisalberti: "Bergamo apre le porte di 5 luoghi di cultura" - BergamoNews
L’intervista

Museo City, Ghisalberti: “Bergamo apre le porte di 5 luoghi di cultura”

L'assessora: "Un primo passo verso il grande evento del 2023"

Bergamo. “Questo fine settimana Bergamo ospita l’iniziativa denominata Museo City, una rete di musei che coinvolgerà anche la nostra città, su invito dell’assessore alla cultura di Milano, Tommaso Sacchi, che ha chiesto a noi e a Brescia, in virtù dell’evento Capitale della Cultura, di aderire. E’ la nostra prima volta e possiamo considerarlo come il primo vero passo di avvicinamento al palinsesto culturale della primavera e dell’estate”.

Nadia Ghisalberti, assessore alla cultura dell’amministrazione Gori, invita cittadini e turisti a partecipare a Bergamo: “Abbiamo aderito con grande entusiasmo e volontà, mettendo a disposizione cinque luoghi, in particolare l’Accademia Carrara, Villa Moroni, Palazzo della Ragione, il Museo Caffi e il Museo delle Storie. Si tratta di luoghi di una bellezza straordinaria e differente, uniti da un filo conduttore comune che è il tema di Museo City, ovvero Museo Segreto“.

Un passo in avanti rispetto alle preoccupazioni relative alla pandemia: “Possiamo sentirci più liberi e un po’ più tranquilli rispetto alla situazione che abbiamo vissuto fino a poco tempo fa, pur sempre nel rispetto delle regole. Questo ci consente di cominciare a programmare le iniziative della primavera e dell’estate, a partire proprio dal prossimo weekend con l’apertura di musei e dimore storiche”.

Queste e tante altre iniziative sono quelle che accompagneranno la città e la provincia verso il grande evento del 2023: “Un invito alla ripresa, che arriva dopo il buio della pandemia: questo il senso di un’iniziativa che ci rende davvero orgogliosi, anche perché arriva senza competizione, ma con assegnazione diretta da parte del Ministero. Si tratta di un palinsesto davvero articolato e particolare che ha il vantaggio di non essere stato calato dall’alto, ma di arrivare dopo una lunga fase di ascolto avvenuta sul territorio. Un titolo che era tanto atteso, all’insegna del crescere insieme, dell’alleanza tra le associazioni presenti sui due territori, progettando e ideando all’unisono idee e proposte all’altezza della mission che ci è stata affidata”.

La cultura come veicolo di fratellanza è anche uno dei temi di maggiore attualità, soprattutto considerata la crisi internazionale generata dal conflitto tra Russia e Ucraina: “La cultura unisce i territori; il nostro titolo nasce proprio da questo concetto e da questa riflessione. E vorremmo molto, moltissimo che il principio di un’iniziativa importante come “Bergamo Brescia Capitale della Cultura” restituisse proprio la volontà di lavorare insieme. C’è un mondo diviso per appartenenza e per storia e credo che la pace debba necessariamente passare attraverso il rispetto delle identità di ciascun popolo, il confronto inteso come arricchimento, la conoscenza del diverso e il cambiamento che ne deriva. Avere uno sguardo aperto è il principio fondante della democrazia: questo è un momento cruciale per tutti per capire quanto sia fondamentale sentirsi europei ed essere Europa unita”. Un sentimento comune che ha mobilitato l’intera città e provincia bergamasca: “Sono state davvero tante le manifestazioni di solidarietà nei confronti del popolo ucraino. Fosse anche solo stata la presenza in piazza, questo è davvero molto emblematico del grande cuore dei bergamaschi, peraltro, purtroppo, abituati a tendersi la mano quando qualcuno chiede aiuto”.

 

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