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Carona: piace l’idea della zipline sul lago, ora serve lo studio di fattibilità - BergamoNews
Alta valbrembana

Carona: piace l’idea della zipline sul lago, ora serve lo studio di fattibilità

I promotori dell'iniziativa si sono messi in contatto con la Adrenaline Construction di San Vigilio di Marebbe (Bolzano), che ha avanzato alcune proposte per il progetto

Carona. La sensazione di un volo libero, agganciati ad un cavo d’acciaio sospeso a due punti, con quote differenti per una discesa veloce. È l’emozione adrenalinica della zipline, una novità da proporre anche a Carona, in alta Valle Brembana. Questa l’idea presentata giovedì 3 marzo alla Pro Loco del paese, per avere un primo riscontro da abitanti e villeggianti: un’idea che ha accolto diversi pareri positivi (e qualche dubbio sull’efficacia nel lungo periodo), ma che, di fatto, deve ancora iniziare a muovere i primi passi.

“L’idea iniziale era quella della costruzione di un ponte tibetano, simile a quello in costruzione a Dossena, con la zipline a corredo – spiega Stefano Gamba, tra i promotori dell’iniziativa – un progetto nato per il concorso Valle Brembana Crea Impresa, tenutosi lo scorso ottobre a San Pellegrino Terme. Poi ha preso corpo l’idea della sola installazione della zipline a Carona, sopra il borgo di Pagliari. Un’attrazione adrenalinica, come non ce ne sono altre in zona (il più vicino è Fly Emotion di Albaredo per San Marco, in provincia di Sondrio), che possa promuovere il territorio e valorizzare le attività già esistenti in Valbrembana”.

 

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Una proposta ancora tutta in divenire, per la quale ora serve capire la fattibilità. In tal senso, i promotori si sono messi in contatto con la Adrenaline Construction di San Vigilio di Marebbe (Bolzano), gruppo specializzato nella costruzione di zipline, che ha avanzato alcune proposte possibili per il progetto.

La prima proposta è una zipline lunga 1.800 metri (con 400 metri di dislivello, con partenza a quota 1780 metri e arrivo a 1300) che dall’arroccamento di Carona-Carisole, passando di fronte alla cascata della Val Sambuzza, arrivi su una piccola collina sopra il borgo di Pagliari (dal quale poi bisognerebbe verificare la possibilità di arrivo in paese a Carona). Un investimento iniziale stimato di 770mila euro (che può avvicinarsi al milione di euro), con 760mila euro l’anno per i costi di gestione, tra cui l’assunzione di 20 persone. Con un costo a corsa di 70-80 euro, con 80 corse giornaliere per 180 giorni all’anno (e 40 servizi accessori) si stimano ricavi per 1 milione e 460mila euro l’anno. Cifre per ora solo indicative, ricavate dalla gestione di strutture simili. Le altre due alternative proposte, più corte rispetto alla principale e che prevedono l’attraversamento del lago, sono rispettivamente di 700 e 630 metri di lunghezza e circa 120 metri di dislivello.

Un progetto con un iter ancora lungo, per il quale serve l’intervento di un privato o di una cooperativa sociale, che potrebbe favorire un’offerta lavorativa per soggetti svantaggiati, per contribuire al contrasto di condizioni di rischio e di emarginazione sociale (anche rispetto al Piano di Zona dell’Ambito Valle Brembana).

I promotori fisseranno ora un incontro con la Adrenaline Construction per uno studio di fattibilità e la pianificazione di un business plan per l’avviamento del progetto. Primi passi ancora da finanziare, ma, al momento, la situazione è ancora in una fase embrionale. Rimane per ora la volontà dei promotori: portare a Carona una nuova e adrenalinica proposta per la Valle Brembana, che possa essere ulteriore stimolo per il turismo e le attività ricettive.

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