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Nel negozio di alimentari ucraino: "Aiutare è diventato un secondo lavoro, servono cibo e farmaci" - BergamoNews
In via taramelli a bergamo

Nel negozio di alimentari ucraino: “Aiutare è diventato un secondo lavoro, servono cibo e farmaci”

Anche al Mix Markt si accettano beni per i profughi di guerra: saranno portati in un deposito a Roverchiara, in provincia di Verona, dove confluiscono quelli raccolti nei singoli punti vendita della catena est europea

Bergamo. Accanto alla cassa dove siede Oksana, una commessa, c’è un salvadanaio dipinto di giallo e blu, come i colori della bandiera ucraina. Anche al Mix Markt di via Taramelli 40 a Bergamo – negozio di alimentari con specialità dell’est Europa – i dipendenti raccolgono fondi per i loro fratelli in guerra: sui 4 in totale, 2 sono ucraini ma hanno poca, pochissima voglia di parlare.

“Sono giorni difficili – spiega Viorel, 48 anni, moldavo, che insieme alla moglie Tetyana, 48 anni, ucraina, gestisce il negozio all’angolo con via Maj -. Tutti hanno amici e parenti lì, vi lascio immaginare la preoccupazione”. Come quella sul volto di Yuri, in silenzio dietro al banco di carne e salumi.

Viorel si è trasferito qualche anno fa a Bergamo da Napoli, dove gestiva un altro punto vendita, insieme alla moglie e alla figlia piccola, di 12 anni. “Ci siamo mobilitati sin dal primo giorno, da quanto abbiamo sentito le notizie alla televisione  – racconta -. Abbiamo vestiti e coperte in abbondanza, ora abbiamo bisogno di cibo e farmaci. Per noi è diventato un secondo lavoro”.

In particolare chiedono tonno, cibo di lunga conservazione, omogeneizzati per bambini, caffè. E poi cerotti, maschere chirurgiche, siringhe, antibiotici, antinfiammatori e mezzi igienici: pannolini, assorbenti, salviette umide, traverse monouso, shampoo, sapone, spazzolini.

Tutto ciò che riescono a raccogliere viene portato in un deposito a Roverchiara (Verona) dove confluiscono gli aiuti raccolti nei singoli punti vendita della catena: 42 in tutta Italia.

Nel negozio di via Taramelli si possono trovare alimentari tipici e specialità ucraine, ma anche polacche, bulgare, rumene, albanesi, moldave, russe. “Vendiamo prodotti dell’est Europa, non abbiamo nulla contro i fratelli russi – tiene a precisare Viorel -. L’unica cosa che ci interessa, adesso, è dare una mano a chi è più in difficoltà. Per farlo, ci affidiamo anche alla solidarietà dei bergamaschi”. Per chi volesse aiutare, il negozio è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20.

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