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Belotti: "Salvini pro Putin? Anni fa. Ora la Lega condanna la guerra in Ucraina” - BergamoNews
L'intervista

Belotti: “Salvini pro Putin? Anni fa. Ora la Lega condanna la guerra in Ucraina”

Il parlamentare di Bergamo: "Al di là delle iniziative governative che appoggerò, mi piace la proposta che sta girando via social e che tutti possono adottare: abbassare di uno/due gradi la temperatura in casa consentirebbe di risparmiare sulla bolletta, ma anche di ridurre la dipendenza dalla Russia"

Daniele Belotti, parlamentare di Bergamo, leghista della prima ora, nei giorni dell’invasione ucraina da parte delle forze armate russe pungente e anche un po’ cattivo sui social con giornalisti e con le posizioni del Movimento 5 Stelle, sembra dimenticare le posizioni filo Putin del suo “capitano”, Matteo Salvini. Che in questi giorni ha da una parte dichiarato: “L’Italia non fornisca strumenti letali”. E dall’altra ha ritrattato, allineandosi al governo: “Ogni strumento utile a fermare l’aggressione russa”.

Lei, Belotti, è molto in sintonia coi vertici della Lega: cosa risponde a chi ricorda tutti gli interventi di Salvini a favore di Putin, vale a dire vere e proprie dichiarazioni d’amore come: “Putin fa, io sarei più sicuro con uno come lui”?

Premessa fondamentale: la guerra va condannata senza se e senza ma. Lo stesso vale per l’invasione dell’Ucraina, quindi c’è una presa di distanza netta con la politica di Putin. Cosa diversa in passato dalla sua linea intransigente verso l’integralismo islamico che lo portava a trovare consensi nelle forze conservatrici dell’Europa Occidentale. Le dichiarazioni su Putin più contestate a Salvini risalgono a 6/7 anni fa, che con i tempi politici attuali corrisponde a un’era geologica. Di certo la Lega non ha mai preso i fantomatici barili di petrolio come dichiarato da qualche giornalista. La Lega, ad esempio, ha sempre contestato le sanzioni europee del 2014 alla Russia, perchè di fatto sono state un boomerang verso le esportazioni italiane. La Coldiretti aveva quantificato una perdita di circa 10 miliardi nell’export verso la Russia.

Eppure dalla pagina ufficiale è da poco stato eliminato un video del 2016 in cui, da Myrta Merlino, Salvini invitava esplicitamente l’Italia a uscire dalla Nato…

Video a parte (mi risulta che non sia stato eliminato niente), la Nato ha dimostrato la sua debolezza, lo stesso l’Unione Europea. Ad esempio l’Europa e la Nato sono rimaste passive di fronte alle pesanti ingerenze di Turchia e Cina nel Mediterraneo, in particolare in Libia, Albania e con le trivelle a Cipro. L’Ue, proprio con la questione Ucraina, ha dimostrato di essere solo una realtà economica, ma dal punto di vista geopolitico è ancora fragile: non ha una politica estera comune, quindi le critiche e le riserve passate di Salvini sono ampiamente giustificate. Altro discorso è sull’aggressione russa che ha visto finalmente una presa di posizione unanime.

Ci spieghi, con molta chiarezza, la posizione sua e della Lega, oggi, in merito all’attacco russo in Ucraina.

La posizione è di netta condanna e l’auspicio è di trovare una posizione con un documento unanime di indirizzo al Governo approvato dal Parlamento. La difficoltà però non è la condanna, scontata, ma l’equilibrio nelle sanzioni: l’Italia è il Paese che, infatti, rischia di più. Le scellerate scelte dettate dal fanatismo ambientale, come i ripetuti No ai rigassificatori, alla Tap voluti negli ultimi anni dai 5 Stelle , e la contrarietà ideologica al nucleare ci hanno portato a dipendere per il 90% da materie energetiche importate. Ora è l’occasione per rivedere tutta la politica energetica italiana con l’aumento delle estrazioni di gas, passate dai 20 miliadi di metri cubi dei primi anni 2000 ai soli 3,4 miliardi del 2021, il potenziamento della Tap, in alternativa ai gasdotti russi, e con una seria valutazione del nuovo nucleare. Del resto abbiamo diverse centrali appena al di là delle Alpi; anzi, in Francia ne hanno programmate altre sei.

Siete tutti in sintonia su questo?

Sulla condanna alla guerra, sì. La Lega, però, prima e più di altri aveva intravisto il pericolo che la Russia stringesse un patto con la Cina da contrapporre all’Occidente. Per quello che si è cercato di “tenere buono” Putin. Così ora ci troviamo nella tempesta perfetta: la Russia dirotta il gas verso la Cina e Pechino, che controlla il mercato delle materie prime, alza i prezzi e riduce le esportazioni verso l’Europa mettendo in crisi tutto il sistema produttivo.

Cosa farà lei personalmente e cosa vorrebbe si facesse per fermare Putin?

Al di là delle iniziative governative che appoggerò, mi piace la proposta che sta girando via social e che tutti possono adottare: abbassare di uno/due gradi la temperatura in casa consentirebbe di risparmiare sulla bolletta, ma anche di ridurre la dipendenza dalla Russia, tagliando così qualche miliardo di euro di trasferimenti nelle casse di Mosca.

E per ristabilire una pace duratura?

Bisogna capire se Putin vuole limitarsi alla neutralità dell’Ucraina o se vuole proseguire nella sua avanzata verso Ovest. Di certo il sostegno di Pechino a Mosca rende la Russia più forte di fronte a qualsiasi risposta dell’Occidente.

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