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Locati: "Covid-19, un’emergenza affrontata con grande solidarietà e spirito di squadra" - BergamoNews
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Oltre il buio

Locati: “Covid-19, un’emergenza affrontata con grande solidarietà e spirito di squadra” video

Il direttore dell’Asst Bergamo Est ripercorre i momenti più concitati della prima ondata, sottolineando l’impegno di medici, operatori, sanitari, tecnici e tanti volontari che non hanno mai fatto mancare il loro supporto

Prosegue il racconto dei mesi di lotta contro la pandemia, grazie alle interviste realizzate in collaborazione con l’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo.

Il direttore dell’Asst Bergamo Est, Francesco Locati, racconta l’impegno in prima linea nella gestione di sei ospedali e delle sedi territoriali, prese d’assalto da pazienti Covid a marzo 2020.

“La nostra Azienda Socio Sanitaria Territoriale si estende su un territorio molto vasto – conferma Locati – e la prima ondata, a marzo 2020, ci ha visto impegnati a fronteggiare un’emergenza mai vista prima, per la quale abbiamo dovuto risolvere quotidianamente diverse problematiche”.

Tutta la Bergamasca si ritrova a gestire un vero e proprio tsunami: “Durante il picco pandemico della primavera 2020 abbiamo registrato un numero di casi molto, molto rilevante. Tutti noi ci ricordiamo le code fuori dai pronto soccorso, con ben 28 pazienti ricoverati nella nostra terapia intensiva. Lo spazio non era mai
sufficiente e i malati intubati sono stati ospitati anche nelle unità coronariche e nelle sale operatorie degli ospedali”.

Oltre agli spazi fisici hanno iniziato a scarseggiare dispositivi medici e addirittura l’ossigeno per curare i pazienti affetti da Covid-19.

“Il contatto con l’Accademia si è acuito proprio nella prima fase della pandemia, con un sopporto decisivo per aiutare la nostra Asst a risolvere moltissime problematiche. Tra le necessità urgenti, avevamo bisogno di un supporto adeguato di ossigeno per curare i 450 pazienti ricoverati nei reparti nel mese di marzo. Le nostre strutture sono state completamente riorganizzate grazie al grande lavoro profuso da medici, infermieri e tecnici. A loro va la mia profonda riconoscenza e li ringrazio perché si sono messi a completa disposizione per garantire tutte le necessità assistenziali che richiedeva il momento. Insieme a loro è stato fondamentale, da tutti i punti di vista, anche il contributo dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà”.

Insieme all’associazione guidata da Giovanni Licini è stato possibile portare avanti un vero lavoro di squadra: “Mi sentivo quasi quotidianamente con Licini e ricordo in particolare l’arrivo della tac mobile dall’Olanda, che ci ha permesso di fare diagnosi addirittura prima dell’esito del tampone. A pochissima distanza dall’esordio della pandemia, ci ha consentito di garantire ai pazienti l’inquadramento diagnostico più accurato e le conseguenti cure. Inoltre, grazie all’Accademia, abbiamo adeguato il nostro impianto di ossigeno in un giorno e mezzo, quando in tempi normali avremmo dovuto attendere almeno 5 giorni. Ma insieme alla portata dell’impianto, avevamo bisogno anche di filtri, indispensabili per erogare ossigeno. E anche qui l’associazione ci ha dato un grossissimo contributo nella loro ricerca, anche perché dobbiamo considerare che in quei momenti si trattava di dispositivi molto richiesti”.

Uno sforzo corale per andare incontro all’emergenza che aveva colpito tutta la comunità bergamasca: “Esattamente, ma badate bene che il supporto dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà si è concretizzato anche nella ricerca di farmaci indispensabili, come il curaro, necessario per la sedazione dei pazienti intubati. Grazie all’associazione siamo riusciti a recuperarne un buon quantitativo e a garantire i farmaci migliori, disponibili in quel momento per il trattamento della malattia da Coronavirus”.

Nei momenti più concitati dell’emergenza sanitaria, non ha avuto momenti di sconforto? “Non potevamo permettercelo, anche perché durante la fase più critica dovevamo continuare a dare speranza. Il lavoro di squadra messo in piedi a partire dai primi giorni ha dato i suoi frutti e subito abbiamo costituito un’unità di crisi che si aggiornava di ora in ora. In questi casi, è proprio il caso di dirlo, l’unione fa la forza”.

Trascorsa la fase più tragica della pandemia, ci si è dovuti organizzare per la campagna vaccinale: “Anche qui l’Accademia non ha fatto mancare il suo supporto, aiutandoci ad allestire i centri di Clusone e Rogno, ma mettendo anche a nostra disposizione i volontari necessari per garantire il regolare svolgimento dell’attività di
accettazione e accompagnamento a Chiuduno. Dall’inizio della campagna di vaccinazione, l’associazione ci è sempre stata vicina, supportando e finanziando anche il laboratorio di biologia molecolare di Calcinate, che vanta un sistema robotizzato donato dal distretto 2042 del Rotary. Come vedete, l’Accademia dello Sport per la
Solidarietà ci ha aiutato in uno spettro molto ampio, dalle necessità immediate alla campagna vaccinale: uno sforzo a tutto tondo che merita un grande ringraziamento al presidente Giovanni Licini, al direttivo, ai soci e a tutti i volontari dell’associazione, che ci hanno supportato sia materialmente che dal punto di vista psicologico”.

www.sportesolidarieta.it

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