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Confcooperative Bergamo

Le novità

Cooperative, nuove tecnologie e soluzioni per un’agricoltura green

Le realtà del territorio da tempo hanno avviato percorsi all’insegna dell’innovazione

Per gli operatori dell’agricoltura, la difesa dell’ambiente è parte integrante della propria attività. Nell’attuale contesto, l’attenzione si alza ulteriormente, da un lato per l’aumentata sensibilità rispetto al tema dell’eco-sostenibilità, dall’altra per fronteggiare i pesanti rincari dei costi di fornitura. Adozione di nuove tecnologie in sostituzione delle vecchie eccessivamente energivore, modelli in grado di ottimizzare i processi e soluzioni volte a migliorare l’approccio ecologico sono i pilastri delle cooperative agricole aderenti a Confcooperative Bergamo. 

 

Le realtà del territorio da tempo hanno avviato percorsi all’insegna dell’innovazione, con cospicui investimenti che hanno già mostrato evidenti risultati, come raccontano Robert Roncali, direttore della Cooperativa Torre Pallavicina e rappresentante dell’area di pianura di Confcooperative, e Francesco Maroni, direttore della Latteria sociale di Branzi e referente dell’area montana. 

 

Decarbonizzazione e transizione ecologica

 

“Come per tutti i settori dell’economia, anche in agricoltura è necessario procedere con il processo di decarbonizzazione e transizione ecologica al fine di ridurre l’impatto ambientale – afferma Francesco Maroni – anche se nelle aree di montagna la rarefazione delle stalle rappresenta di per sé una condizione favorevole contenimento degli inquinanti, poiché le aziende, caratterizzate da piccole dimensioni, sono normalmente poco energivore”. Le principali criticità per le cooperative di montagna, dunque, non risiedono tanto nella riduzione di consumi, comunque un obiettivo di primaria importanza per generare attività positive per i bilanci e per l’ambiente, quanto la gestione di alcune operazioni, come quelle legate alle acque reflue e agli scarichi: “Per rispettare il territorio – sottolinea – è necessario ripensare alle vecchie tecnologie e modalità di gestione perché risultano superate. Per questa ragione già da tempo siamo attivi nell’implementare di nuove soluzioni sostenibili e in linea con la nuova normativa”. Le cooperative sono anche impegnate nella produzione di energia da fonti rinnovabili: “Stiamo investendo molto nel fotovoltaico e in tutte quelle tecnologie che permettano di favorire la transizione ecologica e sostenere un settore che in questi anni non si è mai fermato, nemmeno durante il lockdown. Anzi, ha continuato a valorizzare le eccellenze del territorio con varie iniziative”, aggiunge ancora Maroni che presiede il progetto Forme, iniziativa a sostegno della promozione nazionale e internazionale dell’intero comparto lattiero caseario italiano.

 

“In questo momento di incertezza – conclude il direttore della Latteria di Branzi – con l’aumento esponenziale del costo delle materie prime, per permettere alle cooperative agricole di adottare nuove tecnologie, sono necessarie manovre strutturali, finanziamenti indispensabili per un territorio come quello della provincia di Bergamo sul quale insistono principalmente realtà di piccole e medie dimensioni”.

 

Digitale e supply chain 

 

“Noi che lavoriamo nel settore agricolo – aggiunge Robert Roncali – siamo sempre stati attenti al territorio in cui operiamo. È il nostro habitat naturale, la sostenibilità ambientale fa parte della nostra cultura da sempre”. Ciò non significa che non ci sia ancora da fare. “Non bisogna solo parlarne, ma agire concretamente, altrimenti si rischia di finire nel mero greenwashing”. Roncali, portando l’esperienza della Cooperativa Torre Pallavicina, elenca una serie di best practice e i relativi risultati conseguiti.


Per passare a nuovi modelli di produzione sostenibile, anzitutto, è bene verificare lo stato dell’arte con una diagnosi energetica dei vari reparti. Solo quest’analisi iniziale permette di individuare i punti di forza e di debolezza, per poi intervenire”. Nel caso del caseificio, merita la massima attenzione la produzione del freddo perché responsabile di alti consumi: “Nel nostro caso – continua – dopo le verifiche iniziali, abbiamo sostituito tutti gli impianti a gas freon con un unico impianto centralizzato ad ammoniaca, gas a impatto zero sull’atmosfera”. I benefici in bolletta sono notevoli, con una riduzione del 40% dei consumi energetici. “Anche quelli legati all’illuminazione non vanno trascurati, per questa ragione è necessario sostituire i vecchi neon con lampade led a basso consumo”. L’evoluzione digitale assicura enormi benefici: “Per pianificare al meglio le attività. Noi abbiamo adottato software intelligenti per evitare i picchi di energia. Riusciamo a sfruttare al meglio quella prodotta da un impianto fotovoltaico, modificando le fasce orarie di alcune attività come, ad esempio, la pastorizzazione della panna”, prosegue Roncali.

 

E ancora, “è stato avviato assieme ai nostri agricoltori un piano di difesa della biodiversità che coinvolge tutte la filiera, comprese le stalle dei soci conferenti, con progetti di rimboschimento e piantumazione per favorire lo sviluppo di specie autoctone e il ripopolamento della fauna selvatica. Tutta la supply chain deve essere sostenibile – conclude Roncali – per questa ragione abbiamo studiato anche l’ottimizzazione della raccolta del latte, prevedendo percorsi intelligenti, cioè, privilegiando le tratte più brevi nei momenti di minor traffico. Inoltre, sosteniamo e monitoriamo l’auto produzione di energia da fotovoltaico e biogas, nelle aziende agricole”.

 

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