Coldiretti

La voce degli agricoltori e degli allevatori in piazza: “Noi strozzati dai rincari” fotogallery video

I costi sono diventati insostenibili per numerose aziende del settore primario. A rischio anche i nove formaggi Dop della Bergamasca: "Produrre il latte costa troppo, ai nostri prodotti non viene riconosciuto il giusto prezzo"

Bergamo. Agricoltori e allevatori in piazza con la Coldiretti per protestare contro le speculazioni e i rincari, che mettono in serie difficoltà le imprese del territorio.

In Porta Nuova il ritrovo è alle 9: bandiere gialle, cartelloni, trattori, balle di fieno, il palco montato, la musica e gli stand con i prodotti. Ma questa volta non è una semplice esposizione: i cartelli parlano di costi e percentuali, hanno tutti un + davanti. A partire dall’energia elettrica, con bollette schizzate a + 70% e in alcuni casi anche a +110%, il prezzo dei concimi su del 143%, quello dei mangimi del 40%. Su un altro tavolo ci sono le bottiglie del latte: prezzo alla stalla da 0,39 a 0,41 centesimi, prezzo al consumo tra 1,55 e 1,69 euro. C’è un lungo tavolo dove sono stati sistemati i nove formaggi bergamaschi che vantano il marchio Dop e che sono a rischio per l’elevato costo di produzione del latte.

Alberto Brivio, presidente di Coldiretti, spiega: “Questa è una mobilitazione per cercare di comunicare alla cittadinanza e soprattutto alle istituzioni il momento di difficoltà che stanno vivendo questi settori. Siamo attanagliati dall’aumento dei costi di produzione e dal mancato riconoscimento del giusto prezzo dei nostri prodotti, la carne, il latte, i formaggi. A lungo termine, ciò si può ripercuotere su tutto il Paese. Nella nostra provincia sono prodotti 9 formaggi Dop, un’eccellenza che rischia di scomparire se non si darà una prospettiva ai giovani imprenditori attraverso la sostenibilità dei costi delle aziende agricole e delle stalle. Il ruolo dell’agricoltore ha anche un carattere sociale e di cura ambientale, soprattutto in quelle zone dove queste attività rappresentano il fulcro dell’economia e tutto questo va assolutamente preservato”.

“Il problema generale riguarda la produzione di latte di qualità controllato e certificato utilizzato poi per la realizzazione dei formaggi Dop – spiega Daniele Filisetti, titolare dell’azienda agricola Filisetti di Endine Gaiano che realizza produzioni casearie -. Siamo in grossa difficoltà per l’aumento del costo delle materie prime e della produzione, le istituzioni devono intervenire. La maggior parte delle imprese sono gestite da famiglie e i giovani non sono più incentivati ad investire tempo e denaro in questi settori perché sono poco o per nulla remunerativi”.

Giorgio Piovanelli ha un’azienda agricola a Zanica: “I rincari ci stanno strangolando. Non ci viene riconosciuto un adeguato prezzo del latte e in alcuni casi non riusciamo nemmeno a pagare le spese di produzione”.

Davide Facchinetti è titolare insieme alla famiglia dell’azienda agricola Facchinetti Eliseo di Treviglio, dove allevano bovini da carne: “I costi del mangime, delle farine e della soia sono raddoppiati e a questi si aggiungono i rincari dell’energia. La situazione così è diventata insostenibile”.

Ci sono alcuni agricoltori che protestano con indosso cartelloni contro i cinghiali.

“La mia azienda produce formaggi e vino e siamo in montagna, dove abbiamo il grosso problema dei cinghiali e dei cervi – spiega Angelo Casali, dell’omonima azienda di Berzo San Fermo -. La mattina andiamo nei campi e nei vigneti e troviamo tutto distrutto. Veniamo poco risarciti, non veniamo ascoltati. Oggi c’è anche la questione della peste suina africana, che viene trasmessa velocemente dai cinghiali e ci crea non poche preoccupazioni”.

In piazza ci sono anche diversi sindaci, come quello di Osio Sopra, Edilio Pelicioli: “Nel mio comune ci sono una decina di aziende agricole e sono qui per testimoniare la mia vicinanza agli imprenditori e ai lavoratori del settore. Sono forti le pressioni visto l’aumento dei costi. Ci sono diversi bandi che stanno arrivando ma hanno tempi molto stretti e si fa fatica a partecipare e poter attingere a fondi e risorse che potrebbero quindi risollevare un po’ gli agricoltori”.

Vicinanza e solidarietà anche dalle istituzioni, Provincia compresa, che hanno aderito ha aderito al presidio organizzato da Coldiretti a Bergamo. “La necessità di avere prodotti con prezzi giusti è una questione che agricoltori e allevatori sollevano da tempo. A questo problema ora si è aggiunto il caro bolletta, portando allo estremo delle forze il settore – spiega il consigliere delegato alla Montagna, Agricoltura e Agroalimentare Fabio Ferrari-. Proprio per difendere l’economia, il lavoro e il territorio ci siamo uniti oggi alla protesta di Coldiretti”.

Con il Pnrr si aprono nuove prospettive che avranno importanti ricadute sul tessuto produttivo: “Siamo interessati ai bandi che andranno nella direzione di ridurre costi di energia e incentivare la realizzazione di impianti fotovoltaici e di produzione di gas naturale. Stiamo già lavorando in tale direzione, e a breve costituiremo un tavolo con la partecipazione di tutte le associazioni di categoria del settore per coordinare le aziende agricole ai quali offriremo supporto tecnicoamministrativo – sottolinea Ferrari-. Per le aziende agricole più piccole che non hanno la sufficiente autonomia necessaria per soddisfare il funzionamento degli impianti di produzione di gas naturale, fondamentalmente quelli che si trovano nella aree montane, l’idea è di aiutare lo sviluppo delle comunità energetiche a cui poter conferire i prodotti e ricavare un’economia per aumentare le entrate dei propri bilanci aziendali”.

Il presidente Pasquale Gandolfi esprime “vicinanza e solidarietà a questo settore che risulta essere una delle colonne essenziali della nostra provincia. Spero che la protesta di oggi sia opportunamente ascoltata dal governo, al fine di contribuire attivamente con adeguate politiche di mantenimento di queste fondamentali attività”.

 

 

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