• Abbonati
La manifestazione

Crisi Ucraina: a Bergamo presidio per la pace

Appuntamento venerdì 18 febbraio in Largo Porta Nuova

Bergamo. Le tensioni fra Russia e Ucraina, con tutte le ripercussioni su scala globale, il coinvolgimento degli Stati Uniti e il rischio che possa scoppiare una guerra, stanno destando molta preoccupazione. Per esprimere solidarietà alle popolazioni che subiscono le guerre, la Rete della Pace di Bergamo e il Coordinamento enti locali per la pace e i diritti umani invitano tutti i cittadini a un presidio: l’appuntamento è venerdì 18 febbraio alle 18 a Bergamo, in Largo Porta Nuova (di fronte al Credito Bergamasco).

Illustrando l’iniziativa, in una nota gli organizzatori spiegano: “È una inaccettabile follia. La sola idea che si debba tornare ad affrontare una guerra in Europa è un’autentica follia. Tutti i responsabili dell’Unione Europea e della politica internazionale sono chiamati ad agire con determinazione per impedire che la crisi dell’Ucraina sfoci in una nuova guerra che avrebbe conseguenze devastanti per tutto il mondo. Sarebbe una pericolosissima regressione storica. L’Europa dica subito una parola chiara: Mai più guerra in Europa! E agisca di conseguenza. Non c’è alcuna possibilità di difendere i diritti umani o di risolvere le crisi muovendo carri armati, soldati, navi e aerei di guerra. Questo è il tempo di dichiarare la pace e non la guerra! Con la guerra si scaricherebbe su noi tutti una catastrofe umanitaria, una crisi energetica ed economica di enormi e incontrollabili proporzioni. Con la guerra tutto andrà perduto. Con la pace tutto è ancora possibile”.

“L’Unione Europea – prosegue la nota – è un progetto di pace. Nessun processo di allargamento politico o militare può avvenire a spese della vita e della pace. L’Unione Europea deve affrontare alla radice tutti i problemi che da troppo tempo attraversano e colpiscono non solo l’Ucraina e i confini orientali. L’obiettivo principale per l’Europa deve essere la paziente e tenace costruzione della pace e della sicurezza dall’Atlantico agli Urali anche attraverso un reale processo di disarmo, che avrebbe dovuto coinvolgere già da tempo anche l’Italia che ancora accetta di avere sul suo territorio missili nucleari da poco rinnovati, nonostante gli accordi presi a suo tempo e nonostante il fatto che non ci siano sul nostro territorio depositi sicuri per i missili obsoleti. Allo stesso tempo, è necessario riconoscere che l’escalation in Ucraina è espressione del grave prolungato deterioramento delle relazioni internazionali e dell’altrettanto serio indebolimento delle Istituzioni internazionali. L’Italia e l’Europa lavorino per cambiare rotta: senza il rispetto della legalità internazionale, senza la democratizzazione e il rilancio del dialogo politico e della cooperazione a tutti i livelli sarà impossibile difendere i diritti umani e affrontare efficacemente le tante crisi che incombono. Non è possibile fare la guerra e, allo stesso tempo, promuovere la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Non è più ammissibile che la sicurezza degli stati continui a prevalere sulla sicurezza umana. Per l’UE, per la sua storia, per i suoi valori, per i suoi cittadini, il Diritto internazionale dei diritti umani è la bussola per la soluzione del conflitto in Ucraina”.

Infine, evidenziando l’importanza di un impegno collettivo per la pace, concludono: “Le guerre costituiscono una criminale sequela che ha le caratteristiche del circolo vizioso: guerra chiama guerra. Perché il cerchio si spezzi occorre che vengano meno gli attributi militari degli stati-nazione; si affermino strutture democratiche di governo mondiale; si metta in funzione il sistema di sicurezza collettiva previsto dalla Carta delle Nazioni Unite. Il Trattato di Lisbona, stabilisce espressamente che “l’Unione promuove soluzioni multilaterali ai problemi comuni, in particolare nell’ambito delle Nazioni Unite. …L’Unione opera per assicurare un elevato livello di cooperazione in tutti i settori delle relazioni internazionali al fine di ‘… preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale, conformemente agli obiettivi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite, …’ (art. 21)”.

Iscriviti al nostro canale Whatsapp e rimani aggiornato.
Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Abbonati!
leggi anche
Ucraina Russia guerra (Photo by Chris McGrath/Getty Images)
La testimonianza
Crisi Russia-Ucraina: “Siamo molto preoccupati, la tv è accesa 24 ore al giorno sui tg delle nostre emittenti”
Tensione ucraina (Getty images)
Le testimonianze
Olena e Kristina, ucraine a Bergamo: “Angoscia per i nostri cari: reclutano anche le donne e i ragazzi”
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI