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La lezione di super Sofia: se vuoi davvero qualcosa, metticela tutta e vattela a prendere - BergamoNews
Medaglie e non solo

La lezione di super Sofia: se vuoi davvero qualcosa, metticela tutta e vattela a prendere

A 23 giorni dall'infortunio, la medaglia olimpica è la conferma che Sofia Goggia è campionessa a tutto tondo

Lo confesso, speravo che Sofia Goggia rinunciasse anche alla discesa libera, lì alle Olimpiadi invernali di Pechino.

Me l’immaginavo al cancelletto, arrembante e vogliosa di riscatto… troppo (?). Paventavo un’altra, l’ennesima caduta. Col corredo di delusione (sua) e strascichi fisici insormontabili.

Così stamattina, prima dell’alba, socchiudevo gli occhi mentre lei, coraggiosa, scendeva. A bomba, ma pulita e con la forza di chi non molla neanche un nanosecondo.

Poi, i centesimi di vantaggio che crescevano man mano.

L’arrivo.

Il tabellone.

L’urlo.

Quell’urlo che è più della gioia, più della medaglia.

Per lei è la conferma di essere campionessa a tutto tondo: sì, ci sono. Sono ancora io. La Super Sofia che vola sugli sci.

La Super Sofia che cade e si rialza, in fretta e furia (tanta furia, ma ben gestita).

La Super Sofia, capace di consolare Michi Moioli, mentre la collega olimpica dello snowboard cadeva, e di gioire con lei e per lei mentre andava a medaglia.

La Super Sofia che ci riempie di ansia, ma ci regala almeno una speranza: se vuoi davvero qualcosa, metticela tutta e vattela a prendere.

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