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Bper chiude il 2021 con un utile netto pari a 525,1 milioni: dividendo di 6 centesimi - BergamoNews
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BPER Banca

Risultati 2021

Bper chiude il 2021 con un utile netto pari a 525,1 milioni: dividendo di 6 centesimi

Raccolta netta pari a 2,1 miliardi, pressoché raddoppiata rispetto allo scorso anno

Modena. Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca martedì 8 febbraio ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di gruppo al 31 dicembre 2021.

L’Amministratore Delegato Piero Luigi Montani commenta: “Il 2021 è stato un anno particolarmente importante per BPER sotto diversi aspetti, a partire dal significativo rafforzamento della posizione competitiva, che ci ha consentito di incrementare la quota di mercato degli impieghi dal 3,0% al 4,4% con una maggiore presenza nelle zone più produttive e dinamiche del paese e aumentare anche il numero di clienti di oltre il 50% dai 2,7 milioni precedenti a 4,2 milioni. Le attività messe in campo con rapidità ed efficacia, oltre a dimostrare il dinamismo del nostro Gruppo Bancario e la volontà di crescere anche per linee esterne, hanno portato ad un aumento strutturale della redditività ordinaria, accompagnato ad un forte miglioramento della qualità degli attivi e al mantenimento di una solida posizione patrimoniale, con un CET1 ratio Fully Phased pari al 13,5%.

L’esercizio si è chiuso con un utile di 525 milioni di euro, con ricavi in costante aumento, supportati anche dall’ottima performance commerciale.

Da sottolineare, inoltre, la crescita derivante dal business bancario tradizionale e dall’attività di finanziamento in forte accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno, a conferma della ripresa economica in atto. Trend che ci aspettiamo prosegua anche nel 2022 trascinato dagli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Sul fronte dei costi l’esercizio è stato caratterizzato da diverse componenti straordinarie connesse anche alla crescita del perimetro del Gruppo. Nel 4° trimestre dell’anno, inoltre, abbiamo spesato il costo relativo alla manovra sul personale volta a favorire un ricambio generazionale e posto in essere ulteriori azioni di razionalizzazione della base costi, che accresceranno la nostra efficienza operativa.

Con riferimento alla qualità del credito, abbiamo registrato dei trend in costante miglioramento, con un NPE ratio che a fine anno si è attestato al 4,9% lordo e 2,0% netto, grazie anche alle cessioni di crediti deteriorati effettuate nel corso dell’anno, incrementando al contempo i livelli di copertura.
Sottolineo inoltre, tra gli aspetti peculiari dell’esercizio appena concluso, il forte impegno rivolto alle tematiche ESG, sia a livello di governance con la creazione di un apposito Comitato Sostenibilità endoconsiliare, sia nell’attività costante delle varie funzioni aziendali. Ciò ha permesso di ottenere tra l’altro, l’inserimento di BPER Banca nell’indice MIB ESG di Borsa Italiana.

Nel 2022 ci aspettano sfide importanti, vogliamo proseguire nel nostro percorso di crescita continuando a migliorare i fondamentali della Banca. I risultati raggiunti in termini di incremento della redditività, miglioramento della qualità del credito e solidità patrimoniale costituiscono una solida base per il nuovo piano industriale e ci consentiranno di generare ulteriore valore a vantaggio di tutti gli stakeholder”.

Conto economico consolidato: dati principali
Il margine di interesse si attesta a 1.505,4 milioni. Nel 4° trimestre 2021 il dato è pari € 385,9 milioni in calo rispetto al trimestre precedente (391,1 milioni) principalmente in seguito alla pressione competitiva. Tra le principali componenti all’interno dell’aggregato trimestrale si registrano, inoltre, il contributo dei fondi TLTRO-III, al netto degli interessi pagati sulle somme depositate presso BCE, pari a 26,9 milioni (24,1 milioni nel 3° trimestre 2021) e il contributo derivante dal portafoglio titoli per un importo di 24,0 milioni ( 25,1 milioni nel 3° trimestre 2021).

Le commissioni nette raggiungono 1.641,6 milioni. Il dato del 4° trimestre 2021 è in rialzo a 469,2 milioni (+7,0% t/t), confermando i trend positivi già osservati nel trimestre precedente. In particolare, nel trimestre le commissioni relative al comparto della raccolta indiretta e bancassurance si assestano a 220,5 milioni in crescita dell’8,6% rispetto al 3° trimestre 2021, mentre le commissioni riferibili all’attività bancaria tradizionale ammontano a 248,7 milioni in aumento del 5,7% rispetto al 3° trimestre 2021.
La voce dividendi risulta pari a 20,1 milioni (5,5 milioni nel 4° trimestre 2021).

Il risultato netto della finanza si attesta a 196,2 milioni ( 23,6 milioni nel 4° trimestre 2021), beneficiando degli utili derivanti dalle cessioni di attività finanziarie e della buona performance realizzata dai mercati.
I proventi operativi netti ammontano 3.388,3 milioni supportati dalla crescita dei ricavi core (margine di interesse e commissioni nette). Nel 4° trimestre 2021 il dato è pari a 897,5 milioni in aumento dello 0,6% rispetto al trimestre precedente.
Gli oneri operativi sono pari a 2.487,5 milioni (858,3 milioni nel 4° trimestre 2021) e includono 388,2 milioni di oneri non ricorrenti.

In dettaglio:
Le spese per il personale risultano pari a 1.528,2 milioni (557,2 milioni nel 4° trimestre 2021), impattati da 228,0 milioni di spese straordinarie, di cui 210,0 milioni riferiti al costo della manovra di ottimizzazione degli organici volta a favorire il ricambio generazionale delle risorse, contabilizzati nel 4° trimestre 2021 e 18,0 milioni legati prevalentemente all’attività di allineamento delle nuove risorse e al rafforzamento dei presidi per l’assistenza commerciale alla nuova clientela del ramo acquisito.

Le altre spese amministrative ammontano a 679,2 milioni (180,8 milioni nel 4° trimestre 2021) ed includono 83,8 milioni di oneri non ricorrenti (8,0 milioni contabilizzati nel 4° trimestre 2021) principalmente riferibili al processo di integrazione delle filiali acquisite.

Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali risultano pari a 280,1 milioni, di cui 76,4 milioni non ricorrenti. Il dato del 4° trimestre 2021 è pari a 120,3 milioni, e include 67,4 milioni di rettifiche di carattere straordinario in gran parte riferibili a svalutazioni di software e hardware per i quali è stata considerata conclusa la vita operativa dei beni in seguito delle recenti operazioni straordinarie e alla gestione della situazione di emergenza.
Il risultato della gestione operativa è pari a 900,8 milioni, di cui 39,2 milioni registrati nel 4° trimestre 2021.
Le rettifiche di valore nette per rischio di credito si attestano a 838,0 milioni (122,8 milioni nel 4° trimestre 2021) e includono 310,0 milioni di rettifiche addizionali, conseguenti anche all’aggiornamento delle policy valutative di Gruppo, contabilizzate nel primo semestre 2021. Il costo del credito si attesta a 106 p.b. (67 p.b. escludendo le rettifiche su crediti addizionali).
Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri ammontano a 80,7 milioni, di cui 23,8 milioni di carattere straordinario, per la maggior parte ascrivibili all’adeguamento della quota di “profit sharing” da corrispondere al Fondo di Risoluzione in esecuzione degli accordi connessi all’acquisizione di Nuova Carife Spa. Il dato del 4° trimestre 2021 è pari a 25,7 milioni.
I contributi ai fondi sistemici per l’anno 2021 ammontano complessivamente a 133,7 milioni.
Nel dettaglio:
46,1 milioni relativi al contributo al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) sulla base del perimetro del Gruppo al 31 dicembre 2019, di cui 11,3 milioni come contributo addizionale richiesto dal SRF. 87,6 milioni relativi al contributo per il Fondo di Garanzia dei Depositi (“DGS”) in aumento rispetto al dato dello scorso anno per effetto principalmente dell’allargamento della base depositi conseguente all’integrazione del ramo acquisito.
Si evidenzia che nello schema di Conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia sono ricompresi all’interno della voce 190 b) “Altre spese amministrative”.
Avviamento negativo (c.d. Badwill) pari a 1.127,8 milioni di cui:
817,7 milioni relativi al badwill emerso dal processo di Purchase Price Allocation (PPA) richiesta dall’IFRS 3 “Aggregazioni aziendali”vi rispetto all’acquisizione del ramo d’azienda. Il differenziale tra patrimonio netto di pertinenza del ramo acquisito e prezzo di acquisto ha generato un badwill (bargain purchase) iniziale pari a 966,9 milioni. Il processo di PPA tra le attività e passività oggetto di acquisizione valutate al fair value ha comportato l’allocazione di 149,2 milioni. Tra i principali effetti, si evidenzia un fair value inferiore al valore contabile acquisito dei crediti non-performing per 337,5 milioni ed un fair value superiore al valore contabile acquisito dei crediti performing per 234,1 milioni.

310,2 milioni relativi al recupero della fiscalità sullo stesso badwill come da previsioni contrattuali con Intesa Sanpaolo.
L’utile (perdite) da investimenti è negativo per 283,3 milioni (-27,4 milioni nel 4° trimestre 2021) e include rettifiche degli avviamenti per 230,4 milioni e per la parte restante svalutazioni principalmente riferibili alla valutazione al fair value degli immobili di proprietà ad uso non funzionale.
L’utile della gestione corrente al lordo delle imposte risulta pari a 692,9 milioni.
Le imposte sul reddito ammontano a 134,2 milioni ed includono il carico fiscale del badwillvii per 310,2 milioni.
L’utile dell’esercizio si attesta pertanto a 558,6 milioni e comprende un utile netto di pertinenza di terzi pari a 33,5 milioni.
L’utile dell’esercizio di pertinenza della Capogruppo è pertanto pari a 525,1 milioni.

Stato patrimoniale consolidato: dati principali
(Si ricorda che i dati di stato patrimoniale riferiti ai risultati preliminari consolidati al 31 dicembre 2021 non sono confrontabili con quelli al 31 dicembre 2020, in seguito alla citata variazione dimensionale del Gruppo. Risultano invece comparabili i dati contabili riferibili al 30 settembre 2021 in quanto riferibili al medesimo perimetro di consolidamento).
La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie designate al fair value) si attesta a € 101,4 miliardi (+3,5% rispetto a fine settembre 2021). All’interno dell’aggregato la componente principale è rappresentata dalla raccolta da clientela ordinaria che ammonta a € 96,2 miliardi, costituita principalmente da conti correnti e depositi per € 91,9 miliardi, in aumento del 2,6% rispetto al trimestre precedente. La raccolta istituzionale, costituita interamente da obbligazioni, è pari a € 5,2 miliardi, in rialzo rispetto ai € 4,0 miliardi del trimestre precedente esclusivamente in seguito all’aumento dei pronti contro termine passivi, al fine di beneficiare dei bassi livelli dei tassi di interesse.
La raccolta indiretta da clientela raggiunge € 166,3 miliardi, in leggera crescita rispetto a fine settembre 2021 (€ 166,2 miliardi). All’interno dell’aggregato:
la raccolta gestita aumenta a € 64,8 miliardi (+1,4% rispetto a fine settembre 2021), di cui € 18,9 miliardi relativi ad Arca Holding (al netto della quota di fondi collocata dalla rete del Gruppo BPER) anch’essa in crescita rispetto al trimestre precedente (€ 18,4 miliardi);
il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita è pari a € 19,3 miliardi (+0,5% rispetto a fine settembre 2021);
la raccolta amministrata si attesta a € 82,2 miliardi in calo dell’1,0% rispetto al trimestre precedente.

I crediti lordi verso la clientela sono pari a € 82,0 miliardi (+3,3% da fine settembre 2021), di cui crediti “performing” per € 78,0 miliardi (+4,0% da fine settembre 2021) e crediti deteriorati per € 4,0 miliardi (-8,2% da fine settembre 2021). L’incidenza di questi ultimi sul totale dei crediti lordi (NPE Ratio lordo) è pari al 4,9%, in ulteriore calo rispetto al 5,5% di fine settembre 2021 (7,8% a fine 2020), grazie ad ulteriori cessioni di crediti deteriorati finalizzate nel 4° trimestre 2021.
Con riferimento alla composizione dei crediti deteriorati lordi, le sofferenze sono pari a € 2,0 miliardi (-14,3% t/t); le inadempienze probabili si attestano a € 1,9 miliardi (+0,5% t/t); i crediti scaduti ammontano a € 127,8 milioni (-20,1% t/t).

I crediti netti verso la clientela sono pari a € 79,1 miliardi (+3,4% da fine settembre 2021). All’interno dell’aggregato, i crediti “performing” netti sono pari a € 77,5 miliardi in aumento del 4,0% da fine settembre 2021, grazie all’accelerazione nel 4° trimestre 2021 delle erogazioni di finanziamenti di mutui e prestiti personali, che ammontano a € 3,3 miliardi (+57,4% t/t). i crediti deteriorati netti ammontano a € 1,6 miliardi in calo del 18,5% rispetto a fine settembre 2021. L’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale dei crediti netti verso clientela (NPE ratio netto) è pari al 2,0%, in ulteriore calo rispetto al 2,6% del trimestre precedente (4,0% a fine 2020). Il coverage ratio del totale dei crediti deteriorati è in aumento a 60,4% dal 55,3% del trimestre precedente.
Con riferimento alle singole componenti dei crediti netti deteriorati, le sofferenze nette sono pari a € 0,6 miliardi (-34,9% rispetto a fine settembre 2021) con un livello di copertura in crescita al 71,8% (63,0% a fine settembre 2021); le inadempienze probabili nette si attestano a € 0,9 miliardi (-3,3% rispetto a fine settembre 2021) con un livello di copertura in aumento a 50,4% (48,4% a fine settembre 2021); i crediti scaduti netti ammontano a € 94,6 milioni con una copertura pari al 25,9% (23,9% a fine settembre 2021).
La copertura dei crediti performing si attesta a 0,6% in linea con il dato di fine settembre 2021 (0,3% a fine 2020).

Con riferimento alle misure di sostegno erogate dal Gruppo BPER destinate a famiglie e imprese per fronteggiare le ripercussioni economiche derivanti dall’emergenza pandemica, si evidenzia che:
i crediti garantiti dallo Stato ammontano a € 7,3 miliardi, in aumento del 4,7% rispetto al trimestre precedente, con un’incidenza sul totale dei crediti netti verso clientela del 9,2%;
le moratorie su crediti in termini di debito residuo ancora attive ammontano a € 227,1 milioni in significativo calo rispetto al trimestre precedente (-92,4%), a fronte della scadenza del 31 dicembre 2021 delle moratorie previste nel DL “Cura Italia”. A tale riguardo si segnala che il tasso di default sulle esposizioni scadute si è mantenuto molto contenuto e pari a circa 1,7%.
La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 1,9 miliardi determinata dalla differenza tra i crediti verso banche di € 21,7 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 23,6 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (“BCE”) del Gruppo BPER, interamente composto da fondi “TLTRO III” con scadenza triennale è stabile a € 18,4 miliardi. Gli strumenti finanziari utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato ammontano a € 31,1 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 10,8 miliardi disponibili, ai quali si aggiungono € 20,3 miliardi di depositi presso la BCE.
Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 28,4 miliardi (20,8% del totale attivo). All’interno dell’aggregato, i titoli di debito ammontano a € 27,3 miliardi (96,1% del portafoglio complessivo) e includono € 14,3 miliardi riferiti a titoli governativi e di altri enti sovranazionali, di cui € 8,6 miliardi di titoli di Stato italiani con una duration media di 3 anni.
I mezzi patrimoniali complessivi ammontano a € 6,9 miliardi, con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,2 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato dell’esercizio, si attesta pertanto a € 6,7 miliardi.
Per quanto riguarda gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”), al 31 dicembre 2021 l’indice LCR è maggiore del 200%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100%.

Capital ratios
I ratios patrimoniali al 31 dicembre 2021, calcolati con la metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, risultano pari a:
Common Equity Tier 1 (CET1) ratio Phased In proformaviii pari a 14,5% (14,7% al 30 settembre 2021). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (“Fully Phased” proformaix) è pari al 13,5% (13,7% al 30 settembre 2021);
Tier 1 ratio Phased In proformax pari a 14,8% (15,0 % al 30 settembre 2021);
Total Capital ratio Phased In proformaxi pari a 17,2% (17,4% al 30 settembre 2021).

Principali dati di struttura al 31 dicembre 2021
Il Gruppo, già presente in diciannove regioni italiane, ha incrementato ulteriormente il proprio posizionamento competitivo, in particolare nel nord Italia, grazie all’acquisizione di 620 filiali avvenuta nel corso dell’esercizio.
Il numero di sportelli è pari a 1.742 (oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER Bank Luxembourg S.A) in calo rispetto ai 1.846 di fine settembre 2021 per effetto della chiusura di 104 filali.
I dipendenti del Gruppo sono pari a 18.128 rispetto ai 13.177 di fine 2020.

Proposta di destinazione dell’utile d’esercizio di BPER Banca

Il Consiglio ha approvato la proposta per la distribuzione di un dividendo unitario in contanti pari a 6 centesimi di Euro per ciascuna delle 1.413.263.512 azioni rappresentative del Capitale sociale (al netto di quelle che saranno detenute in portafoglio alla data di stacco cedola: n. 2.147.560 al 7 febbraio 2022), per un ammontare massimo complessivo pari a € 84.795.810,72.

Prevedibile evoluzione della gestione
L’economia dell’area euro si conferma su un percorso di ripresa, seppur in rallentamento negli ultimi mesi del 2021 a causa degli effetti della recrudescenza della pandemia e delle persistenti tensioni nelle catene di fornitura globali. Le prospettive di crescita per l’eurozona elaborate dagli esperti dell’Eurosistemaxii indicano un’accelerazione dell’attività economica nel corso del 2022, trascinata da una domanda interna che dovrebbe tornare vigorosa e da una politica monetaria che si manterrà ancora accomodante. In Italia le previsioni del PIL formulate da Banca d’Italiaxiii stimano un aumento quest’anno del 3,8%, con un’attività economica che dovrebbe tornare ad espandersi in misura sostenuta dalla primavera, in concomitanza con l’ipotizzato miglioramento del quadro sanitario, sospinta dalla crescita dei consumi delle famiglie e dalla forte espansione attesa degli investimenti, in seguito agli interventi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alle favorevoli condizioni di finanziamento.
In tale contesto, l’attività della Banca continuerà ad essere focalizzata sulla crescita della redditività ordinaria tramite lo sviluppo del core business, che beneficerà del rafforzamento della posizione competitiva raggiunta lo scorso anno.
I ricavi sono attesi in aumento supportati in particolare dalla componente commissionale relativa al comparto del risparmio gestito e bancassurance, nonché da un’attività di finanziamento alla clientela prevista in crescita nel corso dell’anno, trascinata anche dai benefici derivanti dagli investimenti previsti dal PNRR.
Sul fronte dei costi, continueranno le azioni di efficientamento e razionalizzazione che contribuiranno a compensare i costi per gli investimenti che saranno previsti dal nuovo Piano Industriale 2022-2024. Il costo del credito è previsto in calo unitamente ad una qualità del credito attesa in ulteriore miglioramento grazie alle azioni di derisking in corso. La posizione di capitale è attesa rimanere su livelli elevati.

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