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Alla Fattoria di Manny in Val Taleggio: cibo locale e accoglienza in un luogo magico - BergamoNews
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Valle

Alla Fattoria di Manny in Val Taleggio: cibo locale e accoglienza in un luogo magico

Stefano, Silvia e la loro dolcissima golden retriever di nome Manny hanno intrapreso una nuova esperienza di ricettività in una delle vallate più belle delle Orobie

È un piacere tornare a trovare Stefano e Silvia, coniugi Zelaschi, Alla Fattoria di Manny, lungo la vecchia carrozzabile che collegava gli Orridi ad Olda e che era la strada di accesso alla Val Taleggio prima che il ponte in pietra nei pressi della centrale idroelettrica crollasse verso la metà del Novecento. Il luogo dove vivono, e dove svolgono la loro attività di accoglienza e allevamento di animali, è situato in una bellissima conca verdeggiante, dirimpetto alle frazioni di Peghera. Stefano e Silvia hanno scelto con cura questo posto e sono approdati qui dopo una serie di peregrinazioni e avventure. Raccontare la loro storia è come narrare una fiaba.
Stefano e Silvia hanno un’esperienza ultradecennale nell’ambito imprenditoriale del marketing e della comunicazione, ma soprattutto una grandissima passione per la montagna. Dopo aver dovuto lasciare la loro seconda casa a Colere, in Val di Scalve, dove non sono riusciti a realizzare il loro sogno di aprire un agriturismo, hanno iniziato a cercare altrove e hanno scelto come terra d’adozione la Val Taleggio. Alla radice della scelta di cambiare vita e aprire un’attività in montagna c’è stata soprattutto Manny. «Abbiamo preso Manny nel 2017. Quando la portavamo in montagna e dovevamo tornare a casa a Bergamo la domenica sera, vedere la sua sofferenza ci ha convinti a cambiare vita. Manny ci ha indicato la via come sempre fanno i cani, che hanno un cuore diverso dal nostro. Manny è stata la svolta: abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo e ci siamo messi a girare per cercare un territorio favorevole per fare un agriturismo», ci racconta Stefano. La Val Taleggio la conoscevano già perché era meta delle loro escursioni e l’hanno scelta anche per via della “semplicità” del territorio: meno acclive e dal clima favorevole. È chiaro, ascoltando Silvia e Stefano parlare della loro storia, che il loro approccio è stato di cuore, ma non di casualità. Sono persone precise che si sono mosse con metodo, anche nel loro pellegrinare cercando il luogo perfetto dove Manny potesse essere felice.

Generico febbraio 2022

In Val Taleggio si sono fatti ospitare in una delle strutture ricettive dell’Ecomuseo: la Baita&Breakfast a Pizzino. Nel drammatico marzo del 2020 hanno ordinato circa settecento piante di mirtilli, che sono arrivate, con non poche difficoltà, in fretta e furia poco prima che entrasse in vigore il primo lockdown. Stefano prosegue: «Abbiamo vissuto qui il lockdown e poi siamo sempre rimasti qui: un po’ a piantare mirtilli e un po’ a lavorare da remoto, perché ancora oggi collaboriamo con la nostra agenzia. Sin da subito siamo entrati in contatto con le realtà del territorio ed è stato l’Ecomuseo a consigliarci di aprire le casette lungo la strada che da Pizzino sale a Capofoppa.

Generico febbraio 2022

Durante l’estate del 2020 abbiamo quindi iniziato a vendere i formaggi degli alpeggiatori della Val Taleggio. È stato un modo per scoprire tanti casari della Val Taleggio. Inoltre, vendevamo le nostre marmellate di mirtilli. Dal momento in cui, nell’ottobre del 2020 ci siamo trasferiti qui, non gestiamo più i due piccoli punti vendita, perché abbiamo deciso di puntare sull’accoglienza. Al momento non siamo ancora agriturismo e dobbiamo effettuare la somministrazione non assistita, un po’ come nelle feste paesane. Anche questa è una fase di transizione. Qui i nostri ospiti devono prendere il cibo con i vassoi e poi andare a mangiare o nella nostra casetta di legno con stufa e vista sulla vallata, oppure dentro la nostra accogliente sala da pranzo, oppure, se il tempo lo consente, fuori nel nostro bellissimo giardino».
Nella casetta c’è profumo di legno, tappeti e tavoli antichi. È una nicchia di pace dove le famiglie che vogliono passare una giornata nella natura senza rinunciare alla possibilità di scaldarsi davanti alla stufa e godere di un ottimo pranzo.

Generico febbraio 2022

Alla Fattoria di Manny l’avventura della ristorazione è iniziata a luglio del 2021. Il menù è composto di taglieri di formaggi e salumi della Val Taleggio. La portata principale è composta da un piatto di carne della tradizione e da una ricchissima polenta taragna (nella quale Silvia mette anche lo Strachítunt DOP). La carne è loro: «Abbiamo acquistato dei manzetti di Original Brown e li abbiamo subito mandati in alpeggio in Val Taleggio, dove sono stati per tutta la stagione. Abbiamo allevato anche i polli e le pecore. Ora ci sono gli agnellini e sarà dura…sono carini. Ci stiamo affezionando, come è accaduto con i quattro asinelli, che ora sono parte della famiglia». Le ricette sono casalinghe. «Il nostro brasato ha molto successo. Abbiamo anche sperimentato la cassoela con cotechini e costine. Stiamo pensando anche ad un terzo piatto per ampliare la proposta”, ci dice Silvia. Stefano aggiunge: «Al momento non coltiviamo verdura. Intanto abbiamo un buon rapporto con l’Azienda Agricola Manterga, dove hanno una quantità incredibile di proposte: dalle verdure sempre diverse e le loro paste di grani antichi. Si possono inventare tantissime ricette, rivitalizzando una cucina contadina e genuina della tradizione che dà tantissime opportunità. È un mondo fantastico di creatività: c’è da sbizzarrirsi. Siamo in una fase di sperimentazione, bella, divertente e creativa. Ci piace ogni giorno cercare di scoprire nuovi prodotti di questa valle». Silvia racconta anche della sua passione per le erbe spontanee, come aglio orsino, cornagì e parüch con i quali fanno delle creme e salsine per la pasta, i crostoni e l’abbinamento con i formaggi.

Da come ne parlano, si capisce che per Stefano e Silvia, l’accoglienza è la parte più bella. «È la cosa più dolce di questo posto: le persone sono incantate quando arrivano dalla magia del luogo, dagli animali, da Manny in particolare. Quello che è molto bello è che si crea un’atmosfera famigliare di gioia. Le persone sono contente di stare qui: si chiacchiera, ci si raccontano storie e a tutti piace la nostra favola di due pazzi che sono venuti a fare questa vita.. È l’opposto rispetto al mondo di business dal quale veniamo, dove tutti sono arrabbiati e contratti. Qui le persone si lasciano andare e si trasformano. I bambini possono andare a trovare gli animali, gli asini, gli agnellini, stare con Manny».
Come fruire di questa esperienza immersiva, nuova, dove si viene accolti in modo aperto? Si può effettuare la prenotazione telefonica, contattando il numero presente sul sito: www.allafattoriadimanny.it «Il menù viene concordato durante la prenotazione telefonica, in base alle necessità e alla nostra disponibilità. Siamo aperti tutti i giorni perché viviamo qui, le persone possono chiamarci tutti i giorni e noi ci organizziamo per accoglierle», conclude Stefano.

 

Testo di Sara Invernizzi
Foto di @saliinvetta 

www.saliinvetta.com

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