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Atalanta

Zapata, sarà un lungo stop: la suggestione è Diego Costa

Si parla di tre mesi anche dopo la visita in Finlandia dal prof. Orava. Una serie di ricadute, dopo Hateboer e Gosens. Da valutare la stella ex Chelsea

Che jella! La visita a Turku dal professor Orava, il dottor House che cura i tendini dei calciatori (è anche zoppo come il famoso medico della serie televisiva) ha detto che Zapata dovrà stare fermo 2-3 mesi.

Gli esami clinici non sono finiti, il bomber nerazzurro è rientrato dalla Finlandia e le sue condizioni dovranno essere di nuovo valutate nei prossimi giorni, però ormai pare accertato che la lesione al tendine dell’adduttore è grave e il giocatore dovrà valutare se farsi operare o ricorrere a una terapia conservativa. Ma i tempi saranno lunghi.

Anche per questo già da qualche giorno il tam tam del calciomercato svincolati punta su un nome soprattutto ed è anche un top player: Diego Costa. Che ha 33 anni ed è brasiliano naturalizzato spagnolo, non ha mai giocato in Serie A, ma ha vinto la Premier nel 2015 con Mourinho allenatore (20 gol) e nel 2017 con Antonio Conte, ha vinto la Liga spagnola nel 2014 e l’Europa League con l’Atletico Madrid nel 2018. Insomma, una bacheca ricca di trofei.

Un attaccante di valore assoluto su cui Diego Simeone, l’allenatore dell’Atletico Madrid, si era espresso così: “Diego Costa? Ho già detto che per noi è come Messi per il Barcellona e Ronaldo per il Real Madrid”. Se arriverà o no all’Atalanta è presto per dirlo, anche perchè per fargli posto dovrebbe essere escluso dalla lista della squadra per la Serie A uno straniero. Tra l’altro nel 2014 è arrivato al Chelsea quando c’era anche Pasalic, che poco dopo è stato trasferito all’Elche.

Zapata, 153 presenze e 78 gol ma anche 38 assist, secondo cannoniere assoluto nella storia dell’Atalanta, per la seconda volta resta bloccato da un lungo infortunio: a ottobre 2019 si era fermato per un problema agli adduttori e aveva saltato 10 partite di campionato e 4 di Champions, ma aveva comunque segnato in quella stagione 18 gol in 28 partite. Anche qualche anno prima aveva avuto un lungo stop: all’Udinese, per uno strappo al muscolo femorale era rimasto fermo dal 4 ottobre 2015 e rientrato il 6 gennaio 2016, proprio nella partita vinta 2-1 contro l’Atalanta allora allenata da Reja. E sulla panchina friulana c’era Colantuono.

E purtroppo la pesante assenza di Duvàn si aggiunge a una serie di lunghi infortuni, negli ultimi due anni, che l’Atalanta è riuscita sempre a superare, ma non è certo stato semplice fare a meno di giocatori nel pieno della condizione e di grande rendimento: come Hateboer, fermo 3 mesi l’anno scorso e in questo campionato fino al 20 novembre per l’infortunio al piede. Come Gosens, che da fine settembre non s’è più visto per l’infortunio alla coscia. E si è trattato spesso di ricadute, nel momento in cui i giocatori sembravano essere recuperati, da Hateboer a Toloi per un periodo più breve, comunque un mese, fino a Gosens e Zapata.

Per cui all’Atalanta sono sorti una serie di dubbi: stagione sfortunata o problema anche di gestione sanitaria, che a settembre è cambiata?

Intanto si torna di nuovo in campo e vedremo quali soluzioni inventerà Gasperini, che per la partita di Coppa Italia con la Fiorentina deve fare a meno di Miranchuk, Ilicic, Zapata, di Pezzella che si allena a parte, Toloi squalificato. Sarà un’occasione buona per i nuovi Boga e Mihaila. Convocati in 22, anche i Primavera Panada, Renault e De Nipoti.

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