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Fascino, mistero e attualità della tragedia greca

La tragedia, dalle origini greche al pensiero contemporaneo

Lasciamo la parola ad Aurora, studentessa di Quarta classico, a proposito di un’attività di approfondimento del programma di Letteratura greca.
A novembre abbiamo partecipato in streaming a un webinar, tenuto dalla professoressa Silvia Capodivacca, riguardo al tema della tragedia greca, in particolare alle sue origini e alla riflessione filosofica contemporanea cui è legata. È stata sicuramente una importante possibilità che ci ha consentito di introdurci al meglio nel mondo tragico e di approfondire l’attività didattica svolta in classe.

Nella prima parte, la relatrice ha approfondito la genesi della tragedia, un’ innovazione totalmente greca, che non era considerata solo una forma di intrattenimento, ma un vero e proprio momento di formazione etica e pedagogica. Infatti, il teatro diventa un luogo sicuro in cui l’anima dello spettatore può purificarsi dalle pulsioni negative tramite un processo di catarsi dato dalla pietà e dal terrore, i due sentimenti principali che vengono provocati nel pubblico.
La tragedia, però, non è nata dal nulla, ma da una lunga tradizione religiosa strettamente connessa al culto del dio Dioniso, professato all’interno dei riti misterici, di cui ancora oggi si sa molto poco, dato che agli iniziati era chiesta assoluta segretezza. Questa divinità era molto venerata e in suo onore venivano intonati i ditirambi, una forma di lirica, da parte di un coro da cui, in seguito, si è staccato un capo-coro, nonché l’antenato dell’attore. L’anello che sembra unire queste cerimonie al teatro pare essere l’etimologia del nome “tragedia”: il canto del capro. Il capro era un animale spesso usato come vittima del sacrificio presente proprio in questi misteri dionisiaci.
La seconda parte del seminario ha visto come protagonista il tema del sacrificio e le riflessioni filosofiche ad esso connesse. Certamente, il filosofo che è stato più analizzato è Nietzsche, il quale ha trovato nella Grecia antica un punto di convergenza tra il principio apollineo e quello dionisiaco. L’unione tra la luce, la razionalità, l’ordine di Apollo e l’eccesso, la dissolutezza di Dioniso. Solo quest’ultimo può portare l’uomo verso la divinità tramite il caos distruggendo i confini, i costumi e le leggi. L’armonia, la serenità effimera, dei sogni contrapposta alla brutale verità dionisiaca. È proprio questa che la tragedia porta in scena attraverso le gesta di eroi che indirettamente riportano all’articolata vicenda del dio.
In conclusione, questo webinar è stato molto interessante e la professoressa è riuscita a spiegare in modo comprensibile molti concetti non sempre semplici, mostrando tutto il fascino, il mistero, ma anche la vicinanza a noi di questo genere teatrale.

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