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Studente morto durante lo stage, Peracchi: "Costruire una cultura della prevenzione e della sicurezza" - BergamoNews
L'intervento

Studente morto durante lo stage, Peracchi: “Costruire una cultura della prevenzione e della sicurezza”

Dopo la morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni, caduto sul lavoro nell’ultimo giorno di tirocinio, interviene il segretario della Cgil Bergamo Gianni Peracchi

Gianni Peracchi, segretario della Cgil Bergamo, interviene in merito alla morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni, caduto sul lavoro nell’ultimo giorno di tirocinio alla Burimec di Launzacco, in provincia di Udine, e alle recenti manifestazioni degli studenti aggrediti dalla polizia.

La morte di Lorenzo Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni, caduto sotto il peso di una trave nell’ultimo giorno del suo stage ad Udine ha suscitato sdegno, cordoglio ed ha riacceso un impegnativo dibattito sull’istituto alternanza scuola lavoro.

La prima considerazione che mi sento di fare è che questo infortunio mortale, che si inserisce in una lunga e triste strage di morti sul lavoro, è forse ancora più grave perché la scuola, soprattutto nei momenti di intreccio con il mondo del lavoro, dovrebbe essere il luogo deputato per antonomasia a costruire una cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

È per questo che la morte dello studente diventa ancora più emblematica. Non penso, diversamente da altri che l’istituto dell’alternanza sia di per sé sbagliato. Certamente deve essere meglio governato e migliorato, ma rimane uno strumento, come altri, di avvicinamento dei percorsi educativi al mondo del lavoro.

Ovviamente mi riferisco alle esperienze più virtuose e non certo ad eventuali situazioni in cui l’alternanza o gli stage diventano veri e propri per sfruttare l’attività dei più giovani.
Anche a Bergamo cerchiamo di monitorare il corretto utilizzo dello stage al fine di segnalare eventuali distorsioni del suo utilizzo.
Bene hanno fatto gli studenti a scendere in piazza per protestare rispetto a questo drammatico evento. Una protesta ideale e giusta che rientra nella mobilitazione più generale contro gli infortuni sui luoghi di lavoro.
A Bergamo la manifestazione si è svolta pacificamente, grazie al senso di responsabilità degli organizzatori e alla professionalità delle forze dell’ordine.
Altrove si sono verificati, purtroppo, tafferugli ed incidenti.

Personalmente credo, fermo restando in via generale l’apprezzamento dell’operato della polizia, si potesse evitare di ricorrere ai manganelli. Il diritto di manifestare, secondo regole condivise e comportamenti civili e condivisi, è un diritto fondamentale. Ne abbiamo viste di tutti i colori con le manifestazioni dei No Vax, Forse qualche esuberanza di troppo, ammesso ci sia stata, poteva essere contenuta senza ricorrere a metodi cruenti.

Gianni Peracchi
Segretario Cgil Bergamo

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