L'intervista

Da Bergamo a Pechino, la coppia Zandron-Barquero porta il pattinaggio spagnolo alle Olimpiadi: “Un orgoglio”

Uniti nella vita e nello sport. Da alcuni anni vivono in città, dove si allenano all'IceLab di via San Bernardino

Bergamo. Uniti nella vita e nello sport. Marco Zandron, 24enne di Bolzano, e Laura Barquero, 19enne madrilena, porteranno il pattinaggio spagnolo per la prima volta alle Olimpiadi Invernali.

I due si sono trasferiti a Bergamo per fare il salto di qualità e centrare in tempo record un obiettivo sicuramente ambizioso. Un percorso iniziato alla fine del 2020.

Dopo aver consumato il ghiaccio dell’IceLab di via San Bernardino a forza di salti e piroette, Zandron e Barquero hanno riscritto la storia dello sport iberico centrando il pass a cinque cerchi in occasione del “Nebelhorn Trophy” di Oberstdorf e ottenendo la top 10 ai recenti Europei di Tallinn, in Estonia. Li abbiamo intervistati.

Marco e Laura, sarete i primi atleti a rappresentare la Spagna alle Olimpiadi Invernali nella gara a coppie. Come state vivendo questa responsabilità?

“La stiamo vivendo come un grande orgoglio e siamo particolarmente felici di aver centrato un risultato storico per la Spagna. Le Olimpiadi sono un’occasione per incrementare la nostra esperienza e la qualificazione il premio per il duro lavoro svolto nell’ultimo anno. Non dobbiamo però dimenticare che questo sarà il nostro esordio ai Giochi. Abbiamo davanti a noi ancora una lunga carriera, sarà difficile puntare a una medaglia in questa edizione”.

La spedizione iberica sarà composta da 14 atleti. Questo aspetto potrebbe aumentare le attenzioni nei vostri confronti.

“Vogliamo sicuramente aumentare l’attenzione degli spagnoli sul pattinaggio. Come in Italia è considerato uno sport di nicchia, puntiamo dunque a farlo conoscere meglio, magari attraverso i nostri risultati, con la speranza che un numero sempre maggiore di persone lo possa praticare”.

Questa partecipazione è frutto della scelta di Marco di cambiare nazionalità e abbracciare quella spagnola. Come è nata questa decisione?

“La nostra coppia si è formata nel 2020 e l’idea di rappresentare la Spagna è nata in seguito ad alcune riunioni che abbiamo svolto con i nostri allenatori Barbara Luoni, Raffaella Cazzaniga e Luca Dematte. Dopo un attento confronto con loro, abbiamo ritenuto che la scelta migliore per il nostro team fosse di puntare su questo progetto”.

Sebbene veniate da località differenti, avete deciso di scegliere l’IceLab di Bergamo come sede dei vostri allenamenti. Perché avete scelto di puntare sul capoluogo orobico?

“Mi sono trasferita da Madrid quasi cinque anni fa. La Federazione mi ha chiesto di spostarmi a Bergamo per svolgere degli allenamenti specifici con un pattinatore spagnolo già di stanza all’IceLab e formare così la coppia sotto la guida di Barbara Luoni. Quando ho interrotto la collaborazione con il precedente partner, ho deciso di rimanere e proseguire con Marco che già si allenava qui”.

Voi non siete soltanto una coppia sul ghiaccio, ma anche nella vita. Quali vantaggi comporta e quali difficoltà?

“Sicuramente il nostro rapporto ci aiuta. Una riflessione che abbiamo fatto più volte riguarda i risultati che siamo riusciti ad ottenere in questo breve lasso di tempo e siamo arrivati al punto che la chiave di tutto ciò è la confidenza che abbiamo l’uno con l’altro. Avere una relazione extra-professionale ci consente di comunicare fra di noi con maggior facilità, oltre che a supportarci e sopportarci in maniera efficace”.

Dal punto di vista sportivo avete iniziato a lavorare insieme nel 2020 e in meno di un anno siete riusciti a scalare le classifiche internazionali. Qual è stato il trucco per trovare subito il giusto feeling?

“Ci conoscevamo già prima e questo è stato senza dubbio un grosso vantaggio. Siamo entrambi molto ambiziosi e non ci fermiamo finché non raggiungiamo ciò che desideriamo, superando i vari ostacoli che incontriamo sul percorso”.

Guardando verso il futuro, cosa vi aspettate dai Giochi Olimpici?

“Si tratterà della settima prova che svolgeremo insieme, per cui puntiamo a raccogliere esperienza e conoscerci ancora meglio. Un conto è svolgere un allenamento, un altro è affrontare una gara. La finale vede al via sedici coppie, per cui speriamo di poter centrare questo obiettivo”.

Dove possono arrivare nei prossimi anni Marco Zandron e Laura Barquero?

“Cerchiamo di rimanere agganciati al presente, senza porci mete eccessivamente ambiziose. Abbiamo imparato che il lavoro paga sempre e la dimostrazione sono i risultati che abbiamo ottenuto. Allenarsi bene è la chiave del successo. Ora ci concentriamo sui Giochi e sui Mondiali, poi si vedrà”.

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