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Buone pratiche per la salute dei lavoratori: introdotti screening oncologici e campagne vaccinali - BergamoNews
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Buone pratiche per la salute dei lavoratori: introdotti screening oncologici e campagne vaccinali

La presentazione per l’accreditamento delle aziende che hanno partecipato al programma WHP promosso da Confindustria Bergamo e Ats si è svolto mercoledì 26 gennaio nel corso di un webinar

“La promozione della salute è il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla” così recita la Ottawa Charter for Health Promotion, WHO, firmata a Ginevra nel 1986. Da allora sono stati fatti molti passi avanti. Lo dimostra il programma e la rete WHP (Workplace Health Promotion) Bergamo che da 11 anni vede Ats e Confindustria Bergamo in prima linea.

Di che cosa si tratta? Si tratta di una rete di aziende che si impegnano a realizzare buone pratiche nel campo della promozione della salute dei lavoratori, secondo un percorso predefinito, la cui validità è garantita dall’Agenzia di tutela della salute. La rete si è sviluppata grazie alla collaborazione tra ATS Bergamo e Confindustria Bergamo con la partecipazione, il sostegno e il patrocinio della Provincia di Bergamo, dell’Organismo Paritetico Provinciale per la sicurezza sul lavoro, delle Società scientifiche del settore e di altri Enti e Istituzioni.

La presentazione per l’accreditamento delle aziende che hanno partecipato al programma WHP si è svolto mercoledì 26 gennaio nel corso di un webinar.
“Nei dati raccolti nel 2021 osserviamo una risalita delle rendicontazioni che sono 93 contro le 64 del 2020, non siamo tornati ancora ai livelli del 2019, quando furono 116, ma dobbiamo fare i conti con le criticità date dalla pandemia – afferma Alessandro Arioldi, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo -. Viviamo una situazione critica ma proprio per questo motivo dobbiamo sensibilizzare di più le imprese ad intraprendere questo percorso, soprattutto ora che lo stress e lo stato emotivo della pandemia incidono anche sul lavoro”.

Alessandro Arioldi
Alessandro Arioldi, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo

Michele Sofia, direttore sanitario ATS Bergamo: “L’esperienza lombarda a cui Bergamo ha partecipato ha dimostrato un sistema di buona pratiche per prevenire alcune malattie e limitare i disagi di quelle croniche. Grazie a questi risultati è stato naturale che la nostra Regione venisse identificata come capofila per l’implementazione del lavoro fatto efd è stato grande riconoscimento dal Ministero della Salute. Ritengo che ora si possa andare avanti con fiducia rispetto al lavoro che è stato fatto. Non ci saranno molti cambiamenti da attuare, ma si tratterà di continuare su questa strada”.

La pandemia da Covid 19 ha stravolto il lavoro di ATS Bergamo. Prima ad occuparsi della promozione del progetto WHP erano 5 persone, oggi sono rimaste solamente in due: Giuliana Rocca ed Emanuela Mollo del Dips-Uoc promozione della salute ATS Bergamo. “Nonostante una flessione dell’attività di WHP, sicuramente da imputare alla pandemia, abbiamo mantenuto la barra dritta e non abbiamo mollato – afferma Giulia Rocca -. Il nuovo modello non deve spaventare le aziende e i medici perchè non è molto diverso, anche perché Regione Lombardia ha predisposto il modello a livello ministeriale. Da qui al 2026 tutte le regioni dovranno avere dei programmi predefiniti”.
La realizzazione del progetto WHP nazionale ha permesso la revisione e l’aggiornamento di alcune pratiche raccomandate e sostenibili utilizzate dal Programma Lombardo.

Emanuela Mollo, Dips-Uoc promozione della salute ATS Bergamo: “Tra le pratiche raccomandate c’è l’adozione dei comportamenti alimentari salutari, la promozione di uno stile di vita attivo, la creazione di un ambiente di lavoro libero dal fumo incentivando la cessazione, così come il contrasto a comportamenti additivi come alcool, droghe e giochi d’azzardo”. Tra le buone pratiche inserite dal 2022 anche la promozione degli screening oncologici, le campagne vaccinali, la conciliazione tra vita-lavoro/welfare e la responsabilità sociale”.

Strumento indispensabile per la buona realizzazione del Programma WHP è un sistema di monitoraggio e valutazione delle pratiche e del loro impatto. Il programma è distinto in 4 fasi, con 4 schede specifiche per raccogliere i dati necessari a produrre analisi accessibili e utili a diversi livelli:

  • regionale, per garantire il dialogo intersettoriale su cui si basa il programma;
  • locale, per monitorare gli esiti del Programma e pianificare eventuali azioni di supporto;
  • aziendale, per l’implementazione del Programma e l’individuazione ulteriore di buone pratiche.

Le 4 schede di monitoraggio sono l’anagrafica, in cui è assegnato un numero (ID) che identifica in modo univoco la sede aziendale “fisica” che aderisce al programma e che accompagnerà l’azienda in tutto il percorso. C’è poi la scheda analisi del contesto-profilo di salute che individua le caratteristiche dell’azienda. La scheda di pianificazione che indica le pratiche raccomandate che saranno implementate durante l’anno. Infine, c’è la scheda di rendicontazione a compilazione annuale.

A concludere i lavori è stata Laura Tessandri, del Centro screening servizio Medicina Preventiva ATS Bergamo: “Il programma WHP richiede impegno e costanza, ma deve essere semplice e chiaro. Avere degli obiettivi realizzabili e per raggiungerli serve una comunicazione semplice e chiare”.

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