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"Tra i più giovani crescono i contagi, ma non possono andare a vaccinarsi a causa delle quarantene" - BergamoNews
L'intervento

“Tra i più giovani crescono i contagi, ma non possono andare a vaccinarsi a causa delle quarantene”

Le parole di Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe: "Novantamila vaccinazioni pediatriche in meno nell'ultima settimana. Senza il vaccino avremmo avuto una strage mondiale con questi numeri di contagiati"

“Basta a dichiarazioni altalenanti dell’OMS. In calo i vaccini tra i più giovani perché sono in quarantena e non possono ricevere la dose. Buona parte del Paese è in quarantena, senza vaccino sarebbe stata una strage”: ad affermarlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni de L’Italia s’è Desta, condotta dal direttore Gianclua Fabi e Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus.

Cartabellotta ha tracciato lo stato di fatto della situazione contagi e soprattutto della campagna vaccinale.

“Nelle ultime settimane ho letto tante dichiarazioni di professionisti e rappresentanti dell’OMS che alternano le loro previsioni. C’è chi ci dice che stiamo uscendo dalla pandemia salvo poi specificare ‘salvo l’arrivo di nuove varianti’. Bisogna invece guardare i numeri e fare delle stime. L’unica cosa della quale siamo certi sono i numeri. Questo virus è prevalentemente stagionale, in primavera andremo verso una fase di tranquillità. Dobbiamo immaginare che il prossimo inverno potrebbe esserci una ripresa se dovessero esserci nuove varianti come già accaduto in passato”.

Cartabellotta spiega di  “essere moderatamente ottimista. Anche se sto vedendo colleghi in ospedale che non sanno come organizzare i malati, scuole chiuse e città deserte.  Uno dei grandi problemi che gli italiani hanno è che una serie di strumenti normativi come green pass rafforzato o quarantene sono stati frutto di compromessi politici al ribasso. Abbiamo creato un labirinto normativo che crea non pochi problemi”.

Intanto aumentano i contagi nelle fasce giovani: “Siamo in una sostanziale fase di stabilità. Ci sono differenti variabilità regionali e ci sono anche delle differenze importanti nelle fasce d’età. La fascia 0-9, ad esempio, è in salita verticale così come quella 10-18. Fare previsioni quindi è sostanzialmente impossibile. Quello di cui possiamo essere quasi certi è che la fase di salita è in frenata e nelle prossime settimane avremo qualche segnale di discesa. Oggi abbiamo quasi 2 milioni e 700mila positivi che ripropongono il concetto del lockdown di fatto. Non ci sono ristori ma buona parte del Paese è in quarantena. Senza il vaccino avremmo avuto una strage mondiale con questi numeri di contagiati”.

La strage è stata evitata dai vaccini: “La settimana dal 17 al 23 gennaio ha visto un numero totale di somministrazioni un poco sotto i 4 milioni. La settimana precedente sono stati superati i 4milioni e mezzo. Il dato rilevante è che sono calati in maniera importante, di circa 90mila unità, le vaccinazioni nelle fasce pediatriche. È dovuto al fatto che nel momento in cui vanno in quarantena bambini, ragazzi e ragazze non possono andare a vaccinarsi. Abbiamo chiesto di far fronte a questo problema. I bambini non devono perdere l’appuntamento con il vaccino”.

All’ospedale Papa Giovanni di Bergamo le disdette degli appuntamenti per le vaccinazioni pediatriche a causa di bambini in quarantena si aggirano attorno al 10-20 per cento.

“Omicron non sarà l’ultima variante della quale sentiremo parlare – ha concluso -. Sono certo che tutti i Paesi devono prepararsi a gestire in maniera ordinaria quello che sarà un virus stagionale. Rivedere l’assistenza sanitaria, rivedere il calendario scolastico. Insomma bisogna mettere in campo una serie di strategie che permetteranno dal prossimo inverno di convivere col virus”.

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