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Bagnatica fa memoria con la musica: e presto medaglie d’onore ai suoi cittadini deportati - BergamoNews
Le iniziative

Bagnatica fa memoria con la musica: e presto medaglie d’onore ai suoi cittadini deportati

Appuntamento a giovedì 27 gennaio, in sala Consiliare: con Maurizio Padovan, musicista, storico e ricercatore, direttore dell’Accademia Viscontea, andrà in scena “La Sonata di Auschwitz”

Un incontro per non dimenticare la più grande tragedia del XX secolo attraverso l’insolito sguardo della musica: giovedì 27 gennaio Bagnatica apre le porte della propria Sala Consiliare (ore 20.20, ingresso libero con Green Pass e mascherina) per un appuntamento con la memoria.

Con Maurizio Padovan, musicista, storico e ricercatore, direttore dell’Accademia Viscontea, andrà in scena “La Sonata di Auschwitz”, un concerto multimediale che si districa tra musica e politica dal Fascismo alla Shoah, dal 1938 al 1945.

Negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale il genere musicale della canzone, diffuso attraverso la radio, divenne un importante fenomeno di massa utilizzato ampiamente per la propaganda del regime fascista.

Al trionfante ottimismo prebellico subentrò, all’inizio del conflitto, il bisogno di distrarre la gente dal dramma della guerra proponendo temi romantici, sentimentali e le cosiddette canzoni di allegria, dal tono leggero e divertente su ritmo di swing.

Nel 1938, con l’emanazione delle leggi razziali, un gran numero di musicisti, cantanti, coristi e impiegati in organizzazioni musicali persero il posto di lavoro. In realtà l’antisemitismo in Italia non attecchì quanto nel Reich, anche se ben pochi si ribellarono alla politica fascista; le persecuzioni più gravi si avranno durante l’occupazione tedesca.

Il regime nazista istituì un’efficiente organizzazione della vita musicale facendone una potente macchina di propaganda e uno strumento di lotta contro gli oppositori politici, gli ebrei e la cultura “degenerata” (in ambito musicale: dodecafonia, jazz, cabaret berlinese etc.).

Nei lager nazisti la musica assunse un ruolo di esaltazione dell’orrore e dell’annientamento della dignità umana. Ad Auschwitz come a Mauthausen, orchestre formate dagli stessi detenuti davano concerti per lo svago delle SS, accoglievano i nuovi deportati, scandivano le marce dei prigionieri verso i lavori forzati, accompagnavano i condannati alle camere a gas ed esaltavano il sadismo degli ufficiali nelle violenze perpetrate ai danni delle donne e dei bambini.

Strumento di tortura, la musica contribuiva ad annientare la personalità degli individui; eppure per i deportati musicisti poter suonare o cantare significava ritrovare la dignità violata e, in molti casi, sopravvivere. Essere selezionati per le orchestre in determinate occasioni di festa dava la certezza che si sarebbe sopravvissuti per un altro giorno.

Ma la musica ebbe un’importanza straordinaria in quanto capace d’illudere i detenuti di dimenticare l’orrore quotidiano e d’infondere speranza anche nei momenti di disperazione e sofferenza. Non mancano esempi di piccoli e grandi brani musicali composti dagli stessi prigionieri, come le struggenti canzoni della poetessa Ilse Weber, realizzate per alleviare le pene dei bambini nel ghetto di Therezin. Trasferita ad Auschwitz nel 1944, la donna sarà uccisa nella camera a gas insieme al figlio Tommy.

Al di là dell’appuntamento con la Giornata della Memoria, a Bagnatica da circa un anno è iniziato un profondo lavoro di ricerca riguardo i concittadini che dopo l’8 settembre 1943 e il rifiuti ad aderire al nazi-fascismo furono deportati e internati dalle forze tedesche nei campi di concentramento, ai quali verrà conferita una medaglia d’onore.

I nominativi, una cinquantina circa, sono stati rintracciati da Maurizio Monzio Compagnoni che ha svolto privatamente alcune ricerche: partendo da quella, sono stati contattati eredi e discendenti, per capire l’interesse a ricevere l’onorificenza.

Il Comune è ora in attesa di un cenno dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (ANPR), per poter procedere al conferimento, magari in occasione delle celebrazioni del 2 Giugno.

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